La dura legge dello sport

Pubblicato il autore: Marco Roberti Segui

È il bello e il brutto dello sport. È quel quid in più che permette allo sport di essere così emozionante e al tempo stesso diretto, al cuore delle persone. È la sottilissima differenza tra la vittoria e la sconfitta, tra il trionfo e la disfatta. Se lo sport può promettere la gloria in caso di successo è perché minaccia l’oblio se ci si ritrova nella pagina sbagliata della storia. E lo sport in ciò è molto democratico e non accetta compromessi: è un all-in in cui o si conquista l’intera posta in palio o si torna a casa a mani vuote. E, bando alle ipocrisie, il percorso per arrivare fino a una finale o a una partita decisiva, per quanto possa essere stato emozionante, impervio o faticoso, sarà sempre visto in una prospettiva influenzata dal risultato finale: dall’altura del vincitore o dall’abisso dello sconfitto. La pallavolo non fa eccezione e anzi rende ancor più crudele questo meccanismo. Finché non è andata a terra l’ultima palla dell’ultimo set dell’ultimo match per vincere un trofeo, non può esser decretata la parola fine, tutto è ancora in gioco, con quel che ne consegue.
Anche questi pensieri passeranno in testa ai giocatori e agli allenatori della Sir Safety Perugia e della Lube Civitanova nelle ore e nei minuti prima del match di gara 5 della finale scudetto. Pensieri che possono caricare, oppure che possono distrarre, impaurire, spaventare. Entrambe le squadre sono al culmine di una stagione nella quale non si sono risparmiate e nella quale hanno aspramente battagliato. La Sir ha conquistato finora Supercoppa italiana, all’alba della stagione, e la coppa Italia, a metà annata, ma la società del presidente Gino Sirci non ha fatto mistero di puntare dritta al colpo grosso: portare in Umbria il primo titolo italiano. Di contro la Lube è rimasta finora a mani vuote, sconfitta per due volte in finale proprio da Perugia, ma ha l’opportunità di riscattarsi e di difendere il campionato conquistato lo scorso anno, oltre a potersi giocare le proprie carte nelle final four di Champions League(come potrà fare anche la Sir). Da entrambe le parti si è puntato a conservare un gruppo vincente in un caso(quello di Civitanova) potenzialmente ricco di talento, ma un po’ sfortunato e poco cattivo nei momenti decisivi, in un altro(quello di Perugia). Ma ora non è più tempo di calcoli o discorsi. Perché arriva l’ultima gara di una serie finale al cardiopalma. Perugia è stata costretta ad arrivare alla bella sia nei quarti di finale(contro Ravenna), sia in semifinale(contro la Trento); Civitanova ha invece sbrigato la pratica Piacenza in 2 gare e ha risolto in proprio favore la sfida con Modena in 4, espugnando il PalaPanini. Ma, appunto, questi discorsi non contano più. Ora solo una gara divide una delle due squadre dal trono di campioni d’Italia. È il bello e il brutto dello sport. È quel quid in più che lo rende speciale. Domani pomeriggio si azzererà tutto ciò che di buono è stato fatto durante la stagione e verrà decretato solo un vincitore. È la dura legge dello sport.

potrebbe interessarti ancheVolley Mercato, Perugia non si ferma più: ingaggiato Jonah Seif
potrebbe interessarti ancheVolley Mercato, Gianluca Galassi è il nuovo centrale di Perugia

notizie sul temaVolley Mercato, Perugia impazzisce per Wilfredo Leon (Video della conferenza stampa)Superlega volley: un atleta trovato positivo dopo gara 5 della finale scudettoSuper colpo per la Sir Safety Perugia: da Trento arriva Filippo Lanza
  •   
  •  
  •  
  •