Castrogiovanni si racconta: “Avevo il cancro, mi avevano dato sei mesi di vita”

Posted on by Francesco Sbordone

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Martin Leandro Castrogiovanni è uno dei simboli del rugby italiano, terzo giocatore a raggiungere le cento presenze nella Nazionale Italiana di Rugby, preceduto solo da Alessandro Troncon e Andrea Lo Cicero. Il pilone negli ultimi giorni è balzato alla cronaca per una sua intervista in cui dichiara di aver avuto un cancro, una difficile situazione di salute dalla quale si è risollevato con forza e determinazione, doti che gli hanno permesso di vincere una delle sfide più difficili della sua carriera.

Castrogiovanni, un rugbista con la paura

Martin Castrogiovanni attualmente è impegnato nella trasmissione televisiva “Ballando con le stelle.” Proprio a margine di un’esibizione nel programma ha confessato la sua battaglia contro il male: “Il neurinoma è una forma di tumore che agisce sul nervo cranico. Se non mi fossi fermato, probabilmente oggi non potrei muovere il piede. Non ho voluto né mia madre né mia sorella in ospedale. Inutile dire che non ho avuto paura, ma queste cose vanno affrontate”, ha detto il campione di rugby.
Il campione dopo un periodo di paura, e chi non ne avrebbe avuta, si considera un uomo fortunato, anche perchè una prima diagnosi riferiva della presenza presunta di una neoplasia maligna. Il tumore comunque c’era, si era formato sui nervi della zona lombare ma era benigno e per rimuoverlo non c’è stato nemmeno bisogno di tagliare il nervo colpito, il che avrebbe creato un problema a un piede, rendendo il rugbista zoppo per sempre. Ma la “favola” ha sempre un lieto fine. Due mesi dopo l’intervento, Castrogiovanni è di nuovo in campo e, nel 2016, con la maglia dell’Italia, gioca il suo ultimo Sei Nazioni prima del ritiro, subito dopo la partita col Galles.
La paura c’è stata ma la grinta di un campione si vede proprio in questi momenti: “Provo ad affrontare la vita con grinta – spiega Martin – la stessa che ho sempre messo sui campi da rugby, ma anche con un po’ di leggerezza. I veri problemi non sono i miei, ma sono quelli dei ragazzi che davvero lottano ogni giorno per la vita” e il riferimento è ai bambini che ha conosciuto durante e dopo la sua malattia. E che aiuta ogni volta che può, per esempio con la clownterapia.

Castrogiovanni, il racconto della malattia

La storia di Castrogiovanni ci insegna che, anche nei momenti bui e difficili, bisogna avere la forza di reagire ed andare avanti: “Dopo quel giorno ho capito che la vita va sempre vissuta con un sorriso, perché sorridere aiuta, trasmette tante cose, gioia, forza. E soprattutto non sai mai quello che ti potrebbe accadere domani: bisogna vivere ogni giorno come fosse l’ultimo”. Paura ma anche tanta riconoscenza e di speranza nelle parole di Castrogiovanni: “Nella tua testa ti passa la vita davanti. Non si può negare che di fronte a queste cose hai paura ma l’importante è come si affrontano. Guarda Bebe Vio, ha dovuto affrontare una cosa dieci volte peggiore della mia eppure hai visto com’è? Sempre sorridente. Sono queste le persone da prendere come esempio, i veri campioni“. La forza fisica, dimostrata per anni sui campi di tutto il mondo e successivamente la forza d’animo nel dover superare uno degli ostacoli più grandi che si possano trovare sul percorso della vita umana.

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