Rugby Sei Nazioni, focus su ognuna delle sei squadre all’ultimo turno

Pubblicato il da Simone Del Latte

Sei Nazioni
Inghilterra

Ogni squadra che ambisca ad entrare negli annali del rugby deve prima scrivere la propria storia e l’Inghilterra dell’era Eddie Jones lo sta facendo. Dopo aver ereditato quasi interamente la Nazionale lasciata da Stuart Lancaster, il ct australiano ha condotto un duplice e sottile lavoro di ottimizzazione dei suoi uomini. Da una parte ha attirato l’attenzione dei media tutta per sé, sollevando da ogni potenziale responsabilità i suoi giocatori, dall’altra ha fornito a quest’ultimi una mentalità vincente che mancava da parecchi anni a questa parte. Il risultato è una squadra uscita trionfante da 18 scontri consecutivi, in grado di portare a casa le partite anche nei momenti più difficili e che in breve tempo ha scalato le posizioni del ranking mondiale fino al secondo posto. Il trofeo del Sei Nazioni 2017 è già in custodia a Londra, ma se nel weekend di San Patrizio l’Inghilterra dovesse rovinare la festa agli Irlandesi, allora potrebbe davvero dimostrare di essere tornata ai gloriosi fasti del 2003.

Irlanda
Proprio come la situazione infortuni è notevolmente migliorata nello spogliato inglese, quella irlandese è terribilmente peggiorata. L’assenza di Conor Murray è un grande colpo per Joe Schimdt, malgrado il suo sostituto Kieran Marmion stia impressionando con il Connacht in Guinness Pro 12. Murray ha una straordinaria capacità di alzare il proprio livello nelle occasioni importanti e non ve n’è una maggiore di quella di questo sabato a Dublino, nel giorno di San Patrizio, contro l’Inghilterra campionessa e con il ritorno in campo di Sexton. Eccezionale nei calci nel box, in mancanza di Murray le chance dell’Irlanda di dominare nelle situazioni di gioco aereo sono significativamente ridimensionate. Come afferma Joe Schimdt: “perdiamo la sua esperienza di oltre 50 caps, perdiamo la sua calma. Murray è incredibilmente calmo in campo ed è un’ottima guida per i suoi compagni quando sono sotto pressione, perché molto raramente lo si vede nervoso.”

Francia
Definire “mal di testa” le travagliate vicende riguardo la possibile fusione tra lo Stade Francais e il Racing 92 sarebbe un eufemismo. Come se non bastasse in settimana alcuni membri della Nazionale francese hanno abbandonato il ritiro a Marcoussis per partecipare ai moti di protesta nella capitale. La situazione non gioca certo a vantaggio di Guy Noves ed è un peccato perché l’incontro con il Galles è enormemente importante per il capo allenatore. Una vittoria a Parigi contro i Dragoni porterebbe i Francesi al secondo posto nel Sei Nazioni per la prima volta dal 2011, e se le sconfitte in trasferta contro Inghilterra e Scozia sono difficili da digerire, un successo casalingo consoliderebbe la dibattuta posizione di Guy Noves sulla panchina Blues.

Galles
Squadra vincente non si cambia. Dopo il trionfo che ha mandato in frantumi i sogni dell’Irlanda lo scorso venerdì sera, Rob Howley riconferma gli stessi primi quindici uomini per il match contro la Francia, valevole per il secondo posto nel Sei Nazioni. Si respira un pò di maggior ottimismo a Cardiff, o per lo meno un pò di maggior sollievo, dopo l’eroica prestazione difensiva messa in campo contro gli Irlandesi e, ovviamente, Warren Gatland non può non aver preso atto delle gesta dei Gallesi. In settimana il terza linea Sam Warburton ha dichiarato che in squadra non si pensa ai Lions, ma molti suoi compagni sono tornati in lizza per un posto in rosa. Jonathan Davies, Leigh Halfpenny, George North e Rhys Webb potrebbero anche essere già stati previsti nei piani di Gatland, ma ciò non toglie che una loro ulteriore super performance a Parigi potrebbe proiettarli nello starting XV dei Lions.

Scozia
Ultima gara alla guida della Nazionale scozzese per Vern Cotter che termina la sua esperienza con una percentuale di successi superiore al 50 %. Il tecnico ha però bandito ogni discorso d’addio per mantenere alta la concentrazione dei suoi uomini. Recuperati Stuart Hogg e Tommy Seymour dai loro rispettivi problemi di cuncassion, la Scozia aspira a chiudere in bellezza il torneo. Vincere col punto di bonus domani potrebbe portare gli Highlanders al secondo posto nel Sei Nazioni. D’altra parte però perdere contro un’Italia che vuole evitare a tutti i costi di terminare la sua avventura nel torneo a 0 punti sarebbe il peggior modo per Cotter di abbandonare la panchina scozzese.

Italia
La porta del Sei Nazioni per la Georgia non è esattamente aperta, eppure stando alle ultime revisioni del calendario mondiale di World Rugby, che prevedono un incremento del 39 % delle sfide tra le squadre di Tier 1 contro quelle di Tier 2, una clamorosa sconfitta italiana nella partita contro la Scozia non gioverebbe certo alla permanenza degli Azzurri nel Sei Nazioni. Seppur non alla pari delle altre Nazionali, l’Italia ha comunque dimostrato di meritarsi di continuare a far parte della competizione rugbistica europea più prestigiosa, tuttavia come afferma Conor O’Shea: “il sistema va cambiato: adesso è il momento di investire, non solo nella Nazionale, ma anche nelle franchigie e nelle Accademie giovanili. Servono tecnici preparati su specifici ruoli, mental coach, fisioterapisti, nutrizionisti, fisiatri, psicologi. Servono staff di altissimo livello professionale.”

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