Rugby Sei Nazioni, i migliori XV della quarta giornata

Pubblicato il da Simone Del Latte

Rugby Sei Nazioni
La classifica del quarto turno del Rugby Sei Nazioni riflette un dato interessante: ci sono due squadre “diverse” dalle altre quattro. La prima (in tutti i sensi) è l’Inghilterra che legittima il proprio ruolo egemone all’interno del torneo attraverso una sonora punizione inflitta alla Scozia, guadagnandosi il titolo del Sei Nazioni con una giornata di anticipo. L’altra è l’Italia ferma ancora a quota 0 punti e uscita pesantemente sconfitta dallo scontro con la Francia di fronte al suo pubblico all’Olimpico. Simili nella loro diversità, entrambe le Nazionali occupano gli estremi della classifica e sono vincitrici di un trofeo per il secondo anno di seguito: l’una la coppa della competizione, l’altra l’aborrito e inglorioso Cucchiaio di Legno. Tra di loro si staglia il limbo di metà classifica composto in ordine da Irlanda, Francia, Galles e Scozia, tutte e quattro appaiate tra i 10 e i 9 punti.

I migliori XV del finesettimana di Rugby Sei Nazioni ruolo per ruolo:

15. Leigh Halfpenny (Galles): criticato aspramente per mancanza di dinamismo, questa volta Halfpenny è salito in cattedra ed è arrivato appena secondo nella classifica dei metri percorsi dietro al compagno di reparto North. Per lui inoltre un ottimo tre su tre dalla piazzola contro l’Irlanda.

14. George North (Galles): uno strabiliante ritorno alla forma fisica ottimale per la gargantuesca ala gallese. Non sono bastati tre difensori irlandesi per impedirgli di segnare la prima meta nell’incontro di venerdì sera.

13. Joanathan Joseph (Inghilterra): la pesante tripletta inflitta agli Scozzesi gli vale il riconoscimento di man of the match della gara. Se solo fosse più costante nelle performance e più affidabile in fase difensiva, dimostrerebbe che oltre alle capacità atletiche e alla lettura degli angoli da prendere c’è ben altro.

12. Owen Farrell (Inghilterra): a dispetto del chiaccherato problema alla coscia ha segnato 24 punti al piede. Assieme a Ford ha inoltre dettato gli angoli di corsa migliori a Jonathan Joseph con un sicurezza nei passaggi encomiabile.

11. Liam Williams (Galles): una prestazione solida ma non spettacolare. L’ala francese Virimi Vakatawa probabilmente è emerso maggiormente in fase offensiva, ma Williams ha mostrato grande confidenza in difesa e in fase di ricezione di calci.

10. George Ford (Inghilterra): il suo feeling di gioco con Owen Farrell è una delizia per gli occhi. Gatland dovrebbe saper riconoscere che entrambi eventualmente andrebbero schierati insieme in campo.

9. Rhys Webb (Galles): ha strappato il premio di man of the match ad un fantastico George North e ha brillantemente vinto la sfida con il mediano di mischia rivale Conor Murray, anche in ottica Lions.

8. Louis Picamoles (Francia): cariche devastanti, delicati offload e placcaggi brutali. Picamoles è sempre nel cuore di tutto ciò che la Francia fa di meglio. Imprescindibile.

7. James Haskell (Inghilterra): la classe operaia va in paradiso! Leader della linea difensiva inglese e tra i primissimi ball carrier della squadra di Eddie Jones, Haskell dà sempre il massimo in campo, lavorando a testa bassa e senza mai sottrarsi allo scontro.

6. Sam Warburton (Galles): l’ex capitano del Galles è stato autore di un’altra prova di spessore. Lo scouting di gara ci riporta il computo dei placcaggi effettuati contro l’Irlanda (21, il massimo del weekend), ma non rende merito alla mole di lavoro sporco sistematicamente svolto da Warburton.

5. Courtney Laws (Inghilterra): contro la Scozia l’Inghilterra ha dettato il bello e il cattivo tempo in rimessa laterale e tutti e tre i lanci da cui è scaturita una meta sono stati ricevuti da Laws. George Kruis è ben lontano da poter riprendesi la maglia da titolare.

4. Alu Wyn Jones (Galles): il capitano dei Dragoni come sempre non si esime mai dalla lotta, mentre i suoi furti in rimessa laterale sono giunti nei momenti di massima difficoltà gallese. La concorrenza per la maglia dei Lions è spietata nel reparto di seconda linea, eppure Jones questo finesettimana è stato sopraffino.

3. Rabah Slimani (Francia): la Francia ha praticamente cancellato l’Italia in mischia chiusa. Il pilone destro in maglia blu è stato l’incubo di Andrea Lovotti, il quale è stato stappato in più di un’occasione.

2. Ken Owens (Galles): selezionato da Martyn Williams in virtù di una serie di performance molto convincenti, Ken Owens sta gradualmente consolidando la sua posizione all’interno dei Lions nei piani del coach Warren Gatland.

1. Joe Marler (Inghilterra): Marler ricorderà la partita del suo 50esimo cap come una delle sue migliori prestazioni in assoluto. Il pilone degli Harlequins ha fatto trascorrere a Zander Fagerson una pessima giornata in mischia chiusa, propiziando ai suoi compagni diversi e preziosi calci di punizione.

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