Rugby, Beauden Barrett e il cross kick: quando, come e perchè?

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui
Beauden Barrett e il cross kick

Beauden Barrett e il cross kick

E’ ufficiale: l’utilizzo, in un certo modo, del cross kick sta ridefinendo il gioco, ricombinandone le variabili offensive che concorrono al risultato finale. Venerdì scorso, Beauden Barrett ha tenuto in campo un seminario sull’argomento, propiziando quattro delle sette mete complessive che hanno portato gli Hurricanes a trionfare 41 a 22 sugli Stormers. In ognuna delle quattro occasioni, il numero 10 ha lasciato il segno, smarcando i compagni attraverso dei calci perfettamente calibrati sulle loro corse. Il ricorso a tale gesto tecnico, definito “cross kick” nel logos rugbistico, sta diventando talmente sistematico in alcune specifiche fattispecie che viene lecito interrogarsi sui motivi che ne sono a fondamento.

Innanzitutto l’efficacia. Il cross kick non è un oggetto non identificato, misconosciuto al rugby moderno. I mediani d’apertura, ad esempio, sono soliti servirsene quando l’arbitro segnala un vantaggio per la loro squadra, e quindi quando si generano le condizioni per azzardare una giocata dall’alto coefficiente realizzativo (ma anche remunerativo ai fini dell’attacco) senza però correre i rischi di dover perdere il possesso del pallone, giacché in caso di errore “si ritorna sul vantaggio” come si suol dire. Ultimamente, tuttavia, le squadre neozelandesi, Highlanders e Hurricanes su tutte, hanno iniziato ad utilizzare il cross kick anche in situazioni di turnover. Trattasi di una decisione figlia del superamento della “two-pass rule”, la regola aurea dei due passaggi accolta come se fosse il Vangelo, la quale suggerisce di aprire la palla a largo dopo un cambio di possesso. E se un singolo calcio potesse coprire la medesima distanza in maniera più accurata e veloce? Un interrogativo questo che i Neozelandesi si sono posti e a cui, evidentemente, hanno trovato una risposta.

Il cross kick è un’abilità che, come tutte le altre, si allena e si affina col tempo. Il che significa che il suo tasso di fallimento diminuisce via via che i giocatori diventano sempre più confidenti nella sua esecuzione. Molte sono le aperture che ne hanno fatto un tratto distintivo del proprio gioco, ma tra tutte Beauden Barrett è probabilmente l’interprete più magistrale di quello che nel suo caso può essere ribattezzato “pass kick”. Nella gara contro gli Stormers emerge chiaramente come questa soluzione faccia parte del game plan degli Hurricanes in circostanze di turnover. La meta di Cory Jane ne è un esempio:

Ci sono almeno due punti da sottolineare nella sequenza soprastante. Innanzitutto, l’intesa degli Hurricanes nel comprendere collettivamente che la scelta di calciare alle spalle della linea difensiva sia la migliore da prendere dopo un cambio di possesso. Da notare, infatti, come tutti gli attaccanti in maglia gialla si schierino piatti e pronti a ricevere un calcio, invece che in profondità. Addirittura il numero 4 Mark Abbott suggerisce platealmente a Barrett l’opzione che pochi istanti dopo l’apertura prenderà. In secondo luogo, la traiettoria del calcio è volutamente bassa per ridurre i tempi di sospensione della palla in volo, quindi di conseguenza quelli di reazione e di adeguamento della difesa. La pulizia tecnica e la padronanza del gesto da parte di Barrett è poi imparagonabile.

Ma gli Hurricanes utilizzano quest’arma anche da fasi statiche, come da mischia chiusa per esempio. La terza meta, infatti, giunge da un’azione che si è sviluppata da un altro cross kick di Barrett:

Il calcio non è dei migliori, giacché rimane troppo tempo in aria, concedendo all’estremo degli Stormers Sarel Marais di recuperare. Il suo placcaggio è efficace, ma l’offload di Julian Savea e poi quello di Jordie Barrett permettono alla squadra di Wellington di andare a marcare.

10 minuti dopo Barrett colpisce ancora, questa volta mandando in meta il fratellino:

La giocata assomiglia terribilmente a quella con Cory Jane. La fonte del possesso? Ancora una volta un turnover e ancora una volta l’esecuzione è impeccabile.

Al 73′, infine, l’ennesimo pallone perso dai Sudafricani, questa volta da un offload forzato e sbagliato, concede ai Neozelandesi la chance del contrattacco. Perenara cerca e trova subito Beauden Barrett che mantiene fede al game plan degli Hurricanes, utilizzando il piede per accendere la corsa di Julian “The Bus” Savea:

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