Rugby, Steve Hansen sdrammatizza la questione degli All Blacks infortunati

Pubblicato il autore: Simone Del Latte Segui

All Blacks infortunati

E con Liam Squire sale a tre il computo degli All Blacks infortunati che rischiano di dire addio alla chiamata di Steve Hansen per il tour dei British and Irish Lions. La terza linea 26enne in forza agli Highlanders si è fratturata il pollice ieri, nella partita inaugurale dell’undicesimo turno di Super Rugby in casa dei Cheetahs. Squire è entrato così a far parte della lista degli All Blacks infortunati che lottano contro il tempo per ristabilirsi in vista dell’imminente visita della selezione delle isole britanniche in Nuova Zelanda. In sua compagnia anche Kieran Read e Jerome Kaino. Il primo ha riportato sette giorni fa un infortunio al pollice della mano destra, anch’egli (ironia della sorte) contro i Cheetash e sempre a Bloemfontein. Per lui si temeva inizialmente il peggio, ma dopo essere rientrato immediatamente in patria ed essere stato sottoposto ad un tempestivo intervento chirurgico, le sue chance di poter affrontare i Lions sono aumentate. Kaino è stato invece operato al menisco per un fastidio avvertito al termine del match tra Blues e Hurricanes lo scorso 15 aprile. Se la prognosi di sei settimane dovesse essere rispettata, anche il blindeside flanker con 77 caps con la nazionale non mancherà a giugno.

In settimana Warren Gatland, head coach dei Lions, ha insinuato che i suoi avversari dovrebbero preoccuparsi per i molti nomi indisponibili. Ad alleggerire la pressione sulla sua squadra ci pensa il ct della Nuova Zelanda Steve Hansen, il quale ride delle parole di Gatland (“A Warren piacciono questi giochetti mentali”) e minimizza la questione sugli All Blacks infortunati: “Si hanno sempre delle preoccupazioni, ma non se ne può avere il controllo”, dichiara Hansen a Fairfax Media. “Se tutto va bene Kieran Read e Jerome Kaino dovrebbero essere reclutabili, mentre per quanto riguarda la commozione cerebrale di Dan Coles bisognerà aspettare e non rischiare di accorciare i tempi del suo decorso.” La vicenda di Dan Coles è particolarmente singolare e sfortunata. Il 30enne tallonatore e capitano degli Hurricanes è fermo dal 18 marzo per un dolore accusato al ginocchio nella gara contro gli Highlanders, ma nel frattempo è stato afflitto anche problemi muscolari al polpaccio che ne hanno ritardato il rientro. Come se non bastasse, recentemente Coles ha persino sofferto di uno strano malditesta, probabilmente sintomi di una concussion non tempestivamente diagnosticata e che rischia di far slittare il suo ritorno in campo.

Segnali beneauguranti provengono, invece, da altri All Blacks infortunati. Nehe Milner-Skudder ha perso quasi tutto il 2016 per un problema alla spalla e ha cominciato in ritardo il 2017 a causa di un fastidio al bicipite femorale. Attualmente soffre di microfratture multiple al piede, ma potrebbe indossare nuovamente gli scarpini a fine maggio per la partita contro i Cheetahs. Israel Dagg si è infortunato al ginocchio al terzo turno di Super Rugby. Il suo recupero è stato più lungo del previsto, ma anch’egli dovrebbe esserci contro i Lions, così come Patrick Tuipulotu e Ben Smith. D’altra parte, però, anche la prospettiva dei Lions sta migliorando, con bollettini positivi riguardanti il capitano Sam Warburton, che ha quasi del tutto scontato le sue disavventure al ginocchio, Alun Wyn Jones e Conor Murray, entrambi con una spalla affliggente ma che non dovrebbe far perdere loro il biglietto aereo per la Nuova Zelanda.

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