Scherma, Italfioretto di nuovo d’oro. Ancora seste le azzurre della spada

Pubblicato il autore: Domenico Nocera

Foto: Augusto Bizzi

Ancora gioie dalla scherma azzurra, in particolar modo per il fioretto. Alla straordinaria e vincente prova del team femminile di una settimana fa in Algeria si aggiunge nel quarto appuntamento stagionale di Coppa del Mondo anche il trionfo della squadra maschile del CT Andrea Cipressa.

La squadra composta dall’Oro Olimpico Daniele Garozzo, Giorgio Avola, Lorenzo Nista e Alessio Foconi si prende a Parigi il gradino più alto del podio travolgendo per 45-21 la Francia padrona di casa che non è riuscita a far suo neanche uno dei nove tempi. La finale però è solo il coronamento di una giornata cominciata bene contro Hong Kong agli ottavi (45-32) e Corea del Sud (45-37) ai quarti. Maggiore sofferenza contro gli Stati Uniti dove gli azzurri passano all’ultima stoccata (45-44), complice anche una penalizzazione di 5 punti inflitta agli americani, ma senza comunque demeritare l’accesso alla finale poi vinta contro la Francia.

Nella prova individuale ancora una volta a vincere, se si esclude il Gran Premio di Torino vinto da Alessio Foconi, è un americano e in questo caso si è trattato dell’argento di Rio Alexander Massialas che sconfigge il Bronzo Olimpico Timur Safin. L’Italia chiude comunque sul podio con il bronzo di Giorgio Avola fermato proprio dall’americano in semifinale mentre si ferma ai quarti un ottimo Francesco Trani, per la prima volta tra i migliori otto. Giornata no per Foconi che non riesce a bissare quanto fatto all’ombra della mole Antonelliana, così come per l’acese Daniele Garozzo che è costretto a uscire ai sedicesimi per mano del brasiliano Guillhelme Toldo (15-11). Ben due derby azzurri a coinvolgere Andrea Cassarà: il primo vincente contro Damiano Rosatelli ai sedicesimi (15-14), il secondo perdente contro Giorgio Avola.

Foto: Trefiletti/Bizzi

Contemporaneamente a Barcellona si è disputata la quarta tappa di Coppa del Mondo per la spada femminile. Il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Giulia Rizzi e Alberta Santuccio conferma il sesto posto ottenuto a Suzhou poco più di due mesi fa.

Nonostante ancora una volta, come accade dai mondiali di Mosca 2015, la squadra del CT Sandro Cuomo non è riuscita a vincere una medaglia, ha fatto comunque intravedere dei segnali di risveglio. Le azzurre infatti partono sprint infilzando quasi letteralmente le spadiste degli Stati Uniti negli ottavi di finale con un secco 45-17. Nei quarti di finale si ritrovano però ancora una volta alla strategica Estonia che addirittura inizia contenendo il punteggio di partenza (0-0) per ben tre tempi. Le azzurre non si fidano di attaccare e stanno al gioco, ma pagano questa scelta tra il quarto e il sesto tempo quando le estoni si schiodano leggermente dal “catenaccio” e le nostre subiscono senza replicare le prime sei stoccate. Prova il ritorno Mara al settimo tempo contro Erika Kirpu e lo vince pure, ma l’ottavo tempo in cui Alberta non è riuscita a fare altrettanto con Julia Beljajeva porta il punteggio sul 4-11 per le estoni. Negli ultimi tre minuti Rossella prova il tutto per tutto e nonostante, come confessato da lei stessa a Pianeta Scherma dopo la prova individuale, non si trovasse al top della forma realizza contro la coriacissima Irina Embrich ben 17 stoccate. Il grande cuore della nostra vicecampionessa Olimpica non basta però a salvare l’Italia dall’eliminazione in quanto l’avversaria dal canto suo ne mette a segno 19 e premette alla sua Estonia, con un punteggio finale di 21-30, di accedere alle semifinali.

Negli assalti per il quinto posto le azzurre hanno ragione di una buona Polonia (45-37) ma falliscono ancora l’assalto al quinto posto contro l’Ucraina (41-36), nonostante fossero rimaste comunque sempre in partita e un altro spettacolare nono tempo di Rossella che realizza 13 stoccate, subendone però 15 da Olena Kryvytksa.

Nella prova individuale la migliore è stata Alberta Santuccio che ha centrato l’approdo ai quarti di finale ma non è riuscita a staccare il pass per le semifinali contro quell’Irina Embrich che avrebbe poi incrociato il giorno dopo nella prova a squadre. Spade estoni altrettanto invalicabili anche per l’altra siciliana, Rossella Fiamingo, che esce nonostante una buona rimonta esce addirittura ai trentaduesimi beffata alla priorità da colei che nel 2014 le diede il passaggio del testimone sul tetto del mondo, ovvero Julia Beljajeva. Ancora sedicesimi disgraziati per Mara Navarria che per la quarta volta su quattro gare stagionali fallisce l’accesso agli ottavi di finale, stavolta per mano della polacca Renata Knapik-Miazga. Ottimo primo turno di Luisa Tesserin che elimina la russa Tatiana Logunova, ma cede nel derby contro la Santuccio ai sedicesimi. Fuori ai trentaduesimi Roberta Marzani e Giulia Rizzi, estromesse rispettivamente dalla francese Melissa Goram e dalla giapponese Ayaka Shimoovkava.

  •  
  •   
  •  
  •  
  •   
  •