Sci, Viktoria Rebensburg promette battaglia: “St. Moritz è stata una delusione, a Pyeongchang voglio una medaglia”

Pubblicato il autore: Damir Cesarec

viktoria rebensburg
E’ stata certamente la più grande delusione dell’ultima stagione. Dopo aver chiuso l’annata precedente alle spalle di Lara Gut e Lindsey Vonn, la tedesca Viktoria Rebensburg si era promessa che quest’inverno avrebbe puntato più in alto. Poi è chiaro che quando davanti hai gente come Mikaela Shiffrin e Lara Gut, nonché gli inaspettati exploit di Ilka Štuhec e Sofia Goggia, tutto diventa molto più complicato.
“Viky” ha chiuso l’annata in decima posizione e anziché compiere un passo in avanti ne ha fatti due indietro. Sicuramente l’infortunio alla tibia rimediato poche settimane prima dell’ouverture di Sölden ha compromesso la prima parte di stagione, ma la sensazione è che due soli podi nella seconda parte sono un bottino davvero magro per un campionessa del suo calibro. La delusione più grande è arrivata però ai Mondiali di St. Moritz dove non è andata oltre la medaglia di legno nel supergigante, nonostante dopo l’infortunio avesse incentrato tutta la preparazione sulla rassegna tenutasi in Alta Engadina.
Della sua stagione travagliata e non solo, Viktoria ne ha parlato con i colleghi della Federazione Internazionale (FIS) in questa breve intervista che qui riportiamo.

Viky, l’infortunio rimediato poco prima dell’apertura di Sölden ha inevitabilmente compromesso l’inizio della tua stagione…
“Già nel corso della preparazione estiva avevo dei problemi alla schiena che non mi hanno permesso di allenarmi con costanza, specie nelle discipline veloci. Inoltre abbiamo perso diversi giorni di allenamento nel nostro campo di allenamento a Saas Fee a causa delle cattive condizioni meteo. E poi a inizio ottobre ho subito una frattura scomposta della tibia che ha determinato un prolungato periodo di riabilitazione. Tutto ciò ha reso impossibile una preparazione ottimale per la stagione.”

Avendo concluso la stagione precedente al terzo posto le aspettative erano molto più alte. In quale misura una preparazione non ottimale incide sulle prestazioni di un atleta?
“La mancanza di allenamenti condiziona il tuo ritmo gara costringendoti il più delle volte a spingere oltre il limite proprio per cercare di sopperire a questa mancanza. Le prime gare sono state particolarmente difficili, ma nella seconda parte della stagione ho alzato sensibilmente il livello della mia sciata. Ero veloce e sono arrivati anche buoni risultati. Però sono stata anche un po’ sfortunata in alcune occasioni come i quarti posti conquistati a Cortina, Aspen e soprattutto ai Mondiali di St. Moritz.”

Qualche buon risultato è comunque arrivato. Qual’è stato il punto più alto della tua stagione?
“E’ stato bello salire sul podio a Semmering e a Garmisch-Partenkirchen, ma il mio obiettivo era una medaglia iridata. Purtroppo non ce l’ho fatta.”

Il prossimo è l’anno olimpico. Obiettivi per i Giochi di Pyeongchang?
“Voglio arrivarci in forma perché il mio obiettivo è giocarmi una medaglia.”

In stagione avete gareggiato a Jeongseon. Com’è la pista olimpica?
“E’ stato importante avere la possibilità di provare il tracciato. La pista mi piace. Non vedo l’ora arrivino le Olimpiadi.”

Come cambia la preparazione estiva in vista di una stagione olimpica?
“In realtà la preparazione non cambia, rimane sempre uguale. Ogni singola stagione necessita della miglior preparazione possibile, a prescindere se sia essa olimpica o meno.”

A fine stagione ti abbiamo vista allenarti assieme alle norvegesi. Come mai questa collaborazione?
“Abbiamo un ottimo rapporto con gli atleti e gli allenatori norvegesi perciò è stato naturale unirci a loro per qualche sessione di allenamento. E’ sempre bello potersi confrontare con le altre nazionali e conoscere punti di vista diversi.”

In carriera hai vinto praticamente tutto: un oro e un bronzo olimpico, un argento mondiale, due coppe di specialità e 13 successi in Coppa del Mondo. Dove trovi le motivazioni per continuare a spingere ogni anno?
“Cercare di migliorare ogni giorno e spingere sempre al limite: è questa la mia motivazione. Sono una persona estremamente competitiva perciò è facile per me trovare le giuste motivazioni. E poi amo la montagna, la neve e in generale questo ambiente. Non c’è nulla di meglio che stare in montagna. Vivere quest’immensità ti dà un incredibile senso di libertà.”

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