Sci, a Cortina passerella d’addio per Julia Mancuso

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

julia mancuso
I bellissimi successi di Sofia Goggia, Lindsey Vonn e Lara Gut nel trittico di gare veloci andate in scena nell’ultimo weekend a Cortina d’Ampezzo hanno fatto passare in secondo piano il ritiro di una delle campionesse più amate ed eclettiche del circo rosa, Julia Mancuso. Scesa con la tuta da Wonder Woman, ha salutato tutti gli allenatori lungo l’Olympia delle Tofane per essere poi festeggiata al traguardo dalle sue compagne di squadra. La scelta di porre fine alla sua carriera proprio sulla pista ampezzana è tutt’altro che casuale dato che qui conquistò il suo primo podio in Coppa del Mondo nel 2006.
Nata in Nevada (ma di chiare origini siciliane) il 9 marzo 1984, ma trapiantata a Squaw Valley in California, fece il suo esordio in CdM il 20 novembre 1999 nello slalom di Copper Mountain, mentre i primi punti li conquistò il 20 gennaio 2001 nel superG, guarda caso, di Cortina. Nel 2002 ha preso parte alle sue prime Olimpiadi, quelle di Salt Lake City e proprio in quell’anno iniziano per lei quei cronici problemi all’anca che l’hanno costretta ad appendere gli sci al chiodo venerdì scorso.

“E’ stata una battaglia infinita con la mia anca – ha detto in un comunicato diffuso dalla Federsci statunitense -. Negli ultimi tre anni ho fatto di tutto per tornare ai massimi livelli con l’obiettivo di raggiungere la mia quinta Olimpiade. Ci sono state giornate davvero promettenti durante questo impegnativo processo che mi hanno fatto tenere alto il morale, nonostante la diffidenza di tanti. Purtroppo alla fine non ce l’ho fatta a ritrovare la condizione necessaria per competere con le migliori del mondo, ma sono comunque orgogliosa di aver lottato fino in fondo”.

Julia è stata soprattutto un’atleta da grandi appuntamenti, come testimoniano le sue cinque medaglie iridate (0/2/3) e quattro olimpiche (1/2/1), tra cui spicca l’oro in gigante conquistato ai Giochi di Torino nel 2006. Ma anche in CdM ha raccolto ottimi risultati vincendo 7 gare (3 discese, 2 superG, 1 combinata e 1 slalom parallelo) e salendo altre 29 volte sul podio.

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Si ritira anche la Pietilä Holmner

Settimana scorsa anche la slalomista svedese Maria Pietilä Holmner aveva annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica. La 31.enne nativa di Umeå, dopo aver lottato per anni contro i suoi cronici problemi alla schiena, ha deciso di arrendersi ponendo così fine a una comunque brillante carriera che l’ha vista trionfare in tre occasioni (2 slalom e 1 City Event) e collezionare altri sette podi. E’ stata inoltre argento in gigante ai Mondiali di Åre nel 2007 e bronzo in slalom nel 2011 a Garmisch-Partenkirchen, mentre invece la medaglia olimpica non è mai arrivata: nel 2010 a Vancouver fu quarta tra i pali stretti.

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Hirscher lascerà a fine stagione?

Quelli della californiana e della scandinava sono solamente i primi di una lunga serie di ritiri ai quali assisteremo al termine della stagione in corso. Come spesso accade dopo le Olimpiadi, saranno diversi gli atleti, sia in campo maschile che in quello femminile, che appenderanno sci e scarponi al chiodo. E tra questi potrebbe esserci anche Marcel Hirscher. Qualora il fenomeno del Salisburghese dovesse portare a casa la sua settima coppa di cristallo consecutiva e se a Pyeongchang dovesse arrivare un oro a cinque cerchi, ossia l’unica grande medaglia che manca ancora nel suo impressionante palmarès, molto probabilmente lascerà il circo bianco visto che in più occasioni aveva dichiarato di volersi ritirare mentre è ancora al top e di non avere alcuna intenzione di rincorrere il record di successi in CdM di Ingemar Stenmark (86 contro gli attuali 53 dell’austriaco).

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