Sci, si chiude un’era: Marcel Hirscher ha detto basta

Pubblicato il autore: Damir Cesarec Segui

Il re ha abdicato. Dopo 8 Coppe del Mondo generali consecutive, 6 coppe di slalom e altrettante di gigante, 3 medaglie olimpiche (2 ori), 11 mondiali (7 ori) e 67 vittorie nel circuito, Marcel Hirscher è sceso dal trono appendendo definitivamente sci e scarponi al chiodo. L’annuncio ufficiale è arrivato ieri sera nel corso dell’attesissima conferenza stampa tenutasi al centro congressi Gusswerk a Salisburgo (trasmessa peraltro in prima serata in diretta sulla tv di Stato austriaca ORF), alla quale erano presenti quasi 200 giornalisti giunti da tutto il mondo.
Già da qualche anno circolavano le voci di un suo imminente ritiro, alimentate da lui stesso visto che in più di un’occasione aveva ribadito di voler chiudere la propria carriera mentre sarebbe stato ancora al top. Ma è al termine dei Mondiali di Åre alla fine di febbraio che la possibilità dell’addio aveva assunto per la prima volta contorni molto più tangibili. Infatti, subito dopo la rassegna iridata (in cui aveva vinto l’oro in slalom e l’argento in gigante), il fuoriclasse austriaco aveva palesato una neanche tanto velata insofferenza sia fisica che mentale. Segno inequivocabile di come in lui la fiamma dell’agonismo e della competizione si stava lentamente affievolendo. Senza contare che lo scorso ottobre era diventato papà, il che ha inevitabilmente cambiato le sue priorità, spingendolo a stare più vicino a suo figlio e alla moglie Laura Moisl.

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“Non ci girerò tanto intorno: sì, la mia carriera finisce qui – ha detto al microfono di Marco Büchel, ex grande discesista del Liechtenstein che ha condotto la conferenza –. Posso essere davvero molto soddisfatto della mia carriera. Sono stato molto fortunato a non farmi mai male seriamente in tutti questi anni e di poter tornare a casa con due ginocchia sane. Col tempo mi sono reso conto di non essere più disposto a pagare l’altissimo prezzo necessario per rimanere sempre al vertice in questo sport. In più volevo lasciare da vincente e sento che questo è il momento giusto. Il mio corpo ha giocato un ruolo cruciale nel prendere questa decisione: è come un vecchio cellulare che non riesce più a ricaricare velocemente le batterie come un tempo. Questa mia decisione non può essere sorprendente quando si gareggia ad alto livello per così tanto tempo senza nemmeno prendersi una pausa. Vi auguro una bellissima stagione senza di me”. 

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Con il suo addio si è chiusa un’era che rimarrà per sempre scolpita negli annali del circo bianco. Un ritiro che rappresenta un duro colpo per i suoi tifosi, semplici appassionati, ma anche per gli avversari che fino all’ultimo avevano sperato in un dietrofront e quindi di lottare per un altro anno contro il cannibale austriaco. Ma così non è stato. Il prossimo 27 ottobre nell’ouverture di Sölden sarà strano non vederlo più al cancelletto di partenza, ma sarà sicuramente sugli spalti a seguire il gigante di apertura della nuova stagione e a fare il tifo per i suoi ormai ex compagni di squadra. Magari in compagnia del suo grande amico e rivale Felix Neureuther, che come lui ha da poco detto basta.

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