Intervista con Emanuela Magnanimi, agente della polizia e campionessa di K1

Pubblicato il autore: Tudor Leonte Segui


Emanuela Magnanimi, lottatrice italiana di K1 pluridecorata, è pronta ad aggiungere un nuovo titolo al suo ricco palmarès durante l’evento Fight Clubbing, in programma a Pescara sabato 20 maggio. La serata, infatti, la vedrà impegnata contro Miriam Vivarini, in uno scontro che si preannuncia ricco di emozioni e colpi di scena. L’incontro vedrà le due lottatrici italiane sfidarsi con in palio il titolo italiano di K1. Siamo riusciti a strapparle un’intervista, approfittando della sua gentilezza, visto la sua agenda ricca di impegni.

Salve e benvenuta sulle pagine di SuperNews. Ci racconta come si è avvicinata al mondo degli sport da combattimento?
Sono un’ex nuotatrice delle Fiamme Oro, circa 13 anni fa ho deciso di rimettermi in discussione e mi sono iscritta in una palestra dove si praticava il Sanda. Mi sono appassionata da subito al mondo delle arti marziali e mi sono buttata a capofitto negli allenamenti e nell’apprendimento. Ho deciso col tempo di approfondire molte delle principali discipline che compongono le arti marziali miste, come il pugilato, il k1 e il grappling. Per ognuna di esse, poi, ho voluto “testarmi” e “mettermi alla prova” sul campo di gara, laddove adrenalina e stress rappresentano il tuo primo nemico. Ciò ovviamente ha comportato un impegno quotidiano necessario.

Qual è il suo record al momento attuale?
Ho vinto tre volte il titolo italiano di Sanda nella categoria dei -52kg e ho all’attivo 13 vittorie e 2 sconfitte. Ho fatto parte della nazionale italiana di Sanda per la FIWUK (Federazione Italiana Wushu Kung Fu) ai campionati del mondo di Pechino nel 2007; un titolo europeo nel 2008; 7 match nel k1 con zero sconfitte tra i quali due titoli al campionato del mondo ISKA al torneo di Montecatini Terme nel 2015, dove ho in due classi di peso; 4 incontri di grappling (3 vittorie e 1 sconfitta); una vittoria in un match di pugilato e 1 match disputato di MMA.

Cosa fa nella vita oltre a combattere?
Nella vita ho l’onore di indossare una divisa e di servire la nostra patria.

Chi sono i suoi idoli?
Non ho idoli, semmai persone che ammiro per il loro valore. In campo sportivo ammiro alcuni dei grandi atleti che hanno portato lustro alla maglia cremisi delle fiamme oro quali: Pino Maddaloni e Valentina Moscatt nel judo; Andrea Minguzzi nella lotta olimpica, Roberto Cammarelle e l’intramontabile Michele Caldarella nel pugilato e tanti altri.

Se potesse affrontare una qualsiasi lottatrice in un ipotetico dream match, chi vorrebbe affrontare?
Il dream match sarebbe quello con la judoka Valentina Moscatt, semmai dovesse decidere di indossare i guantoni e entrare in gabbia. Ha una tenacia incredibile e una grande anima, da un match con lei si può solo uscirne arricchiti.

Quali sono i suoi obiettivi professionali?
Il mio obiettivo è continuare a crescere e imparare. Questo mondo ti accresce lo spirito e l’anima e puoi apprendere all’infinito. È un mondo in continuo mutamento ed è necessario aprire gli occhi ed essere recettivi all’apprendimento continuo senza sentirsi mai “arrivati a traguardo”.

Qual è la caratteristica che la distingue dalle altre?
La mia caratteristica è l’atipicità e l’adattabilità. Non faccio mai le stesse cose e ad ogni incontro provo sempre qualche nuova azione, a seconda dell’avversaria che ho davanti.

Ha una tecnica preferita che usa durante gli incontri? Se sì, quale?
Non ho una tecnica preferita ma devo dire che lo striking è l’abito che indosso meglio.

Con chi ha preparato questo incontro?
Per questo match mi sono allenata presso lo Yoshokan di Infernetto e al Mister Gym di Roma che mi hanno permesso di lavorare su più aspetti del combattimento.

Cosa vorrebbe dire alla sua avversaria se fosse qui davanti a lei?
Non ho mai incontrato di persona Miriam fino ad ora, ma ho avuto il piacere di leggere una sua intervista su internet e mi sono piaciuti molto i valori sportivi che trapelavano dalle sue parole. Sono onorata di incrociare i guanti con lei e sono convinta che da ogni match si impara sempre qualcosa di nuovo e ci si arricchisce, ed è proprio per questo che sono sicura che sarà una bellissima esperienza.

C’è qualcuno che desidera ringraziare?
Ringrazio i miei allenatori, Umberto Fidenzi e Fernando Olivieri. Desidero ringraziare Orazio Scafiti per quanto riguarda la lotta libera. Mi hanno insegnato tanto e mi sono vicini nei miei momenti difficili; non è facile lavorare e mantenere ritmi intensi di allenamento e mi hanno mostrato che nella vita “volere è potere” e da questa rinnovata esperienza sportiva ne ricaverò “la versione migliore di me stessa”.

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