BASE Jumping – A testa in giù con Maurizio di Palma

Pubblicato il autore: Paolo Marra Segui

Il base Jumping è considerato uno dei maggiori sport estremi dei nostri giorni, ma è davvero così mortale?
Lo chiediamo a Maurizio di Palma, uno dei più grandi BASE Jumper del mondo, orgoglio tutto italiano nel campo.
Maurizio ha deciso di concedermi un’intervista che mi ha fatto vedere questo mondo da un’altra prospettiva.
Ecco a voi l’intervista completa all’uomo volante.

1) Ciao Maurizio, partiamo dalle basi per i profani come me, che cos’è il BASE Jumping e perché non è paracadutismo?

Ciao Paolo, innanzitutto per BASE intendiamo un acronimo:
Buildings (Edifici);
Antennas (Antenne o torri);
Span (Ponti);
Earth (Cime montuose o scogliere).
C’è da dire che un BASE Jumper salta da qualsiasi postazione che abbia una quota sufficiente, uno spazio aereo libero e una zona d’atterraggio ampia.
Mi piace dire che siamo dei paracadutisti senza aereo.

2) Il BASE è per tutti? Cosa occorre per poterlo praticare?

Il base non sarà mai uno sport di massa, è piuttosto uno sport di nicchia nella nicchia.
Non potrai mai fare BASE Jumping se non hai alle spalle una buona esperienza da paracadutista con alle spalle almeno un centinaio di salti, altrimenti verrebbero a mancare tutte le basi tecniche e la preparazione psico-fisica richiesta in un’attività del genere.
Da tre anni a questa parte sono riuscito a portare in Europa il Tandem BASE, particolarmente consigliato a chi, come nel Tandem paracadutistico, vuole sapere cosa si prova a lanciarsi nel vuoto.
Con il Tandem BASE si può essere BASE Jumper per un giorno.

3) Com’è cambiata la tua vita in funzione del BASE Jumping?

Radicalmente.
Considero il BASE Jumping uno stile di vita e da quando ho iniziato, nel 2001, ho dedicato tutto il mio tempo libero e i miei investimenti ad attrezzature e viaggi per trovare sempre posti nuovi da dove saltare.
Quando, con l’avvento dei media e dei social, i numeri hanno cominciato a crescere, sono riuscito a trasformare la mia passione in un lavoro, dedicando al BASE Jumping anche il mio tempo non-libero.
Ho aperto quindi la Brento BASE School, riconosciuta dalla comunità del BASE Jumping e mi dedico a formare i nuovi saltatori.
Io vivo in funzione del BASE.

4) E la famiglia come si concilia con un’attività del genere?

Beh, io personalmente vivo con la mia compagna che mi sostiene in ciò che faccio, ma in generale molti miei amici hanno una famiglia, dei figli e delle posizioni di rilievo.
Chi pratica il BASE Jumping non gioca alla roulette russa e non è assolutamente votato alla morte.
Il BASE non è da sconsiderati o da pazzi, è da atleti seri e professionali.
La nostra comunità è composta da persone serie e responsabili, dal padre di famiglia al pilota di 747 che ha la responsabilità di centinaia di persone sul lavoro.

5) Per quanto riguarda il BASE Jumping, consideri positiva l’influenza mediatica?

Beh, di sicuro i social hanno dato e hanno tolto a questo sport.
Hanno dato, lasciando che molte persone venissero a conoscenza di quest’attività e donando al BASE Jumping dei numeri che non avrebbe mai avuto in così poco tempo.
Hanno tolto perché, proprio a causa dell’affluenza di molte persone, sono stati spesso sottovalutati i rischi da persone che cercavano glorificazione attraverso un video fatto per impressionare piuttosto che per immortalare un successo atletico studiato ed eseguito nei limiti della sicurezza.
Saltare è una questione di testa, non di attributi.
In questo caso, inutile dirlo, è questione di usare i social con intelligenza.

6) Ma se volessi passare al BASE Jumping, come farei a trovare un istruttore?

Questo è un problema relativo, dal momento in cui nel mondo non siamo più di 3000 persone a praticarlo.
I nomi dei più preparati, che non superano la decina, sono molto noti nel nostro ambiente ed ognuno di loro ha una scuola di BASE Jumping riconosciuta dalla comunità, proprio come la mia.
Quando parlo di comunità lo faccio perché non esiste una Federazione del BASE, non essendo uno sport ufficialmente riconosciuto ai fini legali.
Ovviamente, essendo uno Sport libero, potresti anche scegliere di affidare la tua vita all’amico che ha iniziato a saltare ieri, in tal caso però la finestra di rischio si allargherebbe  notevolmente e non ci sarebbe da meravigliarsi in caso di incidenti.
Quando ho iniziato avrei pagato qualsiasi cifra per farmi trasmettere le competenze necessarie, ma purtroppo non esistevano istruttori.
I numeri crescono negli anni, ma siamo ancora lontani da ottenere una certificazione.
Fondamentalmente, per essere considerato uno sport ci sarebbe bisogno di una copertura assicurativa, tutto qui.

7) Sul sito della tua scuola c’è scritto che esaurite la conoscenza e l’esperienza, entra in gioco la fortuna. Cos’è il BASE Jumping senza il rischio?

Questo è sicuramente soggettivo, ci sarebbero molte persone che si lancerebbero se fosse uno sport più sicuro, viceversa portando il fattore rischio a zero, tanti smetterebbero di saltare.
Di sicuro la consapevolezza del rischio contribuisce a formare quel velo d’incertezza che rende questo sport quello che è.
Se sapessi di dover andare sull’Everest starei lì a pensare che magari potrei non tornare, ma se il rischio non esistesse probabilmente non sarebbe così attraente come cima.
Ciò che volevo dire con quella frase, è che ovviamente una persona più esperta rischia molto meno di qualcuno che salta impreparato e deve quindi affidarsi soltanto alla fortuna.
Posso dire, da ex motociclista, che molte altre attività svolte quotidianamente, possono essere rischiose alla stessa maniera.

8) Cosa prova Maurizio di Palma quando è in caduta libera?

Descrivere cosa si prova è impossibile o quantomeno limitante, posso di sicuro dirti che durante la caduta chi comanda è la concentrazione.
Quando sto eseguendo il salto devo rimanere freddo e concentrato sul gesto atletico che mi appresto ad eseguire.
Parlare solo dell’adrenalina sarebbe limitante, diciamo che quella la provi maggiormente quando stai per eseguire il salto.
Tutto quel che c’è da provare poi, lo provi soprattutto dopo, quando il tuo salto è riuscito e puoi sentirti realizzato e pienamente soddisfatto.
Per quanto riguarda l’etichetta dello sport estremo, trovo che sia valida solo se s’intende estremamente divertente!

9) Come si rapporta la vostra comunità con chi vi ritiene dei pazzi esaltati?

Se delle persone sono estremamente chiuse mentalmente, l’idea non gliela cambi, e non ci interesserebbe comunque cambiarla.
Per le persone che vivono nei pressi del Monte Brento e dintorni, che ci vedono saltare giù dalla montagna, ci siamo mossi per quanto riguarda l’informazione, spiegare quindi che quello che facciamo non è da pazzi ed è anzi tutt’altro che facile.
Abbiamo anche aderito ad iniziative Comunali e non, per essere attivi sul territorio e stare vicino alla gente.

10) Saranno sicuramente capitati degli incidenti a te o a qualcuno che ti sta accanto.
Dopo un evento simile cosa spinge il BASE Jumper a saltare ancora?

In sedici anni e con più di 4000 salti andati a buon fine, posso dire di non essermi mai rotto nulla.
Ovviamente quando entri in questa comunità sai che prima o poi ti ritroverai in un ospedale, in una caserma o ad un funerale, sperando bene che non sia il tuo.
Quando qualcuno che ti è particolarmente vicino perde la vita saltando, può capitare che qualcuno smetta di fare questo tipo di attività e che non se la senta di saltare ancora.
Per quanto riguarda le ossa rotte invece, si aspetta che guariscano per tornare in volo.

11) Cosa ti senti di dire ad un futuro BASE Jumper?

Se vuoi intraprendere quest’attività devi essere consapevole che se non è uno sport è sicuramente uno stile di vita.
Devi essere pronto a votare tutto al BASE, se non ti senti pronto a dare il massimo allora prenditi ancora del tempo.
Altrimenti, testa sulle spalle, tanta umiltà ed un gradino alla volta.

Chiunque voglia ulteriori informazioni in merito può consultare il sito Internet della Brento BASE School.
Un ringraziamento sentito a Maurizio di Palma, l’uomo volante !

  •   
  •  
  •  
  •