Wimbledon al via, sempre verde, bianco e no tech

Pubblicato il autore: Valerio Nisi Segui

djokovic

WIMBLEDON, SI COMINCIA. Manca poco, pochissimo. Il Grande Slam più atteso della stagione, il terzo in ordine cronologico, il primo per tradizione e importanza, è sulla griglia di partenza. Alle 12,30 di lunedì 29 inizierà lo Slam per antonomasia, pronto a farci compagnia per due settimane sui perfetti manti erbosi dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, in Church Road. Dal 1877 sui campi di Wibledon si è fatta la storia del tennis, non solo dal punto di vista tecnico ma anche da quello culturale. La storia che si respira sul Center Court, il campo centrale, il più grande e con un tetto retraibile installato nel 2009, fa sì che Wimbledon non sia un torneo qualsiasi. Tutti i tennisti, dai più famosi ai meno, sanno di calcare l’erba del Club più importante al mondo.

SEMPRE IN BIANCO – E il rispetto nei confronti di questa struttura si nota anche dall’accettazione del “white dress code” che all’inizio era un accordo tacito, poi trasformatosi in regola. Tutti i giocatori del torneo devono vestire per l’80% del totale dei loro indumenti in bianco, questo per mantenere la tradizione originaria che prevedeva che chi giocasse a tennis, ovviamente di origini nobili, dovesse distinguersi dal resto della società. E quale colore migliore del bianco? La purezza, l’eleganza, un segnale forte dal punto di vista sociale. Solo i ricchi infatti potevano permettersi di lavare i propri indumenti, quindi le giacche e le cravatte sfoggiate nei primi anni del torneo dovevano essere rigorosamente bianche. Con il tempo, per fortuna, la distinzione sociale è venuta meno. Ma una tradizione resta una tradizione. E l’eleganza che i vari campioni ci hanno fatto vedere nel tempo merita una distinzione. Probabilmente uno dei giocatori più eleganti che ha calcato l’erba di Wimbledon, Roger Federer, è stato multato appena due anni fa perché la suola delle sue scarpe bianche era color arancio. Si sa, gli inglesi ci tengono molto. Unica eccezione alla norma è stata concessa durante le Olimpiadi di Londra del 2012. I giocatori infatti potevano indossare i colori più graditi.

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GOD SAVE THE GREEN – Altro importantissimo colore è ovviamente il verde. Il sacro verde che 16 giardinieri curano tutto l’anno a partire proprio dalla fine di ogni torneo di Wimbledon. Erba tagliata ad 8 millimetri di altezza senza eccezioni. Una divinità che va difesa. Che va preservata con ogni mezzo. Un “guardiano” molto particolare sorvola infatti i campi del Club dalle prime ore del mattino fino all’apertura dei cancelli. Il falco Rufus ha un ruolo fondamentale per contribuire alla purezza del manto e perché no, delle tribune in attesa degli spettatori. A lui l’arduo compito di evitare che altri volatili sporchino. Tutti i piccioni sono avvisati.

NO SELFIE, PLEASE – Novità di quest’anno (e grazie al cielo) è l’assoluto divieto di utilizzare i selfie stick che rischiano di rendere fastidiosa la visuale ad altri spettatori, e ancora peggio possono essere elemento di distrazione per i giocatori. Già negli anni scorsi era stato fatto divieto di utilizzo di smartphone e tablet. Non conviene rischiare a Wimbledon. La pena per i trasgressori è il ritiro immediato del biglietto e l’espulsione dal Club.

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Chi detiene il maggior numero di Wimbledon vinti? Per gli uomini Pete Samprass e Roger Federer sono in cima con 7 vittorie, insieme al britannico William Renshaw, ma in questo caso parliamo di un tennis di due secoli fa. Per le donne invece sola in vetta con 9 titoli è la leggendaria Martina Navratilova. Tra le giocatrici in attività le sorelle Venus e Serena Williams sono quelle che si avvicinano di più alla connazionale (ceca, naturalizzata USA), con 5 titoli a testa.

L’ultima edizione appartiene all’est Europa. Il torneo maschile è stato vinto dal leader del ranking ATP Novak Djokovic, che tenterà di bissare quanto fatto l’anno scorso. Attenzione ad un Roger Federer carico però, che vuole entrare nella storia del torneo e rimanere in vetta da solo per numero di titoli vinti. Il tabellone non esclude una finale tra il numeo uno e il numero due della classifica ATP. Quello femminile è stato portato a casa da Petra Kvitova, attuale numero due del ranking WTA. Quindi sintonizzate gli orologi. Domani si parte. Buon Wimbledon, che siate su un divano o a Londra. In tal caso però, occhio ai selfie.

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