Wimbledon, primo giorno amaro per i colori azzurri. Solo Sara Errani al secondo turno

Pubblicato il autore: Dario D'Auriente Segui

La romagnola vince il derby con la Schiavone. Brutte sconfitte per Vinci e Pennetta. Bolelli cede al quinto a Nishikori

WimbledonBrutto esordio per il tennis italiano a Wimbledon. Dei cinque azzurri impegnati sui campi in erba di Londra, solo Sara Errani vince accedendo così al secondo turno. E per la romagnola si è trattato di un derby contro la 35enne veterana del circuito Francesca Schiavone. Ottima partita invece di Simone Bolelli contro il giapponese Kei Nishikori, uno dei favoriti al successo finale. Deludenti invece Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Ma procediamo con ordine.

Bolelli – Dei cinque italiani impegnati a Wimbledon, in programma oggi solo Simone Bolelli. Il bolognese, classe 1985, era opposto al n. 5 del seeding, il giapponese Nishikori. Tra i due un precedente proprio a Wimbledon lo scorso anno, quando fu il nipponico ad imporsi in cinque set sfruttando il calo dell’azzurro nei momenti chiave del match. E la partita, purtroppo, si è ripetuta con lo stesso epilogo per Bolelli, che si è arreso a Nishikori in 5 set, dopo una battaglia durata oltre 3 ore, con lo score di 6-3 6-7 6-2 3-6 6-3. Troppo solido il tennista del Sol Levante nei punti decisivi, come in occasione del secondo game del quinto set, quello decisivo, dove purtroppo Simone si è fatto breakkare a 30 sul proprio servizio, nonostante un ace piazzato nel corso del gioco. Nishikori è partito forte, cercando di non ripetere gli errori dello scorso anno, e il primo set è sembrato dargli ragione, perché, dopo aver salvato due palle break nel proprio primo turno di battuta, è riuscito poi a fare la differenza nel settimo e nono game, portando a casa la frazione per 6-3. Nel secondo set, però, l’equilibrio già visto in precedenza ha permesso a Bolelli di tenere la battuta con maggiore sicurezza, senza però riuscire mai a mettere in difficoltà il giapponese sul proprio servizio. Al tie break scatto decisivo del romagnolo sin dall’inizio, con frazione chiusa alla terza palle set a disposizione per 7-4. In quel momento Nishikori avrebbe potuto rivivere un po’ il film del match del 2014, subendo la pressione dell’italiano, invece è stato bravo a non tremare e a sfruttare le palle break a sua disposizione, portandosi in vantaggio per 2 a 1 nel conto dei set. Ma la reazione di Simone Bollelli è stata di quelle importanti, di giocatore che meriterebbe una classifica migliore di quella che ha attualmente e di quella che avrà fra due settimane, quando gli usciranno i punti dell’edizione 2014 dello Slam inglese. Infatti il bolognese ha piazzato il break decisivo nel quarto gioco, nell’unica palla concessa da Nishikori, e dopo averne salvata una a sua volta nel game successivo, ha poi condotto al termine con successo il quarto set, impattando sul 2-2. Decisivo, quindi, come detto, il break del nipponico nel secondo game del quinto set, che è costato a Bolelli ancora una volta la partita contro il n. 5 del mondo, nonostante i 42 vincenti messi a referto a fronte di 45 errori non forzati (46/33 le statistiche di Nishikori).

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Errani – Schiavone – L’unica italiana a vincere oggi sui prati di Wimbledon è stata Sara Errani. La tennista romagnola, classe 1987, ha vinto il derby contro Francesca Schiavone per 6-3 5-7 6-1 in 2 ore e 16 minuti di gioco. Troppo più solida e continua la n. 19 del mondo, che ha approfittato degli ovvi cali della 35enne milanese, portando a casa la partita con un’insolita partita d’attacco, per lei che di solito è nota per il gran gioco d’attesa e di ribattuta. Alla fine, infatti, sono 21 i vincenti di Sara (contro 15 errori), contro i 56 di Francesca, che però ha pagato i 60 errori non forzati. Tanti, troppi, per avere la meglio della Errani anche su una superficie, l’erba, che mal si adatta alla bolognese. La differenza tutta nel terzo set, dopo che comunque la Errani aveva sempre guidato il match. Così, messo in cascina il primo set agevolmente per 6-2 (con break nel primo, quinto e settimo game), Sara era brava a salvarsi in tre occasioni nel secondo parziale, arrivando sul 5-4 a servire per il match. Ma proprio quando sembrava che potesse arrivare la resa della Schiavone, ecco che la leonessa tornava a ruggire e inanellava ben tre game consecutivi che le permettevano di allungare l’incontro al terzo set. Set dove la maggiore freschezza e gioventù della Errani venivano fuori con netta evidenza, fino alla volèe sul match point che chiudeva la partita. Al secondo turno Sara Errani sfiderà Aleksandra Krunic, n. 82 WTA.

Vinci – A discapito del nome, purtroppo, Roberta Vinci sembra incapace di tornare a vincere come faceva nel 2013. Dopo una stagione, quella del 2013 appunto, in cui, da n. 11, ha sfiorato più volte senza mai riuscirci la top 10, la tarantina sembra aver perso il bandolo della matassa, iniziando dal 2014 ad inanellare una sequenza di brutti risultati (intervallati solo da alcuni acuti in tornei minori) che l’hanno vista arretrare in classifica fino all’attuale posizione n. 35 del ranking Wta. Oggi, all’esordio a Wimbledon, su una superficie che di solito le è congeniale, l’azzurra ha perso mestamente contro la giovane Aleksandra Krunic, slovacca classe 1993. La n. 82 del mondo si è imposta per 6-2 6-4 in 1 ora e 6 minuti di dominio in campo, evidenziati dai 13 vincenti e 9 non forzati contro i 5 vincenti e 9 errori della Vinci, incapace di mettere in campo il suo gioco vario e divertente. Troppo brutta la prova di Robertina per essere commentata e la speranza, nostra e dei suoi tifosi, è che la pugliese esca da questa spirale grigia di risultati in cui è finita, causati probabilmente più da qualche problema a livello mentale che fisico.

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Wimbledon

Flavia fuori all’esordio a Wimbledon

Pennetta – Delusione per Flavia Pennetta a Wimbledon. La brindisina, accreditata della testa di serie n. 24 del prestigioso torneo londinese, si è arresa in tre set alla kazaka Zarina Diyas con il punteggio di 6-3 2-6 6-4 in 1 ora e 41 minuti di gioco. Molte le recriminazioni per Flavia, che è apparsa un po’ spenta nei momenti importanti del match. Eppure la pugliese era partita bene, breakkando subito la Diyas già al primo gioco. Ma subito la n. 34 del mondo recuperava lo svantaggio, allungando poi sul 5-3 col break all’ottavo game, dove la Pennetta cedeva la battuta alla quarta palla break del game per un errore di diritto. Brava poi la minuta kazaka a tenere la battuta a 15 e chiudere il primo set. Nel secondo parziale reazione di Flavia, che togliela a 15 la battuta alla Diyas nel sesto gioco. Sul 5-2 poi, ancora una volta la brindisina strappava il servizio alla kazaka con uno splendido rovescio vincente, il suo marchio di fabbrica. Si andava così al terzo set, dove per la Pennetta iniziava con l’handicap. In pochi istanti, infatti, l’ex top 10 si ritrovava sotto 4-0 e con due break da recuperare.  Il tentativo di rimonta, dopo tre game consecutivi, si interrompeva però sul 5-3 40-40 quando veniva chiamato fuori un rovescio che sarebbe stato vincente dell’azzurra e che, con tutta probabilità, era dentro (ma sul campo 10 di Wimbledon non c’è Hawk Eye). Al terzo match point a disposizione, con un rovescio in rete di Flavia, la Diyas chiudeva così l’incontro portando a casa uno scalpo importante.

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