La difesa della Errani: “Letrozolo non è una sostanza dopante”

Pubblicato il autore: Al Rey Segui

La difesa della Errani: "Letrozolo non è una sostanza dopante"

Sara Errani non intende lasciare il tennis e non si sente colpevole di nulla, la sostanza che ha assunto involontariamente non è dopante per le donne

Sara Errani piange, ma aggiunge anche parole dure spiegando la sua verità ai media, tra cui la Gazzetta dello Sport di stamattina. Travolta dall’accusa di doping va giù duro sui social network, dicendo che sono state dette tante falsità e indicazioni sbagliate sul Letrozolo, una sostanza che ha assunto involontariamente e che non è dopante per le donne. Sara Errani si sente offesa, perché è stata rovinata la sua reputazione tirando in ballo in maniera vergognosa tutta la sua famiglia, ma lei può dormire sonni tranquilli perché non ha commesso niente.

La contaminazione alimentare di Letrozolo

All’inizio della sua conferenza stampa la tennista azzurra ha dichiarato che è stata giudicata colpevole per aver assunto in maniera involontaria tramite contaminazione alimentare una sostanza che non è dopante per le donne e che non ha nessun effetto sulle prestazioni da parte delle atlete di sesso femminile. Una pillola di Letrozolo è finita nel cibo, ma la tennista non si sa spiegare il motivo, l’unica spiegazione plausibile è che l’abbia ingerita in maniera indiretta tramite contatto fisico con sua madre. La sostanza è comunque vietata dal 2005 anche per le atlete di sesso femminile e Sara Errani ne era consapevole, tuttavia sostiene che all’epoca sia stata inserita nell’elenco delle sostanze proibite perché alcune atlete di body building donne l’avevano assunta, ma che ci siano stati studi scientifici che dimostrino che non provochi effetti dopanti su atlete di alto livello.

Sara Errani non abbandonerà il tennis

La tennista sperava di essere assolta, il test lo ha fatto il 28 aprile scorso, dopo 10 giorni che era stata trovata positiva al doping. All’udienza del 19 luglio 2017 ha presentato i risultati del test, che dimostrano che nei capelli rimangono delle tracce solo dopo un’assunzione continuativa di questa sostanza e lei non ne ha assolutamente. Se ci sarà un appello della WADA o di altri organi competenti, la tennista ripresenterà il test come prova, sebbene sia stato realizzato privatamente e non all’interno del protocollo antidoping, pertanto non abbia alcun valore scientifico. La tennista è pronta a tutto e sottolinea che è dal 2009 che si è sottoposta volontariamente a 83 test antidoping risultati tutti negativi. Il 18 aprile è risultata positiva, tuttavia scelto di continuare a giocare a tennis perché sapeva di non aver fatto nulla di male; non si sente colpevole e la legge prevede che sia a discrezione dell’atleta fermarsi o meno quando si viene trovati positivi al test. La tennista non ha alcun interesse riguardo a come verrà accolta dalle colleghe tenniste perché questa vicenda le ha insegnato a distinguere tra chi parla con cognizione di causa e chi parla solamente perché ha la bocca. Il test sui capelli non è stato accettato ma farà ricorso contro la decisione del tribunale.

Ecco cos’è il Letrozolo

Sara Errani è stata squalificata per due mesi per doping a causa di aver assunto Letrozolo, una sostanza che è stata trovata in casa dei suoi genitori perché usata da sua madre per avere subito un intervento per un tumore al seno. Il farmaco in cui è contenuto si chiama Femara ed è considerato pericoloso se viene assunto da donne non in menopausa, perché causa un blocco ormonale anticipato che può provocare tumore alle ovaie e osteoporosi. Dal momento che questa sostanza era presente nel contesto familiare, Sara Errani ha ritenuto plausibile una contaminazione accidentale del cibo, ma la sua tesi difensiva non è stata accettata.

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