Tennis, Errani positiva all’antidoping: momento no per la tennista italiana

Pubblicato il autore: Gioacchino Moncado

Errani positiva all’antidoping

Sara Errani positiva all’antidoping: la notizia è arrivata pochi minuti fa e l’ITF, la struttura internazionale che fa capo al movimento tennistico maschile e femminile, sarebbe pronta a rendere pubblico l’accaduto.

Errani positiva all’antidoping: i fatti

Il controllo che avrebbe accertato la non negatività della tennista 30enne è stato effettuato ai primi del 2017.
Nelle urine della azzurra sarebbero state trovate tracce di arimidex, nome commerciale anastrozolo, riconducibile a un principio attivo farmacologico inquadrabile nella classe S4 degli “stimolatori ormonali e metabolici”
Non ci sono alternative posologiche al suo utilizzo (viene usato per trattare il carcinoma mammario in post-menopausa). In assenza di esenzione terapeutica, poiché fa parte dell’enorme e variegata famiglia degli steroidi anabolizzanti, è considerato doping. Nel recente passato dello sport italiano l’anastrozolo è balzato agli “onori” della cronaca qualche anno fa quando risultò positivo proprio allo stimolatore ormonale il canottiere azzurro Niccolò Mornati, cui alla vigilia dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro gli venne comminato uno stop di quattro anni, poi dimezzato in appello.

La Federtennis italiana non ha abbandonato Sara Errani, che ha approfittato dei mesi tra la non negatività e l’imminente annuncio dell’Itf per mettere a punto con una squadra di avvocati e medici (endocrinologi e specialisti) la linea difensiva. Sarò la stessa tennista in questa settimana a spiegare cosa sarebbe successo.
La Federtennis internazionale, dopo aver esaminato la vicenda e le spiegazioni che saranno fornite dalla Errani, potrebbe ridimensionare la vicenda avvicinando il caso Errani a quello che coinvolse nel 2009 un altro tennista italiano, Filippo Volandri.  In quel caso, dopo la non negatività di Volandri al salbutamolo ( sostanza contenuta in un farmaco per curare l’asma) l’Itf accertò che il tennista italiano non aveva intenzione di migliorare le proprie prestazioni sportive e comminò a Volandri una squalifica di tre mesi poi completamente azzerata dal Tribunale di Losanna.

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