US Open 2017: voti e pagelle dello Slam americano

Pubblicato il autore: Massimiliano Gonzi Segui


Si è conclusa l’edizione 2017 dello US Open, durante la quale abbiamo visto davvero tantissime sorprese, a partire dalla giornata dell’estrazione del tabellone fino alle fasi finali del torneo.
Lo Slam americano è cominciato con il ritiro di A. Murray (testa di serie n°2) appena 2 ore dopo l’estrazione del main draw maschile, gesto che, di fatto, ha portato uno squilibrio netto tra la parte alta e quella bassa del tabellone, dovuto anche alla mancanza di altri bei giocatori come Wawrinka, Nishikori, Djokovic che avrebbero sicuramente dato un qualcosa in più a questa edizione dello US Open.
Vogliamo fare un resoconto di quello che è successo, dando voti e pagelle ai giocatori che si sono distinti durante le due settimane.

Rafael Nadal: Arriva alla finale di Flushing Meadows dopo 4 anni senza vincere un torneo sul cemento dal lontano Doha 2014. Ci arriva come favorito già dal primo turno, vista la non eccezionale condizione fisica di R. Federer. C’è da dire che, durante il suo percorso, non incontra nemmeno un Top20. Ma che colpa ne ha? Alla fine il suo lavoro lo fa e anche egregiamente. Soffre nel secondo e terzo turno, dove concede un set, ma poi si trasforma in una vera e propria macchina da guerra. Voto 10 per la cattiveria in campo

Kevin Anderson: Partendo dal presupposto che dalla parte bassa del tabellone potevamo aspettarci veramente chiunque, non possiamo che fare i complimenti al sudafricano per aver colto questa occasione. Nei primi turni ha vita facile, soprattutto grazie al suo servizio che si abbina perfettamente alla superficie. Comincia a fare sul serio dai quarti, quando inizia a capire che può farcela ad agguantare la finale, sbarazzando prima di Querrey e poi di Carreno Busta. La finale è semplicemente una comparsata, dove non può davvero nulla contro lo spagnolo. Voto 8,5 per l’occasione.

Sloane Stephens: Non poteva rientrare nel circuito in maniera migliore, dopo l’intervento di febbraio per una frattura da stress al piede sinistro. Gioca davvero un gran del torneo, eliminando giocatrici del calibro di R. Vinci, V. Williams e M. Keys. Si merita tutti gli applausi dell’Artur Ashe Stadium, non solo per il tennis mostrato in campo, ma anche per il bel gesto a fine match dove la Stephens consola la sua amica in lacrime. Voto: 10

M. Keys: Peccato davvero per l’americana, che aveva dimostrato durante le due settimane di poter vincere lo Slam. Invece cade proprio sul più bello, probabilmente per la troppa pressione o per il problema fisico accusato contro la Vandeweghe. Dispiace tanto vederla in lacrime durante l’ultimo cambio campo e a fine match, perciò le facciamo un grande applauso per ciò che ha dimostrato in campo. Voto 9

Le Sorprese dello Us Open 2017

J. Del Potro: il gigante di Tandil è ormai noto sul circuito, soprattutto per il suo dritto devastante, ma non ci aspettavamo un Del Potro così… tanto. Vince in rimonta contro Thiem da 0-2 a 3-2, dopo aver annullato anche 2 match point. Come se non bastasse, elimina anche R. Federer ai quarti, come remake della finale del 2009. In semi contro Rafa, comincia bene il primo set, poi la batteria si scarica. Voto 8.

D. Shapovalov: Dopo Montreal si conferma anche allo US Open. La Next Gen canadese continua a sorprendere, eliminando al secondo turno J. Tsonga (testa di serie n° 8). Si arrende, per modo di dire, solamente contro un Carreno Busta in splendida forma, perdendo il match in 3 tie-break. Siamo sicuri che ne risentiremo parlare di questo ragazzo. Voto 8,5

Andrey Rublev: altra Next Gen, altra sorpresa. Comincia il suo percorso, eliminando nel secondo turno in 3 set il bulgaro G. Dimitrov (testa di serie n° 7), e D. Goffin (testa di serie n° 9) sempre in 3 set, per poi arrendersi ai quarti ad un devastante Nadal. Voto 8

Le delusioni dello Us Open 2017

R. Federer: Probabilmente non gli si poteva chiedere di più, vuoi gli acciacchi e i problemi alla schiena, vuoi aver incontrato ai quarti di finale un Del Potro ingiocabile. Più che altro rimane il rammarico di non aver visto un’altra finale contro Nadal, quasi certa se lo svizzero fosse stato sorteggiato nella parte bassa del tabellone. Voto 6,5

A. Zverev: Dopo aver vinto Roma e Montreal, ci aspettavamo molto di più dal tedesco. E’ cresciuto molto in questi anni, ma non a tal punto da affrontare le prove più importanti degli Slam. Rimandato al prossimo anno. Voto 4

A. Murray: Non gioca, ma si fa notare lo stesso negativamente. Si ritira subito dopo il sorteggio, falsando la parte bassa del tabellone. Voto 2

Tabellone Maschile: Di questa edizione dello Slam americano, rimarrà sicuramente l’amaro in bocca a causa del main draw maschile troppo sbilanciato per via dei numerosi ritiri e assenti. Voto 1

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