Jelena Dokic e la violenza del papà: “Dormii negli spogliatoi di Wimbledon”

Pubblicato il autore: Gianni Succu Segui
Jelena Dokic

Jelena Dokic

17 anni fa, a soli 17 anni, Jelena Dokic era una delle promesse del tennis mondiale.
La semifinale persa contro Lindsay Davenport a Wimbledon pareva essere il trampolino di lancio verso vette inimmaginabili per la ragazzina serba. Una medaglia olimpica persa a Sidney da beniamina di casa (a quei tempi rappresentava l’Australia) contro un mostro sacro come Monica Seles nella finalina per il bronzo.

Poi cinque titoli WTA tra il 2000 e il 2002, tra cui Roma nel 2001, la issarono fino al quarto posto nel ranking WTA: la quarta tennista più forte al mondo. Ma sullo sfondo aleggiava la scomodissima figura del suo padre-allenatore Damir.
Una figura violenta e cattiva oltre ogni misura, nota ormai a tutti, tanto da guadagnarsi diverse cacciate dalle arene dove giocava sua figlia (quella di Linz del 2002 fu clamorosa proprio perché fu Jelena a chiedere di allontanarlo) e addirittura 18 mesi di carcere dopo l’aggressione all’ambasciatrice australiana a Belgrado. In quel frangente, in cui furono rinvenute in casa sua due fucili, una pistola e due bombe (cosa che fece effettivamente scattare l’arresto), Damir Dokic minacciò di far saltare in aria l’ambasciatrice se non avesse impedito la pubblicazione di alcuni articoli negativi su di lui in Australia.

La verità di Jelena Dokic

Jelena Dokic - Oggi commenta le partite per la TV

Jelena Dokic – Oggi commenta le partite per la TV

Per quanto siano state vicende piuttosto note all’interno del circus, ogni volta che nuove rivelazioni vengono fuori rappresentano sempre una sorpresa. Perché si parla non solo di un allenatore e la sua giocatrice, ma soprattutto di un padre e sua figlia.
La Dokic ha deciso di raccontare in un’autobiografia tutta la sua carriera e le angherie subite dal padre-allenatore ed alcune rivelazioni sono shockanti.

Durante la presentazione di tale libro, Jelena ha rilasciato un’intervista al Sidney’s Sunday Telegraph raccontando un periodo di abusi che ha, probabilmente, rovinato una delle tenniste più dotate dei primi anni 2000.

Mi picchiava pesantemente. Tutto è cominciato praticamente dal primo giorno in cui ho preso una racchetta da tennis in mano. La spirale nel giro di poco tempo è andata fuori controllo. Dopo la semifinale persa a Wimbledon mio padre perse totalmente il controllo e se ne andò facendo perdere le sue tracce. Quando finalmente lo rintracciai al telefono mi disse, a me che ero una ragazzina di soli 17 anni,una minorenne, di non tornare in hotel dove stava tutta ls famiglia. Rimasi a dormire nello spogliatoio di Wimbledon, finchè alcuni agenti non contattarono la mia agente che mi portò con sè“.
Tra i punti più caldi del libro, questo è probabilmente uno dei passaggi più cruenti, e rende l’idea del tormento patito dalla allora 17enne tennista Yugoslava nei suoi anni d’oro.

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