Rafa Nadal, le 400 vittorie del Re del rosso

Pubblicato il autore: Alessandro Mastroluca Segui

Rafa Nadal – Foto originale Getty Images © scelta da SuperNews


“Quando mi chiedono se sono il migliore di sempre sulla terra battuta, mi mettono in una posizione difficile. I numeri son lì, con tutta umiltà devo riconoscere che ho vinto più titoli su questa superficie. Sono il migliore? Non lo so”.
Così parlava Rafa Nadal alla vigilia del torneo di Barcellona, in cui ha il record di vittorie anche considerando singolare e doppio. Qui dove gli hanno dedicato il centrale, dove ha perso solo tre partite in carriera, il maiorchino è diventato il quarto giocatore dal 1973 a raggiungere le 400 vittorie sul rosso.

Dal primo successo, sullo slovacco Karol Kucera al primo turno a Montecarlo nel 2003, sul rosso Nadal ha perso solo 35 partite. In tre hanno vinto più incontri, Guillermo Vilas (659), Manuel Orantes (502) e Thomas Muster (422), ma nessuno ha la sua stessa percentuale di successi  (91.9%).

A 31 anni, a sedici dalla sua prima vittoria ATP, il re del rosso ha elevato il suo gioco. L’evoluzione, in direzione della brevità degli scambi e del controllo dei tempi è già evidente dall’anno scorso. In tutto il circuito ATP, solo cinque giocatori ottengono almeno un punto su tre in risposta contro la prima nelle ultime 52 settimane. Nadal, che fa meglio di tutti (35,7%), complici i tempi di reazione più lunghi e il suo posizionamento sempre molto lontano dalla riga, arriva a un eccezionale 42,4% sul rosso.

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A Montecarlo, rivelano i dati ATP, ha centrato l’undicesimo trionfo anche grazie al 50,8% di punti complessivi ottenuti in risposta. In tutto il torneo, ha vinto più di sei punti ogni dieci giocati, molto sopra la sua già notevole media del 54%. Solo nel 2010 aveva chiuso una vittoriosa campagna nel Principato con una percentuale ancora più elevata.

Nel 2017 Nadal ha dimostrato da subito di muoversi con grande reattività e rapidità, e il ricorso al dritto inside-out (tra 1,5 e 2 ogni 5 come tendenza stagionale) lo dimostra. La serie di 40 set consecutivi vinti sulla terra battuta dalla sconfitta contro Thiem agli Internazionali BNL d’Italia l’anno scorso, ripropone la domanda senza risposta che diverte e divide: troppo forte Nadal o troppo morbidi gli avversari?

“La mia motivazione è sempre, solo, giocare il torneo di quella settimana” ha detto Nadal. Il maiorchino, che dovrebbe arrivare alla fine della stagione sul rosso con 33 titoli Masters 1000, vince come negli anni migliori prima di scendere in campo. “Mi preoccupa come molti giocatori scendano in campo già sconfitti contro Rafa” ha scritto Todd Woodbridge su Tennis Smash. “Con l’eccezione di Nick Kyrgios, molti sembrano sopraffatti, mancano di strategia; sono solo felici di stare in campo in compagnia del grande uomo”.

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Nella finale di Montecarlo, ha vinto quasi il doppio dei punti di Kei Nishikori negli scambi sotto i cinque colpi. Il giapponese ne ha portati a casa di più sopra i nove, ma ha allungato gli scambi troppo raramente perché fossero questi a fare la differenza nell’economia della partita.  Gioca il colpo che ha definito la sua carriera e la sua storia con un livello di fiducia totale, anche e soprattutto in lungolinea, con quella propriocezione estrema che non gli fa perdere di vista direzione e contesto complessivo, posizione di partenza e intenzione. Non è solo un vincente, è un mezzo per spostare l’avversario, una mossa da scacchista, da chi pensa due o tre colpi più in là e visualizza la conclusione già a partire dal principio.

Ma quel che segna il nuovo Nadal, l’ennesima ri-creazione di un campione che adatta è il rovescio, soprattutto in diagonale. È un colpo d’attacco giocato dalla difesa, ha detto al sito dell’ATP Bjorn Borg. “Nadal interpreta ogni colpo con enorme intesità, come se ogni punto fosse un match point. Si muove benissimo, quindi è sempre centrato e raramente si trova fuori posizione. Il servizio gli permette di impostare il punto, il peso e la direzione del dritto gli consentono spesso di chiuderlo”.

I dati di Craig O’Shannessy rivelano che Nadal, nella finale di Montecarlo, ha colpito 65 rovesci nello scambio nel primo set: dall’1-1 al 5-2 non ne ha sbagliato nessuno. Nello stesso periodo, ha giocato solo 25 dritti anomali. Un elemento non comune per l’ultimo Nadal che spesso gira intorno al rovescio per caricare il dritto da destra.Rovescio solidissimo e dritto lungolinea filante, Nadal dunque sta davvero giocando il suo miglior tennis sul rosso. Ma cosa serve per fermarlo? Ci vuole, conclude Woodbridge, “varietà nel gioco, la capacità di sfruttare i punti deboli nelle strategia dell’avversario, che sia usare di più lo slice, o giocare più alto sopra la spalla, o attaccare di più in risposta contro la seconda”. Se nessuno ci riesce contro questo Nadal, l’undicesimo Roland Garros sarà realtà.

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