Wimbledon 2018: Djokovic di slancio ai quarti. Isner batte Raonic. I risultati dell’11 luglio

Pubblicato il autore: Andrea Riva Segui

Novak Djokovic – Foto Getty Images© selezionata da SuperNews

Novak Djokovic finalmente è tornato a ruggire ed oggi se ne è avuta la conferma: infatti battendo in quattro set il giapponese Nishikori si è qualificato per le semifinali di Wimbledon, torneo che ha vinto l’ultima volta nel 2015.
Il serbo sembra davvero aver ritrovato gli automatismi di gioco che lo avevano portato ad essere il numero 1 del mondo per 223 settimane di cui 122 di fila; tra il serbo e il nipponico gli schemi di gioco sono molto simili ma quando Nole sta in piena forma come oggi diventa imbattibile e finisce quasi sempre per dominarlo, basti vedere gli scontri diretti che con oggi dicono 14-2 per Djokovic che raggiunge la sua ottava semifinale sull’erba inglese (eguagliando Sampras e McEnroe) e la semifinale numero 32 in un major, secondo solo a Federer con 43.

Il match di oggi si è chiuso 6-3, 3-6, 6-2, 6-2 in 2 ore e 35 minuti, quindi tranne un passaggio a vuoto nel secondo set, dove Nishikori da bravo giocatore quale è ne ha subito approfittato, Djokovic ha sempre tenuto il pallino del match in mano e le statistiche testimoniano questo:  6 ace, solo 3 doppi falli, il 67% di prime, l’85% dei punti fatti con la prima, 40 colpi vincenti, 7 break fatti e 19 punti in 21 discese a rete.

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Il match tra i due giganti bombardieri Raonic ed Isner, ha visto la vittoria di quest’ultimo che a 33 anni riesce ad arrivare per la prima volta in semifinale, non solo di Wimbledon, ma in un torneo del Grande Slam; 6-7, 7-6, 6-4, 6-3 il risultato finale in suo favore.
Alla vigilia del torneo nessuno poteva pensare a questo risultato ma il tennista americano si è meritato questa semifinale; dopo un primo set risolto al tie break per per il canadese, il secondo ha visto sempre i due contendenti finire al tie break ma questa volta a vincerlo è stato lo statunitense che poi negli ultimi due set è riuscito ad essere più costante del suo avversario che alla distanza è calato vistosamente facendosi brekkare per tre volte, mentre Isner ha finito l’incontro immacolato per quanto riguarda il servizio concedendo la miseria di una palla break e vincendo l‘81% di punti a rete e il 90% dei punti con la prima di servizio andata a segno; con questi numeri la vittoria non poteva sfuggirgli di mano.

John Isner in semifinale non incontrerà come tutti pensavano alla vigilia di oggi il re dell’erba Roger Federer, ma il sudafricano Kevin Anderson che ha battuto clamorosamente il campione svizzero in cinque set dopo 4 ore e 14 minuti, rimontando due set e annullando oltretutto un match point sul 5-4 al terzo set; 2-6, 6-7, 7-5, 6-4, 13-11 il risultato finale. Per l’elvetico è la quinta sconfitta in carriera dopo essere stato in vantaggio di due set, l’ultima in assoluto contro Djokovic a Flushing Meadows nel 2011.
Comunque bisogna fare i complimenti al tennista sudafricano che raggiunge la semifinale londinese per la prima volta in carriera e che ha battuto per la sua volta il suo rivale nell’incontro più importante; per quanto riguarda la partita, non appena il servizio ha incominciato a funzionare (28 ace in totale) la partita è cambiata in suo favore e un’altra chiave decisiva sono stati i break, infatti le statistiche su questo fondamentale recitano: 4 break su 7 possibilità per Anderson e solo 3 su 12 per Federer.

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L’ultimo quarto di finale giocato in ordine temporale ha visto il successo del numero 1 del mondo Nadal contro l’argentino Del Potro in cinque dopo una battaglia di 4 ore e 47 minuti di gioco: 7-5, 6-7, 4-6, 6-4, 6-4 in suo favore.
E’ stata una partita molto equilibrata che poteva vincere anche il sudamericano, ma il maiorchino ha dimostrato ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che per batterlo devi essere perfetto fino all’ultimo punto e Del Potro è calato quel tanto che è bastato per subire il break decisivo al quinto game del quinto set; la differenza l’hanno fatta anche gli errori non forzati che ha visto l’argentino farne 52, un pò troppi a questo livello e delle 7 palle break concesse dal suo avversario è riuscito a convertirne solo due, mentre l’iberico su 10 ne ha sfruttate 4 che alla fine hanno fatto la differenza.

Dunque venerdì pomeriggio le semifinali del torneo vedranno sfidarsi i due outsiders Kevin Anderson-John Isner e i due campioni Nadal-Djokovic, due match tutti da seguire.

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