Armin Zoeggeler, il re dello slittino, annuncia il ritiro. Ha vinto sei medaglie in sei olimpiadi

Pubblicato il autore: Danilo Montefiori Segui

 

armin zoeggeler ritiro slittinoUn altro pezzo di storia dello sport italiano ha ufficializzato l’addio alle competizioni, è Armin Zoeggeler, la quarantenne leggenda dello slittino. Il sei volte medagliato olimpico (in altrettante edizioni) ha deciso di fermarsi perché: ”Il mio istinto dopo le Olimpiadi mi ha detto che è il momento giusto per ritirarmi ma volevo essere sicuro al 100% che ciò non fosse dettato dall’emozione”. Dopo essersi preso qualche mese di tempo per riflettere insieme alla componente più importante della sua vita, la famiglia, Zoeggeler ha deciso di congedarsi dal suo slittino ringraziando: “tutti coloro che mi hanno sostenuto per l’intera carriera, dal Coni alla Federazione Italiana Sport Invernali ai miei compagni e allenatori e alla mia famiglia”.  Nel suo futuro c’è comunque ancora lo slittino, Zoeggeler armonizzerà il lavoro di sviluppo dei materiali fra Fisi, Coni e Ferrari. Ma non solo, il suo sogno rimane quello di: “voglio pensare a creare una squadre che vinca medaglie ai Mondiali e alle Olimpiadi, guardando sempre avanti”.

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Non si può non rimanere impressionati ripercorrendo la sua carriera, dall’esordio avvenuto addirittura 25 anni fa (nella coppa del mondo del 1989) a Calgary. Basti pensare come sia l’unico atleta al mondo, sia nei giochi invernali che estivi, ad aver vinto sei medaglie  in sei diverse edizioni delle Olimpiadi nella stessa disciplina. La lista dei trofei è lunga: partendo proprio dalle olimpiadi ci sono stati il bronzo a Lillehammer 1994, l’argento a Nagano 1998 e i due ori a Salt Lake 2002 e a Torino 2006, infine altri due bronzi a Vancouver 2010 e a Sochi 2014. Inoltre si è aggiudicato sei ori individuali ai Mondiali e tre titoli europei. Per concludere in bellezza conta anche 57 gare vinte in Coppa del Mondo e 103 podi complessivi nelle prove individuali. Un mostro o, come è stato soprannominato, un “cannibale”. Eddy Merckx ci perdonerà.

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