Fisco: i record dei campioni

Pubblicato il autore: Paola Toscani Segui

Leo Messi, i gol più belli in 10 anni di Barcellona VIDEO

Campioni di evasione: sono tanti i grandi nomi dello sport a essere caduti nella rete degli agenti fiscali.  Dal capitano dell’Italia campione del mondo, Fabio Cannavaro.

Per non parlare di Leo Messi e Diego Armando Maradona,. E ancora: Fabio Capello e Marco Van Basten. Nomi noti dello sport. Da Valentino Rossi, che ha fatto pace con il fisco ammettendo le sue colpe, allo stesso Maradona, che invece ha lasciato un conto ancora aperto in Italia, a Marco Cipollini, che si è sempre dichiarato innocente, fino a Giancarlo Fisichella, ‘sponsor’ dell’Agenzia delle Entrate.

Tra i campioni delle due ruote sono finiti nei guai anche Loris Capirossi e Marco Melandri.

Le storie

MESSI. Sarà processato per frode fiscale. Il tribunale di Gavà, in Catalogna, ha respinto il ricorso presentato dalla stella argentina del Barcellona. Il giocatore, come scrive il quotidiano spagnolo As, dovrà rispondere delle accuse relative alla gestione dei propri diritti di immagine tra il 2010 e il 2012. A giugno, la vicenda giudiziaria sembrava destinata a chiudersi con il pagamento di una pesante sanzione da parte del calciatore.

MARADONA. Una storia che h più della soap che della cronaca quella del Pibe de oro, che risale addirittura alla seconda metà degli anni ’80, ma solo nel 2005 la Corte di cassazione ufficializza il suo stato di evasore fiscale: il suo debito supera ormai i 36 milioni di euro, legato a mancati versamenti dell’Irpef. Ma il ritorno di Maradona a casa, di fatto, ha legato le mani del fisco che però bussa alla porta dell’argentino ogni volta che torna in Italia. Nel 2006 gli è stato confiscato un orologio Rolex da 11.000 euro, e nel 2009 un paio di orecchini dal valore di 4.000 euro. Il suo debito con l’erario italiano resta di oltre 36 milioni di euro.

ROSSI. E’ la vicenda più nota degli ultimi anni quella che riguarda Valentino Rossi. Iniziata nell’estate del 2007, quando viene accusato di aver evaso il fisco, spostando la residenza a Londra, per oltre 112 milioni di euro. In realtà, secondo il fisco, Rossi continua a vivere nel paesino vicino Pesaro (Tavullia), dove è cresciuto e quindi deve pagare le imposte dovute (Irpef, Irap e Iva) per il periodo 2000-04. La pace con l’Agenzia delle entrate arriva sei mesi dopo, quando a febbraio il campione delle due ruote decide di pagare circa 35 milioni di euro.
FISICHELLA. La vicenda fiscale del pilota di formula uno inizia nel 2000, quando sceglie Montecarlo per la propria residenza. Il fisco aveva avviato una verifica e alla fine aveva inviato una cartella esattoriale con una richiesta di pagamento da 17,2 milioni di euro per cinque anni (1998-2002) di imposte dovute, comprensive di sanzioni e interessi. La storia, alla fine, si conclude con il lieto fine: Fisichella ha raggiunto un accordo nel 2007 con il fisco, pagando 3,8 milioni di euro. Il pilota diventa anche una sorta di mascotte dell’Agenzia delle entrate, e invita i suoi colleghi e “pagare il giusto”.
CIPOLLINI. Nel 2007 l’ex campione di ciclismo viene raggiunto dal fisco, che gli chiede 1,2 milioni di euro a causa di tasse non pagate dal 1995 al 1998. Cipollini è uno dei molti che ha spostato la sua residenza ufficiale a Montecarlo, dove vige un regime fiscale molto più ‘leggerò, ma che in realta« continuava a vivere a Lucca. E proprio nella villa di Lucca il fisco è entrato, ha pignorato tutto il possibile, per ben due volte. Dai mobili, alla televisione fino alle suppellettili. – VAN BASTEN: Anche l’ex campione del Milan, Marco Van Basten, è stato beccato dal fisco. L’accertamento arriva nel 2001, per compensi percepiti nel 1997, legati allo sfruttamento dell’immagine, che sono stati corrisposti all’estero e per i quali non era stata presentata la dichiarazione dei redditi. Il tre volte pallone d’oro nel frattempo si era trasferito a Montecarlo e poi nel suo Paese d’origine. Nel 2008 decide di fare pace con il fisco e pagare 7,2 milioni di euro.
CAPIROSSI. A Monaco trasferisce la residenza un altro campione delle due ruote che dove fare i conti con il fisco. Tra il 1995 e il 1998, secondo gli ispettori tributari, Loris Capirossi non ha dichiarato redditi per quasi 8 milioni di euro. L’accertamento arrivato nel 2007, chiedeva a Capirossi 1,3 milioni di euro per imposte Iva e Irpef evase su un imponibile di 12 milioni.
MELANDRI. Il motociclista ha evaso il fisco ricorrendo ad una residenza fittizia all’etero. Lo ha stabilito il tribunale di Ravenna che ha condannato il campione a 19 mesi di carcere per aver evaso le imposte in Italia tra il 2003 e il 2005. Secondo il pm il campione delle due ruote pur avendo trasferito la residenza a Derby in Inghilterra aveva continuato a mantenere il centro dei suoi interessi a Ravenna. La condanna del tribunale arriva dopo gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate.
TOMBA. Alla fine degli anni ’90 un altro grande nome dello sport italiano deve fare i conti con l’erario. È alberto Tomba, a cui venne contestato di aver portato il denaro all’estero grazie ad un sofisticato sistema di società sorte nei paradisi fiscali. L’inchiesta si risolse con l’assoluzione di Tomba, che nel frattempo aveva sanato i suoi debiti col fisco, pari a 10 miliardi di lire.
CAPELLO. Nel gennaio 2008 è la volta di un grande del calcio, Fabio Capello. La Procura di Torino (dove Capello ha ancora la residenza fiscale) indaga sull’allenatore, nell’ambito di un’inchiesta per i compensi del tecnico ai tempi di Roma e Juventus, e per alcune sponsorizzazioni, che sarebbero stati dirottati su conti esteri. Capello decise di trasferire la propria residenza a Lugano già quando allenava la Roma. La cifra non dichiarata, secondo le stime degli investigatori del fisco, ammontava a 10 milioni di euro.

 

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