Bruce Jenner: decathlon (oro olimpico), nba, cinema, e alla fine transgender!

Pubblicato il autore: Simone Lettieri Segui

In pista e in pedana faceva meraviglie. Con quel fisico che pareva scolpito, 88 chili lungo 188 centimetri, eccelleva in tutto. Presto, non a caso, divenne uno specialista del decathlon, il primo statunitense capace di esprimersi ad altissimo livello in ognuna delle dieci prove del programma. Nella gara-simbolo della regina degli sport, arrivò all’oro olimpico. Adesso, sei figli e quasi quarant’anni dopo, a 65 compiuti, è diventato donna. E’ la storia di Bruce Jenner, transgender.

Montreal, 1976: iljenner pettorale n. 935, la maglietta rossa, le braccia al cielo, i capelli al vento, un urlo liberatorio: quella sua immagine vincente sul traguardo della prova finale, sarebbe diventata un’icona. Anche se la bella storia d’amore con Chrystie, che tanto coinvolse l’America, sarebbe presto finita. Bruce, in seconde nozze, avrebbe sposato Linda Thompson, ex fidanzata di Elvis Presley. Ma la sua esposizione non ne risentì. Anzi. Il volto sulle scatole dei cereali (sinonimo di sicuro successo), qualche particina cinematografica, addirittura la chiamata nel draft Nba 1977, scelta n. 140 dei Kansas City Kings. Poi, soprattutto, la televisione. Un paio di film girati per il piccolo schermo (uno autobiografico), sei episodi della serie Chips e uno de Il mio amico Ricky, durante il quale svelò la sua dislessia. Gli venne persino dedicato un videogioco.

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