Atlete azzurre, bollino rosso: le tre italiane sulla copertina di Playboy

Pubblicato il autore: Sergio Campofiorito Segui

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Cambiamento epocale per Playboy, la nota rivista americana fondata nel 1953 (prima copertina con Marilyn Monroe) da Hugh Hefner rinuncia al nudo. Il restyling partirà a marzo 2016 con una edizione più sobria e adatta ad un pubblico di tutte le età, anche se, a voler essere sarcastici, diventerà meno appetibile per un pubblico adolescenziale. Nell’era di internet, dove il sesso è a portata di un clic, la rivista viaggia a circa 800mila copie mensili, quando invece negli anni Settanta sfiorava i 6 milioni nel solo Nord America.
Tra le copertine, anche la bellezza delle nostre atlete ha fatto capolino, con tre campionissime che, col loro talento, hanno mostrato che “oltre le gambe c’è di più”.

Francesca PiccininiLa prima fu Francesca Piccinini, coniglietta nel dicembre 2011. Nata a Massa nel 1979, Francesca riesce a ritagliarsi un posto nel cuore degli sportivi italiani abbinando ad una forma invidiabile un palmares immenso, tra i quali brilla il titolo mondiale di Germania 2002 con la Nazionale.
Tania CagnottoIl bis è dato da Tania Cagnotto, bolzanese (15 maggio 1985) e plurimedagliata campionessa di tuffi. Un metro e sessanta di sex appeal, Tania, dopo un lungo inseguimento, nell’estate scorsa conquista l’oro nei Mondiali di Russia, annientando le cinesi. Il tuffo nei cuori degli italiani avvenne invece nell’aprile del 2013, una edizione tutta d’oro.

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Valentina Vignali

La terza copertina azzurra è dedicata alla cestista Valentina Vignali (Rimini, 30 maggio 1991). Meno vincente delle colleghe, la valchiria ha però abbinato al canestro una discreta carriera televisiva che le ha spalancato le pagine di Playboy nell’ottobre 2013.
Dopo decadi in cui mostrare una nuova porzione di corpo nudo era scandalo e conquista prima, abitudine poi, con la svolta di Playboy sembra proprio che si stia vivendo una controrivoluzione, come impongono facebook ed instagram dove i nudi sono assolutamente vietati.
C’è già chi rimpiange i cari vecchi tempi.

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