Da Argentina-Perù al Gp di Valencia: quanti “biscotti” nel mondo dello sport

Pubblicato il autore: Antonio Paradiso

biscotto
I fans di Valentino Rossi nell’ultima gara di Valencia hanno dovuto ingoiare un boccone amaro, dato che il “biscotto”, tanto paventato dopo gli ultimi avvenimenti, si è verificato, con Lorenzo che, grazie anche all’aiuto di Marquez, è riuscito a vincere il titolo mondiale. Tuttavia, di biscotti nel mondo dello sport se ne sono visti tanti e adesso, dopo una breve storia del termine biscotto, andremo a vedere nel dettaglio quelli  più clamorosi.

Innanzitutto bisogna dire che il “biscotto”, inteso come volontà di truccare l’esito di una sfida a scapito di qualcun altro, viene dall’Ippica, in quanto si utilizzava una piccola zolletta da far mangiare ai cavalli, in modo che questi venissero drogati. L’obiettivo era molto semplice: sedare il cavallo, possibilmente quello più forte e quindi più favorito, in modo tale da favorire gli altri, vale a dire quelli meno forti, ma che avrebbero garantito un guadagno pecuniario maggiore in caso di vincita

I BISCOTTI MONDIALI

ARGENTINA 78: IL MONDIALE BISCOTTATO. Iniziamo il nostro raccontro dal mondiale “biscotto” del 1978. Si giocava in Argentina, all’epoca sotto il regime dittatoriale dei “generali”. In quell’anno era prevista una doppia fase: nella prima le 16 squadre erano suddivise in 4 gironi da 4 squadre, con le prime due di ogni girone che accedevano alla seconda fase. Nella seconda le 8 squadre venivano suddivise in 2 gruppi da 4 squadre, in un girone all’italiana. Solo le prime dei due gironi accedevano alla finale per il primo e il secondo posto, mentre le due seconde si giocavano la finale 3/4 posto. Nel girone B il primo posto era un affare a due tra Argentina e Brasile. Nell’ultima giorrnata il Brasile aveva batturo la Polonia per 3-1. chiudendo il girone a quota 5, con una differenza reti di +5, in quanto precedentemente aveva battuto il Perù per 3-0 e pareggiato con l’Argentina per 0-0. Ricordiamo che all’epoca non era prevista la contemporaneità delle sfide, cosa che però venne istituita nel mondiale successivo e adesso capirete perché. Mario Kempes e soci sanno che se vogliono andare in finale devono battere il Perù con almeno 4 gol di scarto, in quanto l’albiceleste aveva vinto con la Polonia per 2-0 e pareggiato contro il Brasile per 0-0. La partita finì con un sonoro 6-0 e quindi l’Argentina passò il turno. In realtà molti pensarono al “biscotto” soprattutto perché il portiere del Perù, Ramon Quiroga, che era un argentino naturalizzato peruviano, quella sera fece una partita tutt’altro che indimenticabile e a detta di molti favorì l’Argentina. L’Argentina poi in finale batterà l’Olanda con il punteggio di 3-1.

L’ANSCHLUSS DEL 1982. Come tutti sappiamo nel 1938 Adolf Hitler, austriaco di nascita, decise di annettere l’Austria al Reich, a dimostrazione dell’unità culturale che unisce questi due popoli che parlano la stessa lingua. Nel 1982 venne riproposta questa sorta di “alleanza culturale” tra la Germania Ovest e l’Austria, precisamente nel mondiale spagnolo. Prima fase a gironi, ultima giornata del girone. L’Austria è già qualificata alla fase successiva, avendo vinto le prime due partite, mentre la Germania è a pari punti con l’Algeria e in caso di sconfitta uscirebbe fuori dalla competizione. Tuttavia, se la partita dovesse finire 1-0 per la Germania, le due squadre avanzerebbero insieme al turno successivo, con gli austriaci che, anche in caso di sconfitta per 1-0, chiuderebbero al primo posto. Indovinate quanto finisce la partita? 1-0 per la Germania con un gol all’inizio e una snervante melina che butta fuori l’Algeria.

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I BISCOTTI NELLA PALLAVOLO. Anche la pallavolo quando c’è da “biscottare” qualcosa non si tira certo indietro. L’edizione più controversa fu quella del 2010, che si disputò in Italia. Quell’anno i mondiali prevedevano una serie infinite di fase a gironi, la decisiva era la terza, perché delle tre squadre a girone solo una avrebbe ottenuto l’accesso alle semifinali. Brasile e Russia pensarono bene di perdere appositamente l’ultima partita del loro girone rispettivamente contro Bulgaria e Spagna, in modo tale da evitare di affrontarsi tra di loro e quindi per avere un cammino sicuramente più semplice. la scelta dei brasiliani si rivelò efficace, dato che finirono nel girone con le modeste Germania e Repubblica Ceca accedendo senza problemi alle semifinali e vincendo poi il mondiale. Andò male alla Russia però che nel girone con Serbia e Argentina finì al secondo posto perdendo la possibilità di accedere alle semifinali.

I BISCOTTI ANTI-ITALIA

Quello nei confronti di Valentino Rossi è solo l’ultimo di una serie di “biscotti” che purtroppo hanno riguardato il nostro Paese. I precedenti sono entrambi calcistici: il primo è il famoso Svezia-Danimarca dell’europeo  del 2004, a cui bastava un 2-2 per accedere ai quarti e buttare fuori gli “azzurri”, cosa che purtroppo avvenne, con tanto di lacrime di un giovanissimo Cassano, alla prima vera esperienza con la maglia della nazionale. Il secondo, invece, è storia recente e di mezzo c’è sempre la Svezia. Questa volta parliamo degli ultimi Europei Under 21 disputatesi in Repubblica Ceca. All’ultima giornata il Portogallo ci arriva con 4 punti, mentre la Svezia è a quota 3. L’Italia a sua volta è a quota 1, ma per passare il turno deve vincere e sperare che la gara non finisca in pareggio, in quanto in caso di arrivo a pari punti con gli svedesi saremmo fuori. Purtroppo l’ipotesi “biscotto” si verifica, dato che Portogallo e Svezia fanno 1-1 con tanto di melina finale e all’Italia a nulla serve il successo contro l’Inghilterra.

DINAMO ZAGABRIA-LIONE: BISCOTTI ANCHE IN CHAMPIONS. Anche la tanto amata Champions League è stato teatro di biscotti. Il più clamoroso è quello tra Dinamo Zagabria e Lione. E’ il 7 dicembre del 2011 ed è in programma l’ultima giornata della fase a gruppi. Nel girone D la situazione è la seguente: Real Madrid 15, Ajax 8, Lione 5 e Dinamo Zagabria 0. Nell’ultima giornata sono in programma le seguenti partite: Ajax-Real e Dinamo-Lione. Ormai l’unica competizione è quella per il secondo posto, anche se per i francesi la qualificazione appare un miraggio: infatti, considerano che negli scontri diretti vige l’equilibrio (entrambe le gare di andata e ritorno tra Ajax e Lione sono finite 0-0), in caso di arrivo a pari punti conterebbe la differenza reti. Anche qui però la situazione sembra già ben delineate, dato che i “Lancieri” arrivano all”ultima sfida con una Differenza reti di +3, mentre i francesi sono a -4. Alla fine del primo tempo il Real è avanti per 2-0, mentre a Zagabria siamo sull’ 1-1, di conseguenza, restassero così le cose, ai francesi per qualificarsi servirebbero altri 5 gol da realizzare nel solo secondo tempo. Nella seconda frazione accade quello che non ti aspetti: al 47′ Gonsalos del Lione fa 2-1, un minuto dopo Gomis fa 3-1, poi ci pensa Lisandro Lopez a fare 4-1, poi doppietta di Gomis al 52′ e al 70′ e infine Briand per il definitivo 7-1. Nel frattempo il Real Madrid fa anche il terzo e quindi la povera Ajax viene eliminata. Ovviamente nessuno crede e crederà all’impresa sportiva del Lione, anche perché dopo pochi giorni circolerà un video in cui il difensore della Dinamo Vida pare faccia un occhiolino ad un giocatore del Lione, quasi come a dire: “E’ tutto sotto controllo”. In Champions ci sarebbe da annoverare anche il biscotto dell’anno scorso tra Juventus e Atletico, match terminato 0-0 che ha permesso ad entrambe le squadre di accedere agli ottavi. Lì però va detto che più che un biscotto è stato un vero e proprio “Patto di non aggressione”.

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LE ULTIME GIORNATE DI CAMPIONATO, BISCOTTI A GO-GO

Chiudiamo la nostra rassegna con i biscotti che si verificano nelle ultime giornate di campionato. Ovviamente ciò accade anche perché spesso vengono a scontrarsi squadre ormai già sazie e squadre affamate. Questo è il caso dell’ultima giornata di Serie B della stagione 2006/2007 che come tutti sappiamo vedeva per la prima volta ai nastri di partenza la Juventus. Nell’ultima giornata la Juve, già promossa, affrontava lo Spezia, squadra che doveva assolutamente vincere per guadagnarsi un posto nei playout. La diretta concorrente dei liguri ero l’Arezzo, allenato da Antonio Conte, proprio lui. Lo Spezia in maniera sorprendente vinse 3-2, con un gol di Padoin, omonimo dell’attuale calciatore della Juve, proprio negli ultimi minuti di gara. L’Arezzo purtroppo ne pagò le conseguenze con la retrocessione in Lega Pro, con tanto di sfogo di Conte. Un altro biscotto è quello del famigerato Lazio-Inter della stagione 2009/2010. L’Inter è in piena lotta con la Roma, rivale cittadina della Lazio, per la conquista dello scudetto, mentre la Lazio è a rischio retrocessione. Quella partita però si gioca in posticipo e nel pomeriggio l’Atalanta, terzultima in campionato, aveva pareggiato in casa 1-1 contro il Bologna, salendo a quota 35. I bianco celesti a quel punto non avevano particolari stimoli, anche perché perdendo sarebbero rimasti a +5 sulla zona retrocessione a due giornate dalla fine. A quel punto, soprattutto per non fare uno sgarro ai propri tifosi, i giocatori della Lazio giocarono con il freno a mano tirato, regalando all’Inter i 3 punti e facendo arrabbiare i cugini della Roma. I biscotti però non accadono solo in Italia, ma anche in Spagna: stagione di Liga 2011/2012, ultima giornata di campionato. In lotta per la salvezza ci sono Rayo Vallecano e Saragozza terzultimi a quota 40, Villarreal, quartultimo a quota 41 e Granada, quintultimo a quota 42. Quella giornata propone lo scontro diretto tra Rayo e Granada, mentre il Villarreal ospita l’Altetico Madrid e il Saragozza gioca a Getafe. Il Saragozza senza problemi è in vantaggio a Getafe con il punteggio di 2-0, mentre le altre due partite sono ancora ferme sullo 0-0. Negli ultimi minuti cambia tutto quando l’Atletico si porta in vantaggio. A quel punto, considerando che il Granada anche in caso di sconfitta sarebbe salvo, i giocatori del Rayo chiedono ai propri colleghi di poter fare un gol. Ne nasce un incredibile conciliabolo, con i giocatori del Granada che alla fine si convincono e fanno segnare Raul Tamudo. Il Rayo vince per 1-0 e condanna alla retrocessione il Villarreal.

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Infine vale la pena citare due “biscottini” che riguardano il mondo della Formula 1. Jerez 1997: ultima gara del mondiale il titolo se lo giocano Schumacher e Villeneuve e finisce come tutti sappiamo. In realtà secondo alcune voci pare che prima della gara vi fosse un bi-accordo: uno tra Williams e McLaren e uno tra Sauber e Ferrari. L’accordo Sauber-Ferrari venne anche confermato dal pilota della scuderia svizzera Norberto Fontana, che a distanza di anni dall’accaduto disse che gli era stato detto di rallentare Villeneuve in fase di doppiaggio qualora ve ne fosse stata la possibilità. Sull’accordo Williams-McLaren non abbiamo testimonianze, l’unica cosa che possiamo dirvi è che Villeneuve nella parte finale di gara, con Schumacher fuori, fece passare entrambe le McLaren senza rischiare nulla. Infine il “biscotto” più recente è quello del 2007, con Alonso che nell’ultima gara dell’anno prima provocò Hamilton, costringendolo all’errore, poi, nonostante fosse ancora in lizza per il titolo (con il secondo posto avrebbe vinto il mondiale) preferì tenere un’andatura lenta, favorendo le due Ferrari. Tutto questo per non far vincere il mondiale alla sua scuderia, la McLaren, accusata dallo stesso pilota spagnolo di favoritismo nei confronti di Hamilton.

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