Vela, anche una tempesta a rendere più spettacolare la Transat Jacques Vabre

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

 

class40-Mr-Bricolage-voile-transat-jacques-vabre-2013-departE pensare che la prestigiosa “Transat Jacques Vabre”, una delle più attese competizioni velistiche del mondo, che aveva preso il via lo scorso 25 ottobre da Le Havre, città e porto francese dell’Alta Normandia, era iniziata con condizioni metereologiche quasi ideali: cielo sereno, mare calmo, sole e vento appunto “mediterraneo”. La quiete, si direbbe, stavolta è arrivata prima della tempesta.  La tempesta che si è abbattuta in queste ultime ore sulla flotta della Transat Jacques Vabre, infatti, ha fatto danni. Otto imbarcazioni hanno dovuto lasciare. Arnaud Boissières e Stan Maslard sono stati gli ultimi a dover alzare bandiera bianca. La randa del loro Imoca 60, Le Bateau Des Metiers by Aerocampus, ha riportato ingenti danni e dopo aver fatto rotta su Les Sables d’Olonne, sono stati costretti al ritiro. Battuta d’arresto anche per Bastide-Otio di Kito de Pavant e Yann Régniau, dopo tre giorni assai difficili, tra avarie contrattempi vari, hanno deciso per il forfait a Cascais.  Sono in totale otto finora, quindi, gli abbandoni. Due nei Class 40s, uno nei Multi50, uno negli Ultime e quattro negli IMOCA. Ecco le imbarcazioni costrette a dare il triste addio: Maitre CoQ, Edmond de Rothschild , Prince de Bretagne, Team Concise, French Tech Rennes Saint-Malo, Safran, Bretagne-Crédit Mutuel e Le Bateau de Métiers Aerocampus. La “Transat Jacques Vabre” si conferma una delle gare più dure del mondo. Ma almeno ci sono buone notizie per l’unico italiano in gara: FenêtréA-Prysmian di Giancarlo Pedote ha superato indenne la difficile giornata di ieri l’altro, salendo nelle prime posizioni di classe Multi 50.  “Non abbiamo ancora iniziato a regatare –fa sapere il compagno di regata di Pedote,  Erwan Le Roux – , sappiamo di non aver navigato al meglio, ma per noi finora l’essenziale è stato di riuscire a conservare la barca in buono stato ed è ciò che continueremo a fare almeno fino a questa sera, quando le condizioni inizieranno a migliorare».

Quel sole che aveva  infatti scaldato velisti e pubblico nelle prime giornate di gara, ora, è un lontano ricordo. Le 42 imbarcazioni che, a fatica, avevano tagliato la linea per affrontare le 5400 miglia di Atlantico di questa regata nata nel 1993 e che da allora si disputa ogni due anni , ora sono nel pieno di una competizione lacerata dalle avverse condizioni meteo. Sono rimasti in 34. Per fortuna ora il vento è forte e lo spettacolo assicurato. Per i prossimi giorni le condizioni meteo dovrebbero tornare a essere quelle che caratterizzano di questa stagione la Manica e il Golfo di Biscaglia, i due passaggi obbligati prima del giro di boa a Capo Finisterre, a Nord della Penisola Iberica, per poi cominciare a scendere verso Sud, con gli Alisei che metteranno a dura prova i concorrenti prima di raggiungere l’Equatore.

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Si era partiti con  una flotta di 4 trimarani della classe Ultime, 20 monoscafi della classe IMOCA 60 piedi (18 metri), 4 trimarani dei Multi 50 (15 metri per 15 metri) e le 14 imbarcazioni della Class 40: i monoscafi di 12 metri. Una flotta che schiera tutti i grandi navigatori francesi, l’unico italiano, Giancarlo Pedote in coppia con il francese Erwan Le Roux, come detto, è sul Multi 50 FenêtréA Prysmian. La  Jacques Vabre, quest’anno, presenta anche molte novità tecniche. Prima fra tutte le moderne fattezze di IMOCA 60, disegnati dallo studio francese di Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot Prévost assieme a Guillaume Verdier, con le avveniristiche derive laterali a foil. Uno spettacolo davvero inedito: si tratta infatti della prima verifica in Oceano delle “ali” ricurve, rese famose dai trimarani della Coppa America di San Francisco.

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