Giochi Olimpici 2024, Roma è pronta?

Pubblicato il autore: Luca Prete


E’ stato presentato pochi giorni fa il logo relativo alla candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2024 raffigurante  il Colosseo avvolto dal Tricolore con all’interno un “accenno” di una pista di atletica.  L’impegno totale del Coni e di gran parte delle istituzioni in questa difficile sfida sembra essere ben presente così come un moderato ottimismo che la “città eterna” possa essere considerata almeno sulla carta una designazione forte.

Ma a parte i proclami fiduciosi da vertici sportivi italiani, bisogna chiedersi se Roma sia davvero pronta a ospitare una manifestazione del genere. La capitale italiana non ha mai brillato per efficienza organizzativa, complice un ritardo nello sviluppo di opere essenziali nel raggiungere gli standard europei. Le città che in passato hanno avuto la possibilità di essere sedi delle Olimpiadi, partivano da una posizione infrastrutturale più favorevole rispetto a Roma (ad eccezione di Barcellona probabilmente). Innanzitutto, reti metropolitane nettamente superiori come estensione e capillarità in grado di trasportare turisti e tifosi agevolmente ovunque. E proprio questo deve essere la vera sfida del comitato presieduto da Luca Cordero di Montezemolo nel rendere almeno credibile la candidatura della capitale ai Giochi Olimpici. Tutti sono concordi nel ritenere che la linea C debba essere prolungata (si parla sino alla Farnesina) e migliorati assolutamente i collegamenti con la periferia e con gli hotel presenti.  Un ammodernamento  profondo deve riguardare anche gli impianti sportivi soprattutto quelli dotati di piste di atletica (meno quelli che ospitano piscine, già migliorati nel 2009 in occasione dei tanto discussi Mondiali di Nuoto). Strutture che abitualmente sono luoghi di altre discipline (prime tra tutte il calcio) prestate molto raramente durante l’anno ad altre competizioni ma poco adatte a soddisfare pienamente l’appassionato (uno esempio è rappresentato dallo Stadio Olimpico con gli spalti troppo distanti). Da migliorare anche i luoghi che andranno ad accogliere gli atleti e le delegazioni provenienti da tutto il mondo.
Ma al di là delle migliorie importanti che qualunque tipo di servizio dovrebbe avere, una altra domanda da porci, e se l’Italia sia pronta anche sul piano sportivo.  Oltre alle discipline affidabili storiche, prime tra tutte la scherma ma anche il nuoto, in grado di garantire sempre una buona quantità di medaglie (tra cui diverse del materiale più pregiato), andrebbero supportate e incentivate altre che invece troppo spesso danno un contributo misero al medagliere azzurro. Viene in mente l’Atletica, che ad eccezione di qualche singolo (Gibilisco, Howe e in passato la May) e di Los Angeles ’84,  è sempre stata avara nel regalarci vittorie. E poi alcuni sport di squadra, prima tra tutte la pallavolo. Anche nei nostri periodi migliori (anni ’90), non siamo mai riusciti a trionfare con una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici (2 medaglie d’argento nel ’96 e 2004) e si sono viste prestazioni troppo spesso deludenti. Mediocre anche le prove offerte dalla nazionale di pallacanestro (con l’ultimo ottimo risultato, la seconda posizione, risalente al 2004) e da quella calcistica (il bronzo ad Atene), e che in passato è stata umiliata da compagini anni luce inferiori (come lo Zambia nell’88).
Concludendo, le Olimpiadi portano con sé una buona quantità di rischio in termini organizzativi-economici, soprattutto nel caso di una città come Roma e di una nazione come l’Italia ma è anche la vetrina internazionale per dimensioni e visibilità più importante che ci sia. Il realismo va ovviamente riportato e sottolineato ma parimenti l’eccessivo disfattismo deve aggirato e rimosso. Una manifestazione del genere può davvero rappresentare una rinascita per una intera nazione, come avvenne nel ’92 per Barcellona, prima di allora, con standard economici e infrastrutturali da Europa dell’Est e che adesso brilla per modernità ed efficienza.  La strada sino al 2017 è ancora lunga e se Roma vuole avere delle minime chance di spuntarla deve continuamente tenere la sua immagine più pulita e immacolata possibile comunicando all’estero almeno l’impegno di rimuovere le sue tipiche problematiche.

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