Ippica, al via le nuove regole

Pubblicato il autore: Michele Santoro

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Ippica, al via le nuove regole – L’ippica non lascia l’Italia. Uno degli sport d’elitè più amato e seguito nel Bel Paese, sarà protagonista anche nel 2016. Ma non è oro tutto quello che luccica. Il Comitato Ippico Nazionale, nato lo scorso 12 dicembre, costituito dalle categorie ippiche del galoppo e del trotto, dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori ippici e dalle società di corse che gestiscono gli ippodromi,  è riuscito, in pochissimo tempo, a scongiurare il pericolo tagli previsto nella legge di stabilità 2016, ed a mantenere in vita il movimento italiano. Nel frattempo però, alcune società rappresentanti del settore, come la Federippodromi, ente che gestisce le strutture sportive, ha abbandonato il comitato, non convinta del progetto.

Buone notizie giungono invece dalla Campania: la Ippodromi Partenopei è riuscità a strappare una proroga trimestrale per la gestione dello storico impianto di Agnano al Comune di Napoli, salvando non solo la disciplina, ma anche il lavoro di 76 dipendendi della struttura almeno fino a Marzo, nell’attesa che il Municipio avvii una gara d’appalto per la gestione temporanea dell’ippodromo.

Intanto, il MIPAAF, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha diramato i nuovi decreti ministeriali che rivoluzionano la struttura organizzativa dell’ippica italiana. Novità importanti sia nel trotto che nel galoppo: per quanto rigurda il primo, vengono eliminate le corse di “categoria”, le 31 delle 48 corse che dovevano essere declassate da “gruppo 2” a “gruppo 3”, rimangono al loro posto, mantenendo invariati i loro montepremi; infatti, sia la rassegna bolognese “Vittoria“, e quella milanese “Encat“, sono indicate ancora come gruppo 2, portando in dote, come vincita maggiore, i preventivati 45.100 euro, e non i temuti 18.700. Pericolo scampato quindi per gli Imprenditori Ippici Italiani, che avevano diffuso, forse in maniera un po’ troppo allarmistica, un comunicato stampa dai toni apprensivi. Gli stessi però, non si sono lamentati allo stesso modo per la mancanza in Italia di Gran Premi di gruppo 3. Nella riforma ministeriale non c’è neanche traccia dei campionati minori, che avrebbero dovuto rigurdare  tre fasce di trottatori: i 3 anni, i 4 anni e i 5 anni e oltre, che sarebbero andati a comporre proprio i GP “retrocessi”.

Il Ministero delle Politiche Agricole, Ambientali e Forestali ha anche diffuso i nuovi regolamenti per il Tris e per l’Ippica Nazionale; il dicastero di via XX Settembre, prima di dare mandato ai propri esperti in materia, aveva sollecitato gli stessi addetti ai lavori per consigli e suggerimenti, al fine di disegnare una nuova ippica più vicina ai bisogni e alle prerogative di chi svolge questo sport, ma alla deadline fissata, nessuna delle parti in causa ha presentato delle proposte serie e attuabili. Le novità più importanti rigurdano il TQQ, Tris-Quarté-Quinté, che partirà alle 18.30, con un numero minimo di 14 cavalli ai nastri di partenza. Fatta la legge, trovato l’inganno: si, proprio così, perchè la prima corsa della categoria del 2016 si svolgerà a Bologna, si partirà alle 18.00 e con solo 12 partecipanti. Il problema è sempre il solito: se l’Ippica italiana non è in grado di garantire determinati standard, è inutile porre invalicabili ostacoli. Anche i giorni in cui si tengono i TQQ sono variati: TQQ ordinari si disputeranno tra martedì, mercoledì, giovedì e sabato; eventuali TQQ straordinari solo la domenica.

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