Vela, Sydney-Hobart: trionfa Comanche

Pubblicato il autore: Michele Santoro

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Vela, Sydney-Hobart: trionfa Comanche – Il 100 piedi americano, Comanche, trionfa nelle acque australiane e si aggiudica la 71ma edizione della prestigiosa Sydney-Hobart, una delle regate velistiche più importanti al mondo. Il maxi yacht statunitense porta a casa una vittoria soffertissima, che rompe il digiuno a stelle e strisce nella competizione: l’ultimo team “yankee” che portò a casa il titolo fu Sayonara, nel 1998, ben diciassette anni fa.

Gli americani hanno chiuso la gara con un tempo di 2 giorni, 8 ore, 58 minuti e 30 secondi: tanto ha impiegato l’equipaggio per attraversare le 628 miglia che separano l’Australia dalla Tasmania. Il podio è stato completato dagli australiani di Ragamuffin 100, con un tempo di 2 giorni, 19 ore, 47 minuti, 30 secondi, e dall’altro team statunitende di Rambler 88 con un finale di 2 giorni, 19 ore, 51 minuti, 42 secondi. Bellissima figura per l’equipaggio italiano di Maserati guidato da Giovanni Soldini, che ha terminato la durissima traversata al quarto posto, in 2 giorni, 22 ore, 54 minuti, 33 secondi. Il Vor 70 capitanato dallo skipper milanese, e formato da un gruppo internazionale con gli italiani Guido Broggi, Matteo Ivaldi, Francesco Malingri, Corrado Rossignoli, Carlo Castellano; gli spagnoli Carlos Hernandez e Oliver Herrera; il monegasco Pierre Casiraghi; l’inglese Sam Goodchild; gli australiani Elizabeth “Liz” Wardley, Drew Mervyn Carruthers, Trevor Brown e il giornalista Nick Vindin, “ospite speciale”, ha tagliato il traguardo della Sydney-Hobart alle 11:54:33 locali, quando in Italia era notte fonda, all’ 1:54:33.

Un buon risultato per Soldini, non comunque paragonabile ai suoi grandi successi del passato, soprattutto le traversate in solitaria: vista comunque la difficile conformazione delle acque e del fondale marino, e considerato che un team italiano non ha mai vinto una Sydney-Hobart, appannaggio quasi sempre di squadre australiane e neozelandesi, si può parlare tranquillamente di eccellente piazzamento per tutto il movimento velistico italiano. Impresa che si fa ancora più eclatante se si pensa che ben 32 imbarcazioni hanno concluso anticipatamente la gara, tra le quali, l’australiana Wild Oats XI, vincitrice delle ultime tre edizioni, e trionfatrice già 8 volte di questa estenuante gara. Il 100 piedi americano, che poteva contare su un apparato tecnologico di ultimissima generazione, varato nell’ottobre del 2014, e di proprietà del magnate Jim Clark, dopo un avvio folgorante, ha perso terreno a causa di un’avaria al timone, che stava per inficiare la reputazione di barca più veloce al mondo; risolto il problema, i “Comanche“, la tribù di indiani americani da cui la barca ha preso il nome, hanno messo dietro tutti, recuperando velocemente dalla 35ma alla terza posizione, piazzando il sorpasso decisivo nelle ultime sedici ore di navigazione, e poi guadagnando un alto margine di sicurezza sulle inseguitrici. Lo skipper americano Ken Read ha dimostrato, ancora una volta, grande esperienza e maggiore maturità nella gestione del team, resistendo ai 40 nodi, in media, di velocià del vento, alle onde gigantesche, che in alcuni punti hanno raggiunto gli 88 metri di altezza, e al percorso, più adatto ad una simulazione bellica che ad una delle più eleganti regate velistiche. Al traguardo premiata Kristy Hinze-Clark, modella australiana e moglie del proprietario dell’imbarcazione, prima donna a vincere una Sydney-Hobart con un team di sua proprietà. Appuntamento al prossimo anno, dove Comanche vorrà fare ancora la voce grossa.

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