Le Olimpiadi verdi e low cost di Malagò

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

malagò

Ormai si è entrati nella fase calda della competizione e questo lo sa bene Giovanni Malagò, presidente del Coni di lungo corso. L’obiettivo è sempre lo stesso, così come le date, ovvero quello di aggiudicarsi l’assegnazione dell’organizzazione delle Olimpiadi del 2024. Il giorno è l’undici settembre del 2017, il luogo è lontano ed affascinante, ovvero Lima, la capitale del Perù. Li infatti si terrà il congresso del Cio dove sarà decisa quale la quattro città in lizza sarà scelta per ospitare la competizione dei cinque cerchi. Oltre a Roma in lizza ci sono pure Parigi e Budapest, con Los Angeles unica outsider al di fuori del vecchio continente. Tra le città manca la quinta che era stata designata, Amburgo, che però ha rinunciato dopo che i cittadini del grande centro del nord della Germania con un referendum, in data 29 novembre 2015, per il 51,6% hanno detto no alla possibilità di ospitare la competizione iridata. Così il sindaco di Amburgo è stato costretto a ritirare la candidatura. Visto l’esito della consultazione popolare il primo cittadino di Budapest si è subito affrettato a togliere dall’agenda politica la possibilità di fare un referendum anche nella capitale magiara, scatenando le ire dei comitati promotori. A dire il vero anche a Roma c’è chi ha proposto un referundum, ovvero i radicali e Stefano Fassina, candidato per Sinistra Italiana al Campidoglio, ma subito anche qui la cosa è stata cestinata, con l’ipotesi che è stata cercare di far passare il più possibile nel silenzio per non mostrare che anche in Italia ci possa essere un fronte contrario.

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Il piano definitivo

Forse questa è una delle poche occasioni dove quasi la totalità del mondo politico e istituzionale si compatta fortemente verso un obiettivo. A memoria non si ricordano altre situazioni simili. L’Italia vuole fortemente queste Olimpiadi, sognando di fare una accoppiata clamorosa visto che nel 2025 si terrà anche il Giubileo, ovvero una occasione unica per mettere a nuovo Roma e rilanciare occupazione ed economia. Queste naturalmente sono le buone inteenzioni, poi naturalmente c’è il discorso dei grandi interessi economici, visto la pioddi di milioni di Euro che pioverebbero su una città e un sistema politico ed imprenditoriale che negli ultimi anni hanno dimostrato di essere tutt’altro che senza macchia. Ma tralasciando quel che potrebbe essere e dietrologie economiche ecco che si avvicina un’altra importante data per Roma, ovvero quella del 17 febbraio. Questo infatti è il giorno in cui il Comitato Promotore, presieduto niente di meno che da Luca Cordero di Montezemolo, altra spia che se si muove un personaggio del suo calibro le chance ci sono, assieme al Presidente del Coni Giovanni Malagò si recheranno a Losanna per presentare il piano definitivo economico e strutturale della candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024.

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Olimpiade low cost e fortemente ecologica

Fin da subito la candidatura di Roma aveva suscitato consensi per un aspetto non di poco conto : la presenza in città della quasi totalità degli impianti necessari, che naturalmente andrebbero ammodernati e non costruiti ex novo. Una peculiarità che ha portato la capitale a recuperare terreno di fronte la grande favorita Parigi, che al momento non dorme più sonni tanto tranquilli come mesi fa. Forte di questo aspetto Malagò punta proprio su questi temi, sottolineando come il piano sarà quello più low cost della storia delle Olimpiadi, che sono la base del dossier che verrà presentato a Losanna al Cio il prossimo 17 febbraio : ” Noi utilizzeremo circa i due terzi di quanto già realizzato. Non solo gli impianti sportivi ma anche i padiglioni alla Fiera di Roma fanno parte del già costruito: è lì che si terranno tra gli altri scherma, lotta, judo, sollevamento pesi. Non faremo niente di più e di diverso di quel che può servire alla città“.

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