Olimpiadi di Rio 2016: i sogni di 5 paraolimpici

Pubblicato il autore: Jessica C Segui

Rio.t11Nessun sogno è impossibile se si ha la costanza e la voglia di raggiungerlo. E’ quello che pensano cinque atleti in vista delle prossime Olimpiadi di Rio 2016. E non sono persone qualunque, sono i paraolimpici.

La BBC Sport li ha intervistati chiedendo loro quali fossero gli obiettivi e le speranze per le Olimpiadi.

Aled Davies: 24enne, oro nel 2012 e due volte campione del mondo nel lancio del peso. E’ nato senza perone alla gamba destra. Vincitore della medaglia d’oro agli Europei e argento ai giochi di Commonwealth nel 2014.

Sei emozionato per le Olimpiadi di Rio?
“Spaventa che sono così vicine. Non mi sono posto degli obiettivi. Sono detentore del record mondiale e numero uno nel mondo perciò le aspettative ci sono sempre. Ho già vinto l’oro Paraolimpico, non voglio altri colori”.

Il pubblico cosa ne pensa? “Non si prendono mai troppo tempo a capire la disabilità delle persone. Vedono correre una persona “solo” 11 secondi per 100 metri e lo dimenticano, non realizzano che certi atleti hanno solo metà parte del corpo funzionante”.

Cosa deve succedere? “Le persone devono avere la mente più aperta, quando realizzano che qualcuno ha realizzato un traguardo e capiscono la disabilità scendono dalle nuvole. Ma credo che noi veniamo notati solo quando iniziamo a correre, saltare come gente normale”.

E tu? “Ho sempre voluto essere considerato come un pilota d’ elite. E desidero che ogni atleta paraolimpico sia visto allo stesso modo di un atleta senza disabilità. I miei risultati sono gli stessi di un campione olimpico, ma difficilmente si sa chi sono”.

 

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Hannah Cockroft: 23 anni, gareggia con la sedia a rotelle. E’ nata con una paralisi cerebrale. Ha vinto due volte l’ oro a Londra, è tre volte campionessa dei 100 metri, detentrice del record nei 200, 400 e 800 metri. Negli ultimi campionati del mondo ha vinto tre ori.

Sei emozionata per Rio? “Sono un pò terrorizzata. Il 2016 sarà molto diverso dal 2012. Non ci saranno aspettative su di me come allora. Avevo 20 anni. Ora ci sarà molta più pressione su di me Ma noi siamo lì non solo per correre o fare un lavoro ma per dimostrare alla gente che tutto è possibile e per fargli credere che possono riuscire anche loro. Quando ho iniziato a 15 anni, era difficile trovare un club, ora è più facile”.

Ti senti un’ispirazione? “Suona strano quando la gente mi chiama così. Credo solo di essere fortunata, alcune persone odiano il loro lavoro. Io credo che quello che faccio sia un privilegio. Sono solo una normale ragazza di 23 anni che fa un lavoro fantastico. Se questa è ispirazione, ok ma non credo che lo sia”.

 

Will Bayley : campione europeo di tennis da tavolo che ha vinto una medaglia d’argento a Londra 2012 e attualmente è classificato come il numero uno. Il 27enne è nato con una artrogriposi che affligge tutti e quattro gli arti e inoltre da bambino ha lottato contro il cancro.

“Penso alle Olimpiadi di Rio da quando sono finiti i Giochi di Londra nel 2012. Non c’è niente come i giochi paraolimpici per me. Il modo in cui la gente ci ha supportato a Londra è stato speciale, unico. A Beijing nel 2008 non era lo stesso”. 

Pensi che il pubblico abbia cambiato atteggiamento? “Molte persone pensano che quello che faccio sia un hobby. E’ abbastanza triste e anche frustrante. Non voglio dire che siano cattivi ma alcuni della mia famiglia, della vecchia generazione me l’hanno detto”. 

Cosa ti da motivazione? “Voglio solo essere riconosciuto come un campione del mondo non come una persona che ha superato una disabilità. Sono un bravo giocatore di tennis da tavolo e voglio essere ricordato per questo, non solo per uno storpio. Non sono stupido, conosco gente che apprezza quello che faccio ma molti non capiscono il grande lavoro che c’è dietro”.

 

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Jordanne Whiley : giocatrice di tennis costretta alla sedia e arotelle che ha vinto tutti e quattro i doppi ai Grand Slams nel 2014 e che ha vinto il titolo nel 2015. La 23enne, che ha ottenuto il bronzo a Londra 2012 ha un’osteogenesi imperfetta.

“Fa abbastanza paura che le Olimpiadi di Rio siano così vicine. Ma ho avuto una buona annata. Londra ha cambiato completamente l’opinione della gente sullo sport paraolimpico. Abbiamo avuto tanto supporto dalla gente, più copertura mediatica e sponsor”.

Londra ha ispirato? “Ho conosciuto un bambino che mi guardava alla televisione e ha iniziato a giocare a tennis sulla sedia a rotelle. In America ho conosciuto un bambino che aveva la mia stessa disabilità. Mi ha detto che ha iniziato a giocare perchè mi seguiva. Io voglio ispirare la gente, voglio essere la migliore in quello che faccio perchè amo il mio sport e desidero che anche gli altri lo amino. So che può cambiare delle vite”.

C’è qualcosa di negativo? Qualche adulto mi ha detto che non sapevano che si poteva giocare a tennis sulla sedia a rotelle. Non è uno sport comune a tutti. Se la gente non sa di cosa si tratta e non conosce me, è difficile ricevere sponsor”.

 

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Hannah Russell: 19 anni, nuotatrice ipovedente ha registrato numerosi record ed è diventata campionessa del mondo dopo Londra 2012. Nelle ultime Paraolimpiadi ha vinto un argento, e due bronzi. Inoltre ottenne l’oro agli Europei.

“Non vedo l’ora di iniziare, è uno dei miei sogni da quando ero piccola. Non vedo l’ora di vedere cosa succede. Mi piacerebbe vincere l’oro; sono già campionessa del mondo ed europea. Raggiungere quel risultato sarebbe la ciliegina sulla torta”.

Cos’ ha significato per te Londra? “Londra è qualcosa che mi rimarrà dentro per sempre. Niente potrà eguagliarlo. Ma so che Rio organizzerà un grande show sia per il paese che per il mondo intero. Non vedo l’ora di vedere cosa producono. Ricordo che alcune persone mi dissero che si erano divertiti di più con le Paraolimpiadi che le Olimpiadi. Un bambino mi venne incontro e mi disse: ‘Wow!”.

 

 

 

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