Dopo l’incidente, Muller esce dall’ospedale

Pubblicato il autore: @lorenzo_v_81 Segui

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Sono passate soltanto sei settimane dall’impatto dell’alteta 23enne austriaco Lukas Muller sulle nevi del Kulm di Bad Mitterndorf durante una gara di salto con gli sci che gli ha causato la frattura della sesta e settima vertebra cervicale nonchè una paralisi incompleta, ma adesso il giovane saltatore ha lasciato l’ospedale in cui era ricoverato per proseguire la riabilitazione a Bad Häring. Difficile dimenticare un trauma di questa portata che condizionerà per sempre la vita di Muller, anche se la pericolosità di uno spor come il salto con gli sci è ormai nota. “Ho fatto dei buoni progressi – ha raccontato in una conferenza stampa molto affollata – Da circa tre settimane riesco a muovere un dito del piede ed in questo momento è un risultato enorme”. Altro successo è stato proprio quello di presentarsi alla stessa conferenza con la sedia a rotelle senza l’aiuto di nessuno: “Al momento sono in grado di alzarmi e spostarmi sulla sedia a rotelle” ha proseguito Müller che ha ribatido la crescita derivata dalle diverse terapie svolte in una camera di pressione subito dopo il primo intervento chirurgico: “Si tratta di un processo terapeutico sperimentale con una cosiddetta terapia con ossigeno iperbarico”. Per una persona in queste condizioni con la paralisi dalla settima vertebra cervicale in giù, l’obiettivo da raggiungere è molto ambizioso: “Il mio obiettivo è di rimettermi in piedi” ha detto l’austriaco con un filo di commozione ma anche determinazione, gli stessi sentimenti con i quali prova a tornare indietro con la memoria e rivivere in maniera dolorosa gli attimi della caduta durante la quale è rimasto sempre vigile:”Dopo essere caduto sulla neve ho subito percepito che i miei piedi non reagivano più. Ma non ho mai perso conoscenza”. Come spesso succede in queste situazioni l’occhio accusatore è caduto sulle condizioni di sicurezza, spesso scarse e approssimative, cui gli atleti devono ahiloro far fronte durante le diverse specialità che si svolgono sulla neve, dagli sci, allo snowboard passando per lo slittino fino arrivare appunto ai salti: “La mia caduta può essere attributa alle mie scarpe, troppo larghe” sono le parole di Muller, francamente però poco convinte. Parole convinte che però arrivano sul suo futuro al momento indecifrabile, ma che potrebbe diventare più chiaro a partire dalle prossime settimane: “Il fatto di poter tornare a saltare su un trampolino un giorno è un pensiero utopico ma se un giorno riavrò la possibilità di saltare lo farò”. Questa convinzione però non sembra averla troppo forte la federazione austriaca che ha aperto una raccolta fondi per aiutare il 23enne austriaco a sostenere le pesanti spese per riabilitazione e visite all’indirizzo www.staystronglukas.com. L’atleta ha poi lasciato un post sulla sua pagina Facebook con una foto assieme ai familiari:”

“Cari amici!

Lentamente, ma costantemente, sto recuperando la salute. Quindi per me è finalmente possibile salutarvi. Il vostro supporto, migliaia di post e messaggi privati, non solo mi hanno completamente sopraffatto, ma mi hanno anchedato la motivazione per ricominciare il più presto possibile la mia riabilitazione. Vi ringrazio moltissimo!

Al momento, mi sento bene. Certo, non possono muoverere completamente le mie gambe, ma c’è una sorta di sensibilità residuale. Questo significa cheposso sentire i contatti con l’area paralizzata e che il mio corpo ne ha coscienza.

Le mie braccia sono sane, mi manca solo un po’ di forza. Sto facendo terapia giornaliera con i medici e sono già uscito a all’esterno un paio di volte. È stata una grandissima sensazione tornare a respirare dell’aria fresca. All’improvvisoobiettivi e visioni più semplici del successo sportivo acquistano importanza, anche se si tratta solo di sentirsi liberi da capogiri e vertigini.

Spero che continuiate a supportarmi in questa maniera amorevole e ipnotizzante. Siete la principale fonte per recuperare tutta la mia forza vitale.

Vi sono molto grato e vi auguro il meglio dall’ospedale di Graz!”

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