Roma 2024 low cost, sorgono i primi dubbi

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla Segui

roma 2024

Cala il sipario sul dossier che il Comitato Roma 2024 ha presentato a Lugano agli organi del Cio. Ieri mattina in una cerimonia dove nulla è stato lasciato al caso al Palacongressi all’Eur  infatti è stato svelato il piano economico per le Olimpiadi che la capitale vorrebbe ospitare tra otto anni, dove sono state confermate le intenzioni della vigilia circa una tendenza al risparmio. Il budget previsto infatti dovrebbe aggirarsi sui 5,3 miliardi di Euro, una somma sicuramente bassa per una mnaifestazione di quella portata. Piatto forte della proposta romana è sicuramente il basso impatto di nuove costruzioni visto che la città già possiede una gran parte delle strutture necessarie che necessiterebbero solo di un restyling. Nel dettaglio sarebbero 2,1 i miliardi di Euro necessari per ristrutturare o costruire ex novo gli impianti permanenti ( tra cui pesa soprattutto il villaggio olimpico che sorgerebbe a Tor Vergata), mentre i rimanenti 3,1 miliardi sarebbero per opere temporanee oltre che per l’organizzazione dei giochi iridati. I benefit che ricadrebero sulla città secondo il Comitato Olimpico sarebbero ingenti, da una crescita del 0,4 % del Pil alla creazione di 177.000 posti di lavoro negli anni precedenti alle Olimpiadi, e di 90.000 nel decennio successivo al 2024. Tutto questo per il Presidente del Comitato Luca Cordero di Montezemolo e il presidente del Coni Giovanni Malagò, sarebbe una straordinaria occasione per il paese di crescita con la speranza di bissare il successo per l’Expo milanese dello scorso anno.

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Il Comitato Roma 2024 ha quindi mantenuto fede all’idea di proporre una Olimpiade low cost, ma i dubbi circa il fatto che 5,3 miliardi possano essere sufficienti serpeggiano in molti. Ad avanzare perplessità per primo è stato il Fatto Quotidiano che, intervistando il docente della Bocconi ed economista Roberto Perotti, ha pubblicato che in realtà i costi totali per i giochi potrebbero essere ben maggiori da quelli paventati. Nel conto infatti secondo l’economista macherebbero le spese per tutte quelle infrastrutture, come lavori per metropolitane o aeroporti, necessarie oltre alle spese per il turismo. Sempre nell’intervista poi si fa notare che il progetto per le Olimpiadi del 2020, dove la candidatura di Roma fu bocciata dall’allora Governo Monti con i 13 miliardi (totali) di Euro necessari giudicati troppi per le deficitarie casse italiane, prevedeva lo stesso esborso, 5,3 miliardi appunto, per le spese di base mentre a fare la differenza sarebbero proprio tutte quelle voci che mancherebbero nel dossier di Roma 2024. Alla fine quindi il conto finale sarebbe più salato, visto che inevitabilmente andrebbero fatto lavori funzionali nella città funzionali allo svolgimento dei giochi iridati.

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Ma anche in rete tra i cittadini comuni sono tanti i dubbi. I parallelismi con i Mondiali di Calcio del 1990 e quelli di Nuoto del 2009 sono stati tanti. I romani infatti ricordano bene i ritardi e gli scandali legati alla manifestazione mondiale di nuoto di sette anni fa, mentre di Italia ’90 purtroppo si ricorda tutta la nazione. In molti fanno notare come anche in occasione della massima competizione calcistica ospitata dal bel paese a capo del Comitato ci fosse Luca Cordero di Montezemolo, e che i costi poi furoo ingenti, tra spreghi e cattedrali del deserto, tanto che ancora oggi viene pagato il conto di quel grande sperpero di denaro pubblico. Al Comitato Olimpico Roma 2024, e anche al Governo renzi che ha da sempre sostenuto la candidatura, spetta di fare immediata chiarezza circa gli effettivi costi reali se la capitale dovesse riuscire ad aggiudicarsi l’organizzazione dei giochi ridiati.

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