Studio e sport, programma del MIUR per agevolare i giovani atleti

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Studio e sport, il MIUR lancia un programma sperimentale

(fonte MIUR)

Studiare e praticare sport ad alto livello, il modello americano resta lontano anni luce ma il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) prova a incentivare il connubio studio e sport lanciando un programma sperimentale che concili la vita da studente con quella di atleta.

Studio e sport, il programma del MIUR si rivolge ai ragazzi delle scuole secondarie di II grado che praticano attività sportiva di alto livello: l’obiettivo è consentire ai giovani di inseguire il loro sogno senza dover rinunciare allo studio. Si parte inizialmente con 1.342 studenti appartenenti alle categorie giovanili Allievi e Primavera della Lega Serie A, di cui 326 con contratto professionistico e 13 già esordienti nel massimo campionato. Per loro niente più lezioni perse a causa di gare e allenamenti: grazie a soluzioni didattiche ad hoc e all’uso della tecnologia potranno infatti stare al passo con la loro classe.

Leggi anche:  Mercato NBA Harrell: "Lakers mi hanno voluto, Clippers no"

Il programma, in attuazione di quanto previsto dalla legge “Buona Scuola” in materia di diritto allo studio degli studenti-atleti, è realizzato dal MIUR in collaborazione con il CONI, il CIP (Comitato italiano paralimpico) e la Lega Serie A. L’iniziativa è stata presentata dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, dal sottosegretario Gabriele Toccafondi, dal presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta e dal presidente del CONI Giovanni Malagò. A portare la propria testimonianza di studenti-atleti sono stati il portiere della Juventus Emil Audero, che frequenta l’ultimo anno di Liceo scientifico («Le lunghe assenze mi penalizzano più di ogni altra cosa» ha raccontato l’estremo difensore spesso al seguito dei bianconeri di Massimiliano Allegri) e il centrocampista della Lazio e della Nazionale Under 21 Danilo Cataldi, che ha lasciato la scuola al terzo anno del Liceo scientifico («Nell’affrontare i due impegni, sport e scuola, le problematiche erano tante. Ora spero di riprendere e finire gli studi grazie a questo programma»). Ma non solo calcio. A raccontare la propria esperienza anche la campionessa di nuoto Simona Quadarella (oro ai Giochi olimpici giovanili; doppio oro agli Europei Juniores; oro e argento ai Mondiali Juniores), al quarto anno del Liceo scientifico («Difficile rimanere concentrati in classe e poi fare gli allenamenti, magari in vista di una gara»). Tra i testimonial del programma studio e sport  del MIUR anche Andrea Lucchetta, il campione mondiale di pallavolo che è riuscito a diplomarsi ma «mai a laurearmi in Ingegneria elettronica come avrei voluto».

Leggi anche:  Daniele Nardello: "Prenderei subito Aru"

Nel concreto gli studenti-atleti non avranno “sconti” sui programmi di studio, che saranno uguali a quelli dei loro compagni, ma potranno seguire le lezioni tramite una piattaforma web conciliandole con gli impegni sportivi; sempre attraverso questa piattaforma potranno dialogare e interagire con i docenti o con i compagni e avranno a disposizione tutti i materiali didattici. Ad affiancare ciascuno studente ci saranno poi due tutor: uno scolastico e uno sportivo. Le attività di e-learning (documentate e certificate dal Consiglio di classe) potranno essere equiparate ai fini della valutazione a quelle svolte in presenza per una quota massima del 25% del monte orario annuale. Le verifiche, sia orali che scritte, valide anche ai fini della ammissione alla classe successiva, non potranno essere effettuate tramite la piattaforma digitale.

  •   
  •  
  •  
  •