Super Bowl 2016, attesi 190 milioni di spettatori. Sfida a colpi di spot

Pubblicato il autore: Giovanni Cardarello Segui

Super Bowl 2016E’ iniziato il conto alla rovescia per il Super Bowl 2016, la finalissima del campionato americano di football di domenica 7 febbraio. Per il più grande appuntamento sportivo dell’anno sono previsti ascolti record: si stima che 189 milioni di americani resteranno incollati agli schermi TV nelle loro case o in quelle degli amici per vedere la sfida tra i Denver Broncos e i Carolina Panthers.

MARKETING A colpi di telecomando, fiumi di birra e chilogrammi di ali di pollo e patatine, gli spettatori si riuniranno non solo per lo sport ma anche (e in alcuni casi soprattutto) per gli spot che animeranno l’evento trasmesso sull’emittente Cbs. Il Super Bowl, giunto quest’anno alla 50° edizione, è infatti l’evento promozionale più importante dell’anno in America, un banco di prova fondamentale per gli spot di una quarantina di aziende. Per convincere i milioni di spettatori a consumare i loro prodotti, quelle aziende sono disposte a sborsare fino a 5 milioni di dollari in cambio di 30 secondi di visibilità durante la serata. La cifra era in media di 2,5 milioni di dollari dieci anni fa. Il fatto che sia lievitata dimostra come l’evento sia cruciale nelle strategie di marketing di un gruppo. E quest’anno ancora di più. L’emittente Cbs domenica trasmetterà gli spot pubblicitari e la sfida tra i Denver Broncos e i Carolina Panthers per la prima volta anche in livestreaming e attraverso servizi come Apple TV e Roku. La speranza degli inserzionisti è che lunedì mattina, quando l’America si sveglierà, i loro video siano tra quelli di cui tutti parleranno, preferibilmente in modo positivo. Il tam tam è già iniziato visto che, come ormai da tradizione, alcuni inserzionisti hanno già fatto circolare online i loro spot in anticipazione del grande appuntamento. D’altra parte secondo il gruppo di software Adobe, i marchi che faranno pubblicità durante il Super Bowl aumenteranno il traffico sui propri siti online del 60%: un incremento che potrebbe durare sino a tre settimane dopo la partita. La sfida non è solo tra spot ma anche tra le piattaforme scelte dagli inserzionisti per visualizzare i loro video.

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SFIDA A COLPI DI SOCIAL Per il Super Bowl le aziende si sono storicamente rivolte a YouTube (parte di Google): ma la concorrenza da parte di Facebook sta crescendo. Il social network (su cui gli utenti guardano circa 100 milioni di ore di video al giorno) afferma che gli spot che finiscono sul suo sito sono complementari alle campagne televisive, riuscendo a prendere di mira in modo preciso gli utenti che usano Facebook sui dispositivi mobili. Dal canto suo la controllata di Alphabet sostiene che chi mette i propri spot sulla sua piattaforma prima del Super Bowl registra il doppio delle visualizzazioni e il triplo delle condivisioni sui social rispetto a chi aspetta la finale di campionato per divulgare i propri spot. L’idea è sempre più quella di intavolare una conversazione con il consumatore. La partita di domenica porterà per esempio alla decima e ultima puntata di “Crash the Super Bowl“, il concorso annuale di Doritos che invita i fan a realizzare il proprio spot Super Bowl per le patatine. Sarà sostituito da “Legion of the Bold“, un altro programma che incita i fan a creare spot Doritos durante tutto l’anno. Dal canto suo Pepsi (nell’ultimo decennio ha investito nel Super Bowl 172 milioni di dollari) manderà in onda due spot (uno per la bibita concorrente della Coca Cola e un altro per il drink Mountain Dew Kickstart) e sponsorizzerà lo show di metà evento con Beyoncè e i Coldplay. È la seconda volta che l’americana “Queen B” si esibisce durante l’halftime show del Super Bowl: la prima era stata nel 2013, e in quell’occasione l’avevano raggiunta sul palco le amiche Kelly Rowland e Michelle Williams, che con lei un tempo formavano la band Destiny’s Child. E con la band inglese Beyoncè punta a superare il record messo a segno lo scorso anno dalla performance di Katy Perry: con 118 milioni di spettatori, il suo halftime show fu il più visto nell’intera storia del Super Bowl.

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Intanto il popolo della rete sta già discutendo su alcuni spot. C’è quello di Heinz, in cui decine di cani bassotti con un costumino che li fa sembrare degli hot dog corrono verso un gruppetto di uomini e donne travestiti da bottiglie di ketchup e senape, dando vita all’hot dog perfetto. C’è quello della casa automobilistica tedesca Audi, in cui un anziano ex astronauta ormai annoiato dalla vita si mette alla guida dell’Audi R8 e ritrova emozioni che credeva perdute (il tutto sulle note di “Starman” di David Bowie). La sudcoreana Kia ha scelto l’attore Christopher Walken per convincere un certo Joe a rendere più eccitante la sua vita mettendo le mani sul volante di una auto Optima. Il marchio di birra Budweiser si è affidato invece all’attrice inglese premio Oscar Helen Mirren, che snocciola una serie di parole diverse (varie sfumature gergali della parola “idiota”) per scoraggiare la guida quando si è ubriachi. La parola ora passa ai consumatori. Sta a loro decretare lo spot vincitore del Super Bowl.

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