Canoa slalom, azzurri in Brasile. Molmenti: «Carico come una molla. Il virus Zika…»

Pubblicato il autore: Giacomo Garbisa Segui
Molmenti d'argento agli Australian Open

Daniele Molmenti in gara a Penrith (fonte federcanoa.it)

Dall’Australia al Brasile, gli azzurri della canoa slalom continuano la preparazione in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Dopo i mesi di lavoro in Oceania, culminati nelle gare dell’Australian Open e degli Oceania Championships, gli atleti italiani si sono trasferiti in Sud America dove, fino al 20 marzo, scenderanno in acqua nel canale dove si disputeranno i giochi olimpici. Daniele Molmenti, Giovanni de Gennaro, Zeno Ivaldi, Stefanie Horn e Clara Giai Pron pagaieranno nelle acque sudamericane con l’obiettivo di prendere ulteriore confidenza con la realtà brasiliana.

Per Rio l’Italia ha già qualificato il K1 maschile e il K1 femminile, situazione diversa per il settore canadese che si ritroverà a Ivrea, sul canale che ospiterà la prima prova di coppa del mondo 2016, per il raduno in programma dal 13 al 22 marzo.

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Sulle aspettative olimpiche dell’Italia, il campione olimpico Daniele Molmenti, oro a Londra 2012, ha rilasciato un’intervista al canale ufficiale della FICK (Federazione Italiana Canoa e Kayak).

Cosa ti aspetti da questo raduno?
«Risposte positive. Sono calato 5 chilogrammi dal raduno di dicembre e con la barca ho capito alcune accortezze che mi erano sfuggite. Voglio andare a Rio per avere belle sensazioni e caricarmi come una molla pronta a saltare verso nuove vittorie».

A metà marzo il rientro in Italia in vista delle selezioni primaverili verso Rio: come precede la preparazione?
«E’ da Natale che sono fuori dall’Italia, un impegno non da poco. Però è l’anno dove i sacrifici vengono sommersi dalla voglia di un bis storico, dove l’impegno non deve cedere e anzi bisogna dare qualcosa in più per mettere ancora la canoa prima degli altri. Al momento sono in forma, stanco per il lungo periodo di carico ma dopo il raduno di Rio mi aspetto una super compensazione che mi porterà a livelli di forma del 2012. Lo spero tanto perché sto lavorando davvero sodo».

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Rio, virus Zika e cibo esotico: quanta paura c’è nell’ambiente degli atleti?
«Un tecnico brasiliano è stato una settimana a letto senza poter far altro, ma poi passa. Ci sono febbri più pericolose e penso che se ci fosse davvero un rischio importante, la federazione e il CONI sicuramente non esporrebbero gli atleti in un periodo così vicino alla stagione agonistica».

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