C’è l’Hockey Milano e c’è la Saima

Pubblicato il autore: Gianluca Pirovano Segui

Il Milano esce sconfitto dal ghiaccio della Wurth Arena e saluta definitivamente la stagione. Le oche atesine si impongono 2-1 con le reti di Peiti e Simonazzi (di Borghi il momentaneo pareggio ospite) e aspettano l’esito della serie tra Merano e Fiemme (2-1 Merano dopo il 9-2 di gara 3) per conoscere l’altra semifinalista.
Non è stato un brutto Milano quello visto sul ghiaccio ma l’impressione costante durante tutta la serie è stata confermata anche stasera. Un’Egna nettamente superiore capace di gestire le sfuriate rossoblu e colpire ogni qualvolta decideva di aumentare il ritmo.

Ecco il tabellino:

HC Egna Riwega-Hockey Milano Rossoblu (1-1;0-0;1-0)
Marcatori: 1-0 Peiti (sup. numerica) (Gabri) 7:29, 1-1 Borghi (inf. numerica)(Perna) 18:25, 2-1 Simonazzi (Zambaldi, Steiner) 3:52.
Arbitro: Patrick Gruber
Giudici di linea: Mirjam Gruber, Manuel Manfroi

(fonte hc-neumarkt.com)

(fonte hc-neumarkt.com)

La domanda da porsi però, il giorno dopo, è una soltanto: a cosa è servita questa stagione al Milano?

I numeri- Che fare hockey a Milano non sia storicamente facile lo dimostra la storia che tra un successo e l’altro ha conosciuto crolli clamorosi. Ad ogni crollo però è sempre seguita una rinascita, a volte lenta, a volte improvvisa.
Mai però si era assistito ad una stagione così anonima sul ghiaccio meneghino.
Sia chiaro, i numeri in sé, visti anche i presupposti di inizio stagione, non sono del tutto negativi.
Settimo posto nella stagione regolare. 58 punti totali, frutto di 19 vittorie ed 11 sconfitte, di cui una ai rigori, che sono valsi la qualificazione ai playoff.
148 gol fatti, 100 subiti. Marcello Borghi miglior attaccante della stagione regolare con 72 punti (28 reti, 44 assist) e un Dominic Perna che ha giocato un ruolo fondamentale nei meccanismi della squadra di Da Rin (66 punti in 25 gare giocate).
1645 la media spettatori fra campionato e l’unica gara playoff. Numeri che rendono il Milano la squadra più seguita dell’intero panorama hockeistico italiano.
Numeri che reggono anche il confronto con la passata stagione quando la media spettatori era stata di 1865.

(fonte curvadelmilano.com)

(fonte curvadelmilano.com)

I problemi- La frattura però è più profonda e va aldilà dei freddi numeri.
Esiste una spaccatura interna al mondo Saima che è nata all’alba di questa stagione.
In tanti infatti non hanno mai digerito l’auto retrocessione in serie B decisa dal presidente Ico Migliore ma sopratutto non hanno digerito la comunicazione avvenuta a sorpresa con un comunicato ufficiale notturno.
In tanti non hanno digerito nemmeno la mancanza di certezze future. Il programma presentato dalla società non poggia su basi solide e somiglia più ad un’accozzaglia di idee per tenere buona la piazza.
E se la Curva del Milano ha deciso di sostenere la squadra, mettendo l’attaccamento ai colori di fronte alle attuali difficoltà societarie, tanti tifosi, più o meno storici, hanno boicottato l’Agorà per tutta la stagione.
Sembrerà banale, anche di fronte ai numeri analizzati prima, ma non lo è.
La Saima a Milano, e chiunque ne sia entrato in contatto anche solo minimamente lo sa, rappresenta qualcosa di più di una semplice squadra di hockey. Rappresenta uno spirito, una storia, un legame che parte dal ghiaccio del Piranesi e arriva fino ad oggi. E questo spirito, questa storia, questo legame, ha sempre avuto le proprie radici nell’unione del suo popolo.
In qualsiasi caso l’hockey a Milano, anche nel suo peggior momento, è sempre ripartito dal legame indissolubile fra la propria gente e l’identità comune racchiusa dietro la parola Saima.
Ma questo legame, proprio quest’anno, sembra essere venuto meno.
Ed è forse la prima volta nella storia.
La speranza è che questa stagione sia solo di passaggio anche se le nubi che si addensano sopra via dei Ciclamini non promettono nulla di buono.
Di certo c’è che a Milano l’hockey non morirà mai e, almeno per ora, bisogna farsi bastare questo.

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