Intervista a Libertini, come trasmettere emozioni

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

libertiniPaolo Meitre Libertini è un noto fotografo sportivo. In pochi anni è diventato un professionista di fama mondiale, ecco il testo di una bellissima intervista presa dal sito atleticaleggera.org.
Libertini è specializzato negli eventi outdoor, i suoi scatti sono vere e proprie opere d’arte.

Una domanda per rompere il ghiaccio: com’è iniziata la tua passione per lo sport e per la fotografia sportiva?
La fotografia è da sempre il mio hobby e la mia passione più grande, mi sono avvicinato dapprima da semplice curioso. Ho debuttato in alcune gare del campionato regionale ma dopo due gare considerate più commerciali, sono stato dirottato sul campionato mondiale. Quando alla terza uscita ho visto una mia fotografia stampata sulla copertina leader del settore, ho capito che forse non ero poi così scarso.

Quali sono le maggiori difficoltà di questo mestiere?
Attualmente le maggiori difficoltà sono legate al mercato ed alla fortissima concorrenza, non sempre del tutto leale. Ma se da un lato l’interesse per la fotografia è cresciuta grazie alla tecnologia, dall’altro è cresciuta la competenza dell’utente. Questo implica che un fotografo professionista debba sempre realizzare delle immagini che si distinguano da quelle realizzate da qualsiasi persona che utilizzi una reflex.

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A livello tecnico, quali sono i dettagli più importanti quando si segue un evento sportivo?

Qui il discorso si amplia. Per prima cosa, bisogna conoscere bene la disciplina che si fotografa. Se facciamo un discorso generale, si parte dall’ottenere gli accrediti dall’organizzazione dell’evento stesso. Avere un pass personale, ti permette di accedere in zone riservate ai fotografi ufficiali, anche se questo non vieta di poter ottenere dei buoni scatti fotografando anche da fuori. Più è grande l’evento e più è difficile ottenerli. Se facciamo un esempio estremo, come le Olimpiadi, non è sufficiente essere un buon fotografo o lavorare a basso costo. Bisogna dimostrare di essere giornalisti/fotografi sportivi e dimostrarlo con i documenti appropriati.

Libertini è un maestro riconosciuto, secondo te quali sono gli sport più difficili da seguire?
Beh, non ci sono sport facili se vogliamo ottenere delle immagini professionali. Certo tutto si può fotografare, la differenza si vede sempre ad occhio nudo, guardando le immagini prodotte. Inoltre è fondamentale l’utilizzo finale delle foto. Mi spiego: se quello che ci serve è una fotografia che documenta un evento, possiamo anche accontentarci di avere le foto del vincitore, piuttosto che un passaggio spettacolare. Diverso è il discorso se si vogliono ottenere immagini di qualità assoluta. Qui entrano in gioco anche le attrezzature fotografiche. Ma non è detto che possedendo un corredo di fotocamere e ottiche professionali, si ottengano immagini di tutto rispetto. Anzi, se non usate in modo adeguato tali attrezzature possono regalare delusioni non indifferenti.

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Come consideri il mondo della comunicazione degli eventi sportivi, a livello generale? 
Il livello di comunicazione secondo me viaggia di pari passo con quello della fotografia, nel senso che, se da una parte le riviste sopravvissute sono sempre meno (parlo di quelle che si trovavano un tempo nelle edicole), dall’altro si fa un grande uso di internet e qui si apre un mondo nuovo. Tutti sono giornalisti e fotografi, ma sono convinto che un attento lettore riesce a cogliere le differenze tra un servizio professionale e uno che invece non lo è.

Cosa consiglieresti a un giovane che si vuole avvicinare alla fotografia sportiva? Un consiglio di Paolo Libertini, non può non essere preso come un comandamento.
Consiglierei di affiancare un fotografo professionista sul campo con umiltà e con la disponibilità di imparare senza fare troppo il fenomeno dopo aver ottenuto qualche scatto carino. Inoltre, per affacciarsi alla professione, è fondamentale crearsi un’identità on line. Possedere un sito ben indicizzato, può aiutare per farsi trovare. Le immagini contenute nelle gallery devono essere di qualità assoluta.

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