Peyton Manning, leggenda della NFL, si ritira

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

Peyton Manning, dopo 18 anni trascorsi in NFL e a quasi 40 anni, annuncia il ritiro. E come naturale che sia, la conferenza stampa, che decreta ufficialmente la sua decisione, si riempie di commozione, riguardando anche un atleta come lui diventato uno dei rappresentati maggiori di uno sport dove la virilità riveste un ruolo principale.  “Giocare a football mi mancherà terribilmente”,  C’è qualcosa di speciale nel numero 18… 18 è un bellissimo numero. Oggi, mi ritiro dal football professionistico”; queste alcune parole colme di emozione del quaterback dei Broncos,  il quale cita più volte il 18, “indossato” anche in campo, ma che tuttavia non si dimentica dei traguardi personali che sia riuscito a raggiungere in carriera : “Non dimenticatevi, che ho ancora il primato per più alto numero di intercetti (28) nella mia stagione da rookie. Ogni anno, prego che un altro debuttante lo batta, ma non è mai successo”. Parole e frasi toccanti che vanno ad aggiungersi a quelle provenienti da tutto il mondo sportivo statunitense. E di certo non potevano mancare quelle di gratitudine pronunciate dal general manager dei Broncos, con i quali il Peyton Manning giocava dal 2012, John Elway:“Quando si guarda a quanto ha dato Peyton come giocatore e persona, è facile capire quanto siamo stati fortunati ad averlo avuto nella nostra squadra.”
Peyton Manning lascia da vincente. Poco più di un mese fa, infatti, trionfava con i suoi Broncos nel Super Bowl, avendo la meglio sui Carolina Panthers e bissando il successo del 2006 con i Colts.
Considerato da molti,  come tra i migliori quaterback nella storia del football americano (secondo alcuni, addirittura il più grande), detiene diversi record. Tra i più rilevanti a livello individuale: il numero di yard in stagione e carriera e di touchdown in stagione e di passaggi completati e tentati. Ha vinto, inoltre, per 5 volte il premio per il giocatore più forte del campionato (Most Valuable Player) A livello di squadra, è l’unico ad aggiudicarsi il titolo più importante della NFL con due differenti squadre (Colts e Broncos).
Esploso a livello professionistico proprio a Indianapolis,  dopo la parentesi universitaria nel Tennensee, Peyton Manning ha davvero segnato una epoca indelebile per il football americano, quella intercorrente tra la fine degli anni ’90 e i 2000. Stesso potere di immagine di gente come Michael Jordan per il basket e Roger Federer riguardo al tennis, di Messi e Ronaldo parlando di calcio, è stato (e lo continuerà a essere in misura minore dopo il ritiro), anche un’ eccezionale macchina comunicativa e pubblicitaria. Testimonial di innumerevoli brand importanti, che vanno dall’abbigliamento sportivo, bibite e integratori, giocattoli al settore bancario, passando, persino, per aziende attive nel commercio della carne, Manning, oltre all’ingaggio “base”  più recente firmato con i Broncos di circa 19.000.000 di dollari, ha accumulato cifre provenienti da sponsor e pubblicità nel solo 2015 di 12.000.000 milioni di dollari, i quali vanno a formare il suo enorme patrimonio globale stimato in 275 milioni. Numeri che lo hanno spinto a più riprese in cima alla classifica degli sportivi più pagati.
Ora, per Peyton Manning inizierà una nuova fase della sua vita, composta, questa volta, esclusivamente di comunicazione orale, forse come commentatore ed esperto nel diffondere il mondo del football, che con con lui si è arricchito maggiormente di leggenda.

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