Antidoping, Olivier Niggli fa il punto della situazione

Pubblicato il autore: Gabriele Lepri Segui

doping

Uno dei temi principali della giornata odierna per quanto riguarda lo sport è stato quello dell’antidoping. Nel corso di un’intervista rilasciata a Gazzetta.it Olivier Niggli, prossimo direttore generale dall’agenzia mondiale antidoping, ha tracciato una panoramica sul tema. Niggli sostituirà David Howman a inizio estate, ma  ha iniziato ad essere operativo già da novembre. Per quanto concerne l’antidoping Niggli ricopre un ruolo decisamente importante nel mondo dell sport: lavora a stretto contatto con la Wada sia dal 1999 e viaggia spezzo in Canada nella sede dell’agenzia. Sul tema dell’antidoping Niggli è così intervento parlando del Meldonium“Il prodotto, proibito dal 1° gennaio, resterà vietato a prescindere. Ci sono però alcuni casi controversi, dovuti al fatto che, scientificamente, non è semplice stabilire per quanto tempo le tracce del farmaco restino nell’organismo. I laboratori di Colonia e di Losanna stanno portando avanti studi mirati. Entro un paio di mesi avremo i risultati”. Sulla decisione di riabilitare Maria Sharapova che presto tornerà ad essere a pieno regime, Niggli è stato chiaro: “Non sta a me rispondere. Lo stabilirà la federazione internazionale del tennis. Ma lei ha ammesso l’uso anche dopo il 1° gennaio e in più i valori riferiti ai suoi test parlano chiaro”. Proprio sulla Russia Niggli ha focalizzato alcuni aspetti fondamentali: “Due anni fa, quando Liliya Shobukhova si è presentata nel mio ufficio per denunciare la corruzione del sistema, non avrei pensato di arrivare a questo punto. Oggi i test antidoping vengono eseguiti dall’agenzia inglese. Ma c’è una difficoltà relativa ai test sul sangue. Chiuso il laboratorio di Mosca, spesso le 36 ore entro le quali gli esami devono venir condotti non sono sufficienti. Lunedì a Losanna ho incontrato il ministro dello Sport Mutko. La prossima settimana, a Mosca, un nostro team valuterà la possibilità che il laboratorio venga riaccreditato. In ogni caso ci dovrà essere un nuovo direttore”. Sulla possibilità che la federazione di atletica sia riabilitata per i prossimi giochi di Rio, il massimo dirigente della Wada si è così esposto: “Difficile esprimermi. La materia è in mano alla Iaaf che lavora anche su fatti di corruzione. Intanto siamo soddisfatti che il Kenya, su nostre pressioni, stia per adottare una legge antidoping: dovrà farlo entro il 2 maggio come da noi richiesto”. Niggli ha poi parlato della situazione in Italia e delle possibili influenze per Roma 2024: “Abbiamo apprezzato il cambio di nome dell’agenzia, oggi Nado Italia, e il coinvolgimento dei Carabinieri. Ma si deve insistere sulla strada dell’indipendenza. Qualche passo è stato compiuto, altri ne serviranno. Avere un’agenzia antidoping indipendente come Stati Uniti, Francia e Ungheria, le rivali verso i Giochi, dev’essere un obiettivo. Poi, è chiaro, sarà il Cio a valutare. Ma lo stesso presidente Bach, l’altro giorno, lo ha ribadito. Al di là del problema dei costi, questa è una priorità di tutte le federazioni internazionali. Un plauso al ciclismo e al lavoro dell’italiana Francesca Rossi che dirige la fondazione antidoping”.

Infine Niggli ha parlato del futuro dell’antidoping mondiale: “Anche le iniziative che stiamo portando avanti con l’industria farmaceutica mi fanno essere fiducioso. Ci sono però alcuni sport che tanto fanno e tanti positivi trovano, altri che proprio non fanno”.
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