Roma 2024: le parole di Malagò

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

dichiarazioni Malagò

Riprendiamo l’intervista a Giovanni Malagò del Secolo XIX . Il direttore generale del Coni si esprime in merito alla candidatura di Roma all’Olimpiade del 2024.

Ecco le parole di Malagò.

Sono tante le polemiche delle ultime settimane. Cosa ne pensa, Malagò?

“A chi è critico e preoccupato sulla candidatura di Roma 2024, dico che ormai con l’Autorità nazionale anticorruzione di Cantone ancora prima di cominciare ogni parola viene vivisezionata. Se c’è qualcuno scettico di destra, sinistra o 5 stelle io non ho problemi: vengano pure a controllare o fare i capi dell’organizzazione. L’importante è che prendiamo i Giochi, poi ci poniamo il problema di chi li deve organizzare”

Quante possibilità ci sono perché i Giochi vengano ospitati da Roma? Sia sincero, Malagò

“E’ dura fare una stima, penso anche se sia inutile fare una sorta di toto Olimpiade, posso dire che ci sono buone possibilità, questo sicuramente. Non voglio spingermi oltre, non per scarsa fiducia, ma perché mi pare poco etico fare promesse e sventolare proclami. Come ha detto lei, sarò sincero. Vi chiedo un’unica cosa, tifate e aiutateci in questo miracolo. Perché se riusciamo a fare quest’impresa della candidatura, poi cambierà tutto. Rispettiamo moltissimo chi è contrario, ma una cosa non si può accettare: che se si dovesse vincere ci saranno per forza malaffare e corruzione. Non è così’, in Italia sono stati commessi tanti errori e sono stati fatto tanti sbagli, ma non deve essere sempre così.

In questi giorni si è incontrato con il Ministro Padoan. Quali impressioni ha avuto? E in merito alla questione sponsor? A quanto ci è stato detto è vicino un traguardo davvero importante

“Era giusto informare il ministro Padoan – ha aggiunto Malagò in prossimità del rinnovo del mandato triennale di Coni Servizi – perché tra i nostri interlocutori istituzionali, oltre al governo, a Matteo Renzi, a Luca Lotti, ai ministeri della Salute e dell’Istruzione, dell’Ambiente del Lavoro, c’è il Mef che è il nostro maggior azionista. Ed è giusto raccontare tre anni molto positivi sotto il profilo dell’organizzazione, delle economie di scala, dei risparmi effettuati, del desiderio riuscito di mettere a disposizione del sistema sportivo la maggior quantità di fondi possibile, e infine dei ricavi esterni generati. Credo che i numeri siano molto chiari, sotto ogni punto di vista. C’è stato un grandissimo incremento del marketing, in tre anni gli sponsor sono cresciuti da 3 a 12 milioni (il traguardo er il 2016 è arrivare a 15 milioni, ndr). Non lo posso dire io, non è corretto, ma penso ci sia una soddisfazione da parte dei nostri azionisti”

Un’ultima domanda: Cosa serve per ospitare Roma 2024? Quali credenziali?

Domanda di difficile risposta, è una questione complessa. (Malagò si ferma un attimo a riflettere poi comincia a parlare).

Vi faccio un esempio. Rio aveva il peggiore dossier eppure era riuscita ad avere i Giochi 2016 battendo anche Chicago, “sponsorizzata” da Obama: un grosso merito lo aveva avuto l’ex presidente brasiliano Lula (proprio lui…) con un lavoro di lobying capillare, viaggiando in tutto il mondo. Malagò tiene i rapporti con Renzi (che sostiene il bid ma ha altre priorità in questo momento), Montezemolo sta cercando un forte network di aziende, Diana Bianchedi e Fiona May stanno allestendo una squadra di (ex) campioni da portare a Rio e poi in tutte le tappe (consentite) della candidatura. Un lavoro di gruppo: si vince facendo lobby, presentando un dossier possibilmente credibile, ma si è vinto in passato anche grazie a grossi sponsor. Con questo non vuol dire che dovremo trascurare certi aspetti e puntare tutto sulle sponsorizzazioni, voglio solo dire che bisogna curare ogni minimo aspetto.

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