Speciale moviola in campo: come funziona negli altri sport?

Pubblicato il autore: Andrea Pertile Segui
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Moviola in campo

E’ da pochi giorni la notizia che rivoluzionerà il mondo del calcio, ovvero l’introduzione della moviola in campo, osannata da molti addetti ai lavori come Aldo Biscardi. Se nel mondo del calcio è una novità, l’uso di questo strumento da parte degli arbitri è diventato consuetudine da molto tempo. Supernews vi porta a fare un viaggio in questi sport, spiegandone il relativo funzionamento della moviola.

Nel tennis, la moviola è denominata Hawk-eye (occhio di falco) e può essere richiesta dai giocatori in caso di alcune controversie, per un massimo di tre volte ogni set. Si basa sul principio della triangolazione, creata da quattro telecamere che riprendono la direzione della palla da angolazioni diverse ed il sistema video a cui esse sono collegate decreta se la palla è dentro o meno basandosi sui modelli di lunghezza e larghezza di un normale campo di gioco. Tale sistema viene utilizzato anche nel cricket.

Il football americano è stato il primo sport ad adottare questo sistema sin dal lontano 1987. Denominato anche instant replay, può essere richiesto dagli allenatori all’arbitro per un massimo di due volte ad incontro sventolando un fazzoletto rosso. Successivamente, uno dei sette arbitri dell’incontro si avvicina allo schermo ed in base a quanto visto, prende la sua decisione. Se neanche la moviola riesce a risolvere l’arcano, vale ciò che è successo in campo, e se necessario si ripete l’azione.

Nell’hockey su ghiaccio c’è proprio un arbitro addetto a seguire la gara su un monitor predisposto. Qui viene utilizzata dall’arbitro principale e dopo aver visionato le immagini, prende la decisione più idonea dopo un consulto via radio con l’assistente addetto alla moviola.

Scherma. E’ prevista anche in questo sport: qui lo schermidore può richiederlo dopo ogni “stoccata” ritenuta dubbia. L’arbitro rivede le immagini e decide sul da farsi dopo essersi consultato con gli altri giudici di gara. Celebre è l’uso nelle Olimpiadi: tra i tanti casi, nel lontano 2008 l’oro della spada a squadre è stato assegnato alla Francia dopo che l’arbitro principale visionò la moviola (all’epoca dei fatti, uno degli sfidanti polacchi ad occhio nudo riuscì ad evitare il tocco, ma il sistema video ha rilevato che il tocco dello schermidore francese è stato leggerissimo, ma sufficiente ad assegnare il punto della vittoria alla nazionale transalpina).

Chiudiamo con la pallavoloIl Challenge System è stato adottato per la prima volta nei Mondiali di Polonia 2014. Le regole? Simile a quelle del tennis. Ogni squadra, per bocca del suo capitano, può richiedere di ricorrere al “moviolone” per un massimo di due volte a set (mentre l’arbitro può verificare il sistema ogni qualvolta abbia un dubbio). Il tutto sarà gestito da una serie di telecamere posizionate lungo il perimetro del campo e viene applicata in caso di possibili invasioni di campo, tocchi a rete e palle dentro o fuori. Se dopo aver visionato il “challenge” non viene presa alcuna decisione, vale ciò che ha decretato in precedenza il direttore di gara.

Questa è solo una parte degli sport in cui è stata introdotta la moviola in campo. In tutti questi che vi abbiamo citato, c’è stata una sostanziale riduzione degli episodi dubbi che accadono in ogni incontro. Se anche il calcio saprà usufruire bene di questa innovazione, dopo ogni partita non si discuterà più delle varie circostanze che possano aver favorito o meno una squadra, ma dello spettacolo che lo sport più amato d’Italia è in grado di offrire a tutti gli appassionati.

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