Calcio a 5, iniziativa dalla Uisp in Libano

Pubblicato il autore: Nicola Digiugno Segui

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“Il carcere di Roumieh, vicino Beirut in Libano, ha ospitato stamattina l’incontro di calcio a 5 che ha visto di fronte i minori ospiti del carcere e una rappresentativa Uisp e Cooperazione italiana“. E’ quanto si legge sul sito internet ufficiale della Uisp, Unione italiana sport per tutti. Una manifestazione inserita nell’ambito di un progetto sostenuto da Cooperazione italiana e Unodc, Agenzia Onu per il controllo della droga e la prevenzione del crimine. Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori di calcio, è stato arbitro e testimonial della partita. Il commento di Uliveri sullo stesso sito: “‘È stata un’esperienza bella, come lo è sempre il calcio quando ci si mette intorno a un pallone nascono emozioni che fanno superare disagi, dolori e difficoltà, almeno per un attimo, permettendo di sentirsi persone libere. Vedere questi ragazzi correre nel piccolo campo allestito, ci ha restituito il senso dell’iniziativa: lo sport è importante in situazioni di crisi, la storia del calcio è piena di episodi significativi. È importante soprattutto all’interno delle mura di un carcere e in una città come Beirut, è un segnale per chi pensa che chi ha sbagliato non abbia possibilità di recuperare. Non deve passare il pensiero che si entra in un carcere e si butta via la chiave, non è questa la civiltà che vogliamo: dobbiamo invece pensare al futuro di questi ragazzi e alle loro possibilità di reinserimento sociale per quando usciranno”.

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Al termine della competizione hanno vinto gli ospiti della struttura, sostenuti dal tifo di 160 ragazzi che hanno assistito alla gara con entusiasmo e calorosa partecipazione. L’Uisp è scesa in campo anche con Massimo Tossini, responsabile attività Uisp in Libano e Carlo Balestri, responsabile politiche internazionali Uisp. La dichiarazione di Balestri, sempre sul sito della Uisp: “Grazie alla Cooperazione italiana abbiamo avuto l’occasione di aprire una porta del più grande carcere libanese in particolare del settore minorile, perché è nostra intenzione proseguire il progetto nelle carceri del Libano, per far si che i detenuti possano sentirsi un po’ più liberi attraverso lo sport. Da oggi in poi speriamo di poter lavorare in maniera sempre più costante'”.

Una prima esperienza di attività sportiva all’interno di un carcere, “che farà da apripista per il rinnovo del progetto, al fine di inserire lo sport nelle attività curriculari dei detenuti, minori e adulti. L’Uisp in questo campo ha una solida e duratura esperienza, formata con anni di attività in carcere, da Vivicittà al progetto Terzo tempo”, fanno sapere dalla Uisp attraverso il sito internet.

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“L’Uisp è stata chiamata a collaborare alla realizzazione dell’evento grazie ai buoni rapporti instaurati in questi anni con la Cooperazione e alle tante iniziative organizzate insieme in Libano, in particolare per i diritti dei bambini”, si legge in un’altra nota apparsa sul sito uisp.it. Un’iniziativa lodevole che ha già raccolto un massiccio numero di consensi, trattandosi di un’esperienza veramente significativa. Lo sport rappresenta un’occasione per maturare e per formarsi, per superare disagi e difficoltà, per aumentare il proprio livello di autostima, per vincere sfide che spesso sembrano impossibili.

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