Madre e figlio insieme alle Olimpiadi, sarà la prima volta assoluta

Pubblicato il autore: Emiliano Di Presa Segui

Rio-2016-600x300Sembra una battuta o uno scherzo ma invece è tutto vero. Per la prima volta nella storia madre e figlio insieme alle Olimpiadi nella stessa disciplina. Nino Salukvadze, 47 anni, è una tiratrice georgiana che a Rio parteciperà alla sua ottava olimpiade, raggiungendo in questo record la nostra Josefa Idem. In agosto però, a Rio, troverà anche il figlio, non come tifoso, ma come collega. Tsotne Machavariani, 18 anni, ha ottenuto la qualificazione della pistola ad aria 10 metri al campionato europeo di tiro a febbraio. Madre e figlio insieme alle Olimpiadi non c’erano mai andati. Saranno i primi.  Non che le partecipazioni tra parenti siano mancate, anzi. L’accoppiata genitori e figli nella stessa edizione, si è verificata già 70 volte, ma sono padre e figlio o figlia e anche due esempi di madre e figlia a inizio Novecento.
Madre e figlio insieme alle Olimpiadi però arriveranno con un palmares leggermente diverso. Nino Salukvadze è un’icona del suo sport e della sua nazione. I suoi primi giochi sono quelli del 1988 a Seoul. Lei rappresentava l’Unione sovietica. Insomma una vita fa. Allora vinse una medaglia d’oro nei 25m con la pistola e una d’argento nei 10m pistola ad aria. A Barcellona 92 è andata con il team degli ex sovietici e poi con la bandiera georgiana ad Atlanta 96, Sydney 2000, Atene 2004, Pechino 2008, qui ha vinto un bronzo e baciato sul podio una collega russa in segno di pace fra i due paesi. A Londra 2012 è andata come portabandiera del suo paese :”Sono molto contenta di rappresentare la federazione georgiana di tiro alle Olimpiadi, ma un milione di volte più contenta come madre perché anche mio figlio è riuscito a raggiungere lo stesso obiettivo”. La signora, insieme al padre ottantacinquenne il cui sogno, era vedere figlia e nipote agli stessi giochi, è anche l’allenatrice della squadra nazionale e ha contribuito a mantenere lo sport vivo nel suo paese dopo la fine dell’Urss. In Georgia il poligono di allenamento è al ministero dello sport, ma può ospitare un numero limitato di atleti. Il figlio, che ha cominciato a sparare a 13 anni, si è allenato all’estero. Il giovane ha dichiarato di non sentire la pressione, anche se sua madre aveva la sua età quando vinse le prime medaglie. La mamma ha cercato di togliere pressione sia al figlio che a se stessa :”Allora c’era l’Urss e maggiori fondi per lo sport, non pretendere nulla da me” dice al figlio. Il giovane però qualcosa alla madre vuole dare :” Alle Olimpiadi rappresenterò mia madre, il mio paese e me stesso”.

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