Onorato, in vela si è più sicuri

Pubblicato il autore: Jacopo Chiodo Segui

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Una vita a cavalcare i mari, navigando tra le acque di ogni continente, sempre conducendo la sua barca a vela verso i successi, innumerevoli, ottenuti in carriera che gli sono valsi il soprannome di Mascalzone Latino.

Vincenzo Onorato questa volta, abbandonato il timone della sua barca, sfruttando un piccola pausa, una vacanza, ha deciso di dedicarsi ad un altra sua grande passione, naturalmente, sempre legata al mare: la pesca.

Lui, solito a sfidare il mare, a regatare sulle onde, sempre dall’alto della sua barca, questa volta se l’è vista brutta, eccome!

Amante della pesca subacquea, che attua rigorosamente in apnea, controllato e seguito costantemente da un gommone d’appoggio, proprio perché nei mari tropicali, nella fattispecie nelle Marquesas Keys (isole disabitate a 20 miglia da Key West in Florida nei Caraibi) le acque sono popolate da squali e barracuda, deve aver sudato davvero freddo quando subito dopo aver sparato a una cernia, che inevitabilmente, ferita è finita con il perdere sangue ha attirato nel giro di pochi secondi un squalo, “un bestione di circa due metri e mezzo” giura Onorato.

Situazione complicata ulteriormente da una sfortunata fatalità, quel giorno il marinaio si allontanò con il gommone senza avvertire il Mascalzone Latino che nonostante il delicatissimo stato in cui si trovava, da campione qual’è, ha mantenuto la calma e quella freddezza fondamentale in circostanze del genere.

“Mi sono sentito indifeso ma ho mantenuto la calma, quando lo squalo si è avvicinato l’ho spinto con la mano destra e lui mi ha scorticato lungo il braccio sinistro. Quando si è allontanato un po’ ho urlato per attirare l’attenzione del marinaio che fortunatamente è accorso subito in mio aiuto e così sono riuscito a salvare la pelle…”

Un avventura inusuale, sicuramente non per deboli di cuore, sulla quale l’armatore-velista napoletano minimizza, scagionando gli squali, quelli marini: “ in realtà gli squali non sono poi così pericolosi perché abbastanza prevedibili, sono molto più pericolosi gli squali umani”, e se lo dice lui, forse è il caso di credergli.

Accantonati i duelli con i pescecani e la pesca subacquea, almeno per un po’, Vincenzo Onorato, dopo due anni lontano dalla vela, è tornato alle origini: “ Sono tornato in barca, sul Melges 32. Regatare è bellissimo, ti regala sensazioni magnifiche, quelle che vorrei far provare a qualche ragazzo della scuola vela di Mascalzone Latino di Napoli, Ce ne sono tre-quattro che sono diventati davvero bravi e sono sicuro che in futuro faranno davvero bene”.

In attesa che l’allievo superi il maestro, lui, continua a stupire, visto e considerato che anche lo scorso weekend per Vincenzo e il suo Mascalzone Latino i risultati sono stati eccellenti, a Porto Ercole un rientro alla grande dove ha chiuso con un secondo posto la tappa del circuito internazionale di Melges 32.

I ragazzi che potranno essere i nuovi Onorato nel futuro della vela italiana, lui li ha gia selezionati, così come ha individuato chi sarà a cogliere le redini della Moby: i figli Achille Onorato, nuovo a.d, e Alessandro Onorato, consigliere delegato alle gestione commerciale della compagnia, con il papà, Vincenzo, che rimarrà a supervisionare dall’alto, nelle vesti di presidente.

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