Redbull, un marchio che sponsorizza gli sport estremi. Dalla tavola di Kay Lenny al triathlon di Roberto Nava

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui
marchi Redbull sports

marchio Redbull sports

La Redbull sports da tempo fornisce e finanzia idee originali ed estreme ad atleti che si vogliono spingere oltre ogni limite, un esempio ne sono Felix Baumgarthner che, grazie allo sponsor Redbull è riuscito a coronare un sogno e stabilire anche un nuovo record, quello di paracadutarsi da 39.000 metri di altezza.
Ma lo sport più estremo lo ha trovato un ragazzo di nome Kay Lenny che possiede una SUP una tavola che può volare sull’acqua. Proprio così, inizialmente sembra una normale tavola da surf ma vediamo come funziona.
La SUP (Stand Up Paddle) non è dotata di motore ma Kay Lenny spiega perfettamente come funziona.
Nel mondo degli sport acquatici gli atleti cercano sempre nuovi materiali per combinarli insieme e ottenere attrezzature sempre più sofisticate e che aiutino a raggiungere un determinato scopo.
Al giovare kiter Kay bastano una pagaia, la tavola da surf e il vento che per il suo tipo di sport è fondamentale.
il-surfista-kai-lenny-testa-una-nuova-tavola-da-supBisogna sapere per prima cosa che Kay Lenny si dirige sempre sottovento, andando cioè ad assecondare il soffio del vento. Questo gli permette di approfittare di una brezza che lo aiuta nei movimenti, grazie anche alle onde che gli permettono di acquistare più velocità anche grazie alla potenza data dalle pagaiate che egli stesso dà per aumentare la velocità fino ad arrivare a raggiungere un glide, quando la tavola raggiunge una velocità superiore a quanto la persona pssa pagaiare, facendo sollevare in questo modo la tavola dal pelo dell’acqua senza alcuno sforzo.
Ma per riuscire a mantenere la tavola in quella psizione bisogna essere bravi a sfruttare i balzi provocati dalle onde ed essere in otiima forma fisica così da competere direttamente con il vento.
Una volta che la tavola raggiunge la velocità di pinna, pinna che è formata da una sezione trasversale questa fa sollevare dal pelo dell’acqua la tavola diminuendo così l’attrito e la tavola si trascina sempre più velocemente senza molto sforzo da parte di Lenny.
“In condizioni di sottovento, nessuna tavola normale può competere”, dice Lenny riguardo la sua SUP. “Questa è l’evoluzione dello sport: è il modo più divertente e più veloce. Non riesco a immaginare di tornare indietro”.
Proprio tra le onde gigantesche dell’isola di Maui nelle Hawai dice“Dopo un inverno di livello 12, volevo rendere l’estate altrettanto emozionante”. “Proprio mentre l’inverno stava per terminare, anni di lavoro su questo progetto sono andati a buon fine… ed è letteralmente decollato!”.
Ma ora un paio di domande riguardo questo nuovo sport fatte da Redbull Sports direttamente a Lenny e sono due:

In primo luogo, è difficile? “Inganna gli occhi”, dice Lenny. “Sembra che occorra molto bilanciamento, ma non è così. Non più di andare in bicicletta. Con la velocità arriva la stabilità”.

Domanda numero due: dov’è il motore nascosto? “Non c’è un motore nascosto!”, sorride Lenny. “Questo potrebbe anche essere cool, però!”.

Un’altra cosa divertente? Lenny e suoi amici hanno soprannominato la tavola “Malolo”, che è un termine hawaiano per indicare i pesci volanti. Ecco un volo lungo e sicuro.
kai-lenny-testa-una-nuova-tavola-da-supOra passiamo al grande appassionato di triathlon Roberto Nava che è anche blogger di successo.
Chiunque sa che le gare di triathlon sono molto faticose da affrontare più per gli atleti che per chi li guarda perchè sono composte da tre differenti tipi di prove fisiche.
Per perima cosa si affrontano circa quattro km di nuoto l’equivalente di 150 vasche di piscina;dopodichè si passa a 180 km di bici e 42 km di maratona. Attenzione tutte e tre le prove sono molto dure e per chi non è allenato impossibili da compiere tutte di filata. Sono  infatti necessarie tante ore d’allenamento per raggiungere livelli fisici tali da permettere la partecipazione dell’atleta. Ma soprattutto si deve fare in modo di non stancarsi troppo perchè dopo usciti dall’acqua si deve subito salire in bici per affrontare altri 180 km faticosi che termineranno con il passaggio alla maratona per altri 42 km fino ad arrivare alla fine. !80 km che si potrebbero quantificare con la percorrenza del giro d’Italia.
E’ comunque uno sport che chiunque può intraprendere e va fatto per gradi come ogni altro sport, si inizia infatti a fare delle mezze maratone per poi passare al Granfondo quando si è al top della forma. Inoltre ogni triatleta approfitta di ogni mmento per fare delle lunghe escursioni in bici. Tutto però parte dalla testa, infatti ci sono momenti nelle gare in cui gli atleti si perdono un pò d’animo per poi riprendersi e continuare.
Questa è la giornata tipica di Roberto Nava. Parteciperà infatti alla Challenge Venice 2016 che si svolgerà nella pittoresca città di Venezia per una giornata all’insegna del Triathlon per gli atleti e per le persone che saranno presenti.
Ricordo che Roberto Nava è un triatleta e blogger fondatore di RunLikeNeverBefore e lo si può seguire sulle piattaforme social di Facebook, Twitter e Instagram.
Fonte dell’articolo sito ufficiale Redbull.comroberto-nava

 

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