Triathlon: Alessandro Fabian verso Rio 2016

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

alessandro fabian
Alessandro Fabian verso Rio 2016 – Ci sono sogni lunghi quattro anni, tra discese, speranze, cadute, delusioni, rinascite e guarigioni: Alessandro Fabian, 28 anni, padovano e campione di triathlon; uno sport giovane, che diventa olimpico solo nel 2000, ma che registra una costante crescita. E’ la summa di tre discipline diverse: nuoto, bici e corsa; Fabian ha già vinto tanto in Italia: sei titoli assoluti sulla distanza olimpica; quattro sulla distanza “sprint”; e si è affermato anche in Europa: vice campione europeo nel 2013 e campione continentale nella staffetta a squadre miste nel 2014. Piazzamenti di rilievo anche in Coppa del Mondo, manca, però, la consacrazione olimpica: ha sfiorato la gloriosa impresa ai Giochi di Londra 2012, sempre in testa nelle prime due frazioni, a lottare coi fratelli britannici Brownlee e con lo spagnolo Gomez; alla fine decimo, miglior piazzamento maschile azzurro di sempre. Dopo due anni difficili per via di problemi fisici, negli ultimi mesi, la risalita verso la rinascita, appunto, verso la qualificazione ai Giochi di Rio ad agosto. Il biglietto per l’Olimpiade l’ha già staccato in anticipo, però: l’Italia porta in Brasile due uomini, Alessandro Fabian e Davide Uccellari,  e due donne, Annamaria Mazzetti e Charlotte Bonin; finalmente, adesso, si può ragionare con calma del prossimo futuro:

“Il Triathlon mi ha dato tanto. Ho iniziato a praticare questo sport dieci anni fa, ed è veramente fantastico andare a Rio proprio nel mio decimo anniversario d’attività. La cosa più grande che mi ha regalato questo sport è la possibilità di viaggiare, di vedere tante cose nuove; più viaggio più vedo e più divento curioso; per me è come una linfa vitale. Sono stati anni importanti questi, che non mi hanno forgiato solo come atleta, ma soprattutto come uomo. Quest’anno è un po’ diverso dagli altri, perchè è come se fossi rinato: ho ritrovato il divertimento, che avevo perso da un po’ di tempo, e sono felice perchè mi è successo proprio ora, ora che ci sono le Olimpiadi. Cercherò di portare a casa qualcosa di ancor più pesante rispetto agli altri titoli. Con tutti i pianeti allineati, qualcosa di leggendario si può realizzare.”

Poi un commento sull’undicesimo posto al Mondiale di Cagliari, disputato lo scorso 6 maggio, e vinto dal norvegese Blummenfelt, avversario in più per il podio olimpico: “Mi sono divertito anche se non è andata come volevo: è bellissimo gareggiare davanti al pubblico di casa. Occhio a Kristian, sarà un ostacolo in più”.

Poi ritorna sulla preparazione che sta facendo in vista dell’Olimpiade: “dal giorno dopo la gara di Hyde Park di quattro anni fa ho in testa di migliorare il piazzamento non sono più nella posizione di nascondermi, e in qualche maniera bisogna assumersi le proprie responsabilità. Ce la metto sempre tutta e, come si dice, “aiutati che il ciel ti aiuta”. Di sicuro è importante essere in forma in Brasile e bisogna fare bene i passaggi intermedi: le gare aiutano a dare morale, ma non bisogna farsi prendere troppo dall’entusiasmo. A volte partendo troppo pimpanti si rischia di pagare a caro prezzo poi nel momento cruciale. Bisogna mantenere il focus sull’obiettivo vero, il più importante. Ormai il grosso del lavoro è fatto, dobbiamo solo mettere la ciliegina sulla torta. E andare a Rio per divertirci”.

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