Trophée Hassan II: Record di Bertasio

Pubblicato il autore: Masi Vittorio Segui

img
Al Trophée Hassan II (European Tour), ottima prestazione dell’italiano Nino Bertasio, addirittura quinto con 285 colpi (72 72 71 70, con -3 finale). Un altro italiano, poi, si è comportato molto bene, Renato Paratore, arrivato decimo, con 288 colpi (70 76 69 73, finendo in perfetto par). Il torneo, svoltosi in Marocco a Rabat, se lo è aggiudicato il coreano Jeunghun Wang con soli due colpi in meno rispetto al già citato Bertasio, ossia 283 (71 68 74 70, andando di 5 sotto il par). Wang, un giovane e talentuoso golfista di soli 20 anni, dopo aver terminato la gara finendo pari con lo spagnolo Nacho Elvira, è riuscito, poi, a superarlo con un bel birdie nei play-off. Elvira ha ottenuto un parziale di 69 (finendo a 3 sotto il par), realizzando l’ultimo dei quattro birdie (contro un bogey) proprio all’ultima buca. Wang, non scoraggiandosi, ha mantenuto la concetrazione, riuscendo a portarsi a casa un putt non certo facile per il 70 (complessivamente tre birdie e un solo bogey). Iniziati i supplementari, la pallina del coreano è finita in mezzo agli alberi, ma con proverbiale maestria ha pareggiato il birdie di Elvira con un colpo lungo e impegnativo, facendo il bis alla successiva buca. Le prodezze di Wang gli hanno permesso di aggiudicarsi, come detto il torneo, e un cospicuo assegno di 250 mila euro. Bertasio, da parte sua, che solitamente tiene un ritmo abbastanza regolare, non è di certo partito al meglio, perdendo un colpo nella prima parte del percorso (due birdie, un bogey e un doppio bogey) ma, successivamente centrando un tris di birdie, facendolo rientrare nei 70 colpi, facendolo salire in classifica di ben otto posizioni. Paratore, invece, è arrivato a 73 colpi (1 sopra il par) con quattro birdie, purtroppo 3 bogey e addirittura un doppio bogey. Nel complesso, finire per entrambi nei primi dieci può valutarsi come un ottimo risultato, soprattutto per Bertasio, che ha così raggiunto il punto più alto della sua carriera. L’anno precendete, nel 2015, infatti, prima di prendere parte al Challenge Tour, suo nuovo circuito di competenza, ha fatto rodaggio in tre gare dell’Alps Tour, migliorando progressivamente dal 28° posto nel Red Sea El Ein Bay Open, al 10 nel Red Sea Little Venice Open e al quarto nel Dreamland Pyramids Open. Ha chiuso la preparazione con la quinta posizione nel Campionato Open e ha iniziato la sua nuova avventura. Ha disputato venti tornei nel secondo tour continentale sfiorando il successo nell’Irish Challenge (secondo) e ottenendo questi altri piazzamenti: 13° D+D Real Czech Challenge, 14° Made in Denmark Challenge, 22° Cordon Golf Open, 23° Gant Open, 54° Challenge de España, 57° Kazakhstan Open, 62° Karnten Open e D+D Real Slovakia Challenge e 65° Le Vaudreil Challenge. E’ terminato 49° nell’ordine di merito e per quattro posizioni non è potuto andare a competere per la ‘carta’ dell’European Tour al Grand Final. Sembrava che dovesse abbandonare l’idea del circuito maggiore, perché era uscito nello Stage1 al Fleesensee, in Germania, ma rientrando tra i primi 90 della money list del Challenge Tour ha avuto l’opportunità di ripartire dallo Stage 2. Lo ha superato con il 13° posto al Lumine Golf & Beach Club in Spagna e poi con il 19° nella finale al Catalynia Resort di Girona, sempre in terra iberica, è salito sulla ribalta continentale. Si è classificato decimo nell’ordine di merito italiano.

Leggi anche:  Pallanuoto femminile, World League: stasera le semifinali Russia-USA e Ungheria-Canada

 

  •   
  •  
  •  
  •