Dominio tirannico della Pro Recco, peccato per la Champions

Pubblicato il autore: Alessandro Legnazzi Segui

È andata male la Champions League di pallanuoto per la Pro Recco. La formazione ligure, che ha chiuso la manifestazione continentale al quarto posto, può comunque dirsi soddisfatta dell’ennesima stagione costellata da trionfi. Addirittura tre nel 2015-2016. Scudetto e due coppe europee. Manca la più importante, quella che ti mette a confronto con i top team europei. La mini tripletta è comunque salva, il poker sarebbe stato leggendario, se non epico.

Chiusi i battenti della stagione, è giusto porsi qualche domanda. Chi può porre fine al dominio della formazione di Recco? Come fa questa squadra a mantenere inalterata la fame di vittoria dopo tanti successi, nazionali e internazionali? Al primo quesito la risposta può essere solo Brescia. I lombardi costituiscono la principale oppositrice al dominio ligure nel campionato italiano. Hanno un buon settetto ma la differenza tra Brescia e Recco la fa la mentalità, l’abitudine a giocare le partite decisive. Alle rondinelle della vasca è mancato il colpo letale perché le due sconfitte stagionali Brescia le ha rimediate proprio contro la Pro Recco: 6-8 all’andata e 5-11 al ritorno (senza dimenticare il terzo ko ai play-off per 8-6). Decisamente lontana sembra la Sport Management di Busto Arsizio, in termini progettuali e, di conseguenza, di classifica.

AALTRO GOL DI IVOVIC

La Pro Recco è il simbolo dello sport ligure, meglio ancora di Genoa e Sampdoria: è il simbolo che in questa regione si possono fare investimenti con delle remunerazioni. La pallanuoto batte il calcio, incredibile a dirsi ma i risultati parlano chiaro. Dove il football disunisce e crea campanilismo, l’elemento amniotico unisce e ci riporta a una dimensione di fratellanza. Un po’ tutti, in Liguria, tifiamo la Pro Recco.

In secondo luogo, la “digestione” efficace di vittorie è dovuta alla dinamicità del progetto levantino. Il 5 febbraio 2015 la società è stata rimpastata con lo storico Maurizio Felugo divenuto presidente della Pro Recco e l’entrata contestuale di alcuni imprenditori locali dotati di una certa solidità economica: ad esempio Antonio Gozzi, patron dell’Entella, e Giuseppe Pontremoli, vicepresidente dello Spezia calcio. I risultati si vedono e dal 2005 questa squadra non fa altro che vincere.

Ha riscosso grande successo l’iniziativa della Regione Liguria di sponsorizzare lo sport con l’eccellenza gastronomica di Recco: la focaccia al formaggio. Venerdì sera oltre duemila persone hanno affollato piazza De Ferrari, a Genova, per assistere alla prima partita in Champions League della squadra di Amedeo Pomilio. È andata male, la Pro Recco ha perso ai rigori contro i croati del Dobrovnik, poi vincitori del trofeo ai danni dei greci dei greci dell’Olympiakos. 15-14 il risultato finale dopo aver concluso i quattro tempi sul dieci pari. Stesso risultato anche nella “finalina” terzo-quarto posto con Szolnok, 11-7: punteggio cattivo ma succede sempre così quando entri in acqua con la testa da un’altra parte e senza motivazioni.

Il prossimo anno la Pro sarà sempre la squadra da battere. Le pretendenti, Brescia in testa, dovranno compiere il definitivo salto di qualità se vorranno interrompere un’egemonia per certi versi tirannica. Dal canto loro, i levantini, avranno l’obbligo morale di provare a vincere tutto. Anche nelle competizioni internazionali.

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