L’Inghilterra fuori dall’Europa. La Brexit cambierà radicalmente il volto del calcio europeo.

Pubblicato il autore: Mirko Madau Segui

brexit-1L’Inghilterra contro tutte le aspettative ha deciso di, con un referendum popolare, uscire dall’Unione Europea. Questo ha scatenato il panico generale nei mercati europei ed esteri, ma non solo.
Lo stesso calcio inglese è stato colpito. Tutti i club inglesi, tramite il rappresentante della Premier League Richard Scudamore, aveva invitato i cittadini a votare per il “Remain”.
Appello che non ha avuto un grande esito perché nella giornata di ieri, 4 Giugno 2016, ha vinto il “Leave”.
Ora il panorama calcistico e sportivo in generale è destinato a cambiare radicalmente. In primo luogo appare evidente il problema dei diritti tv. L’Inghilterra prima del voto referendario aveva stipulato un accordo con le pay tv per i diritti tv di circa 8 miliardi di euro complessivamente per tre anni. Ora con la svalutazione della sterlina, arrivata a -8% solo nella giornata di oggi, le entrate sono destinate a diminuire e questo effetto potrebbe essere visibile già fra qualche settimana. Un altro problema fondamentale riguarda i giocatori.
Circa il 62% dei giocatori presenti sul territorio inglese diverrebbero non comunitari, improvvisamente si vedrebbero costretti ad essere in possesso di un passaporto, come quello usato per viaggi intercontinentali, un permesso di lavoro e uno di soggiorno. Misura molto difficile da ottenere perché per soddisfare questi requisiti i giocatori devono aver accumulato circa il 75% delle presenze in nazionale, perciò molti si vedrebbero negare lo status di lavoratore.
Ciò toglie spazio ai giovani talenti internazionali che, con questo metodo restrittivo, non potranno far parte del calcio inglese. Queste misure restrittive però saranno messe al vaglio degli organi competenti che si preoccuperanno di alleggerire la legislazione in questo senso.
La conseguenza della Brexit in campo calcistico  sfavorisce i club anche per quanto riguarda gli interessi internazionali. Spiegato meglio da tempo il calcio inglese è preso di mira da società straniere che vorrebbero investire, con la Brexit questo interesse può decrescere notevolmente nel giro di pochi anni, perdendo così la possibilità di vendere le quote societarie a investitori esteri.
L’unica cosa certa è che la Sentenza Bosman non verrà intaccata. La  sentenza poi divenuta legge nel 1995 fa parte del regolamento FIFA e non UEFA.
La legge Bosman si riferisce alla vicenda affrontata dal giocatore Jean-Mark Bosman a partire dal 1990 al 1995. Nel 1990 Bosman, giocatore dell’ RCF Liegi ricevette una proposta di trasferimento al Dunkerque e, visto che il contratto con il Liegi era in scadenza, decise di accettare. Il Liegi però decise che la somma offerta per il trasferimento era insufficiente, nonostante il giocatore era in scadenza di contratto, concludendosi con un nulla di fatto. Il giocatore perse così la possibilità di trasferirsi e fu poi messo fuori rosa. Bosman così si appellò alla Corte di Giustizia europea e dopo cinque anni di battaglia ottenne la sentenza che gli dava ragione, la sentenza Bosman, che permetteva ai giocatori in scadenza di contratto di trasferirsi in altre squadre senza chiamare in causa quella con cui era in scadenza. Ciò permise la libera circolazione dei giocatori cosiddetti svincolati o a parametro zero.
Prima di questa legge, inserita poi nel regolamento FIFA, i giocatori, sebbene in scadenza di contratto, dovevano appellarsi prima alla squadra che decideva il prezzo del trasferimento e per loro era previsto un indennizzo calcolato in base allo stipendio lordo del giocatore per tutto l’anno e la sua età.
Anche per lo sport in generale ci sarà sicuramente qualche cambiamento, non immediato, ma in poco tempo visibile.
Un ulteriore punto lega le squadre inglesi alla partecipazione agli eventi sportivi dell’UEFA. Tornei come la Champions League ed Europa League, per le squadre fuori dall’Unione Europea, per alcuni dovrebbero essere escluse dalle suddette manifestazioni. C’è da ricordare una cosa però, L’Uefa non è un’organizzazione fondata dall’UE, risponde in particolar modo alla FIFA, essendo questa organo esecutivo della Federazione Internazionale e rappresenta la Federazione in Europa. L’Uefa quindi si identifica come organizzatore degli eventi per il Continente Europa e non come organizzazione dell’Unione Europea. Perciò è giusto in questo senso che le squadre degli Stati al di fuori dell’Unione Europea continuino a prendere parte agli eventi sportivi quali quelli già elencati.
Ricordo che anche gli allenatori saranno soggetti alle regole applicate per i giocatori, allenatori italiani come Ranieri, Mazzarri, Guidolin e Conte dovranno prepararsi ad un mutamento radicale delle regole che, come detto in precedenza, in Inghilterra sono molto restrittive.

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Jean-Mark Bosman nel 1995

Jean-Mark Bosman nel 1995

ecco l’indirizzo in cui leggere l’intera sentenza Bosman:
sentenza Bosman del 1995

 

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